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Pirelli: a conferenza Rio+20 presentati progetti con Ministero dell’Ambiente italiano e lo Stato brasiliano di San Paolo per la riduzione dell’impatto sul clima derivante dalla produzione dei pneumatici dello stabilimento car di Campinas

LA FABBRICA BRASILIANA GIA’ PREMIATA DALLA FIESP (FEDERAZIONE DEGLI INDUSTRIALI DELLO STATO DI SAN PAOLO) PER IL RIUTILIZZO TOTALE DELLE ACQUE IMPIEGATE NEL PROCESSO INDUSTRIALE

Pirelli ha presentato oggi, nell’ambito della Conferenza Internazionale sullo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite – RIO+20, alcuni progetti che saranno realizzati in Brasile con la collaborazione del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e lo stato brasiliano di San Paolo, per analizzare e ridurre l’impatto sul clima derivante dalle attività di produzione dei pneumatici dello stabilimento car di Campinas. La presentazione dei progetti è stata effettuata dal direttore Sostenibilità e Governo dei Rischi di Pirelli, Filippo Bettini, all’interno delle iniziative del padiglione italiano della Conferenza Rio+20 alla presenza del Ministro Corrado Clini e del presidente di Pirelli Brasile, Paolo Dal Pino.

I progetti si inseriscono nell’ambito degli impegni assunti della società nel corso del Sustanaibility Day tenutosi presso l’headquarter di Milano, lo scorso 23 gennaio, e testimonia, in linea con gli obiettivi di sostenibilità del Piano industriale 2012-2014 presentato a Londra lo scorso novembre, l’impegno della società per la realizzazione di un modello di crescita sostenibile ed efficiente.

Nell’ambito dei progetti presentati oggi Pirelli si impegna a calcolare, adottando metodologie di calcolo riconosciute a livello internazionale, l’impronta di carbonio (carbon footprint) relativa all’intero ciclo di vita di un proprio pneumatico rappresentativo prodotto nello stabilimento car di Campinas, nello stato brasiliano di San Paolo. Questo studio include anche l’individuazione degli interventi economicamente più sostenibili ed efficienti per ridurre le emissioni di gas a effetto serra legate al ciclo di vita dello stesso pneumatico.

Lo stabilimento Pirelli di Campinas, che si estende su una superficie di 120mila metri quadrati e che attualmente occupa oltre 2.000 persone, ha già ricevuto lo scorso marzo il premio della FIESP (Federazione degli Industriali dello Stato di San Paolo) per il progetto di riutilizzo totale delle acque impegnate nella produzione degli pneumatici.

Il calcolo dell’impronta di carbonio sarà realizzato anche per la bio-silice ricavata dalla lolla di riso e prodotta nello stabilimento Pirelli nella città di Meleiro, nello stato brasiliano di Santa Catarina. Questo processo, innovativo ed eco-compatibile elaborato da Pirelli, utilizza gli scarti della lavorazione del riso per produrre tale materia prima essenziale della mescola degli pneumatici, in sostituzione della silice prodotta attraverso metodi convenzionali, oggi ambientalmente più impattanti. Un ulteriore progetto presentato oggi prevede l’analisi tecnica ed economica per l’integrazione della tecnologia solare termica in alcune fasi del processo di produzione degli pneumatici, in sostituzione di fonti energetiche fossili.

Le diverse azioni condotte da Pirelli per contenere gli impatti ambientali hanno portato nel 2011 il gruppo a diminuire dell’8% i consumi specifici di energia e le emissioni specifiche di CO2 rispetto al 2009, con il 28% in meno di prelievi specifici d’acqua. Pirelli è inoltre impegnata attivamente nella gestione della filiera di raccolta e nella messa a punto di nuove soluzioni per il recupero di pneumatici fuori uso (PFU). In Brasile, attraverso l’associazione del settore, ANIP, la società partecipa al Consorzio Riciclanip che nel 2011 ha raccolto circa 320mila tonnellate di pneumatici a fine vita.

Con oltre 80 anni di presenza nel Paese, Pirelli ha oggi cinque fabbriche per la produzione di pneumatici in Brasile: Gravataí (RS), Campinas (SP), Santo André (SP), Sumaré (SP) e Feira de Santana (BA). In tali stabilimenti la società impiega complessivamente circa 9 mila dipendenti.

Gli obiettivi in termini di sostenibilità ambientale prevedono entro il 2015 una riduzione del 15% sia dei consumi energetici specifici che delle emissioni specifiche di CO2 e del 70% del prelievo specifico di acqua rispetto ai valori 2009.

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