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Wow, il mondo è di tutti

A New York la Convenzione dei diritti delle persone con disabilità sale a bordo del catamarano “Lo spirito di Stella”

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Poco più di un mese fa, all’Auditorium Pirelli a Milano, veniva presentato il progetto “Wow-Wheels on Wales”, ovvero la traversata atlantica del catamarano “Spirito di Stella” dagli Stati Uniti all’Italia. Salpata il 26 aprile da Miami, l’imbarcazione è arrivata a New York, dove farà una sosta per poi ripartire alla volta dell’Europa. Lo scopo del viaggio è quello di dimostrare che vivere in un mondo senza barriere, sia architettoniche che psicologiche, si può: per questo, a New York, a bordo dello “Spirito di Stella” sale la Convenzione delle Nazioni Unite per i diritti delle persone con disabilità, ovvero un documento simbolo di parità e inclusione. Così come l’imbarcazione, progettata per le disabilità e formata da equipaggi di persone di nazionalità, età e abilità diverse ma accomunate da storie di coraggio che, grazie alla particolare struttura del mezzo, possono muoversi e cooperare nella guida del catamarano.

In queste prime tre settimane di navigazione, “Spirito di Stella” ha già fatto tappa in Carolina del Sud, Virginia e Maryland. Ma è a New York, dove ha sede il quartier generale delle Nazioni Unite, che accoglie simbolicamente un documento che non è soltanto un importante riconoscimento per i diritti dei disabili, ma anche un messaggio di pace e uguaglianza che sarà consegnato a Papa Francesco a Roma a settembre.

Wow, il mondo è di tutti

La Convenzione è il primo trattato globale sui diritti umani del ventunesimo secolo. È entrata in vigore nel 2008 ed è stata ratificata da 166 paesi nel mondo dopo decenni di lavoro in cui le Nazioni Unite hanno cercato di cambiare l’approccio di persone e istituzioni nei confronti di chi vive con delle disabilità, per riconoscere loro pari diritti e per favorirne un maggiore inserimento nella società. La carta è divisa in 50 articoli che si basano su princìpi generali di uguaglianza e inclusione, come la non-discriminazione, il rispetto per la dignità individuale e le pari opportunità, fino ad articolarsi in punti più specifici che coinvolgono ogni aspetto della vita dell’individuo. Si parla di scuola, lavoro e accessibilità, per cui vengono promosse attività che riguardano strade, mezzi di trasporto e strutture mediche, fino a coinvolgere il necessario sviluppo della tecnologia per poter facilitare l’accesso a internet e ad altri sistemi di comunicazione. Il documento si occupa, poi, anche di altri aspetti, come l’attenzione particolare che deve essere riconosciuta a chi vive in situazioni di emergenza umanitaria, sia che si tratti di scontri che catastrofi naturali, all’uguaglianza davanti alla legge e al diritto alla vita, che i disabili hanno la libertà di esercitare al pari di tutti gli altri. Il documento, però, non ha soltanto finalità di tutela, ma è anche un veicolo per sensibilizzare tutte le altre persone: si chiede, infatti, una maggiore consapevolezza all’interno della società per combattere gli stereotipi e promuovere le capacità e i meriti delle persone disabili al fine di consentirgli di vivere un’esistenza soddisfacente.

La realizzazione di questi propositi, secondo il documento, deve partire fin dai primi stadi della vita: ecco allora che i progetti educativi rivolti ai bambini possono essere fondamentali. Wow-Wheels on Wales ha dedicato particolare attenzione proprio a questo punto: a ogni tappa, l’equipaggio incontra i bambini, fa scoprir loro il progetto, li fa salire a bordo dell’unico catamarano al mondo accessibile ai disabili e li  avvicina alla diversità anche grazie alla presenza della balena rosa Pinksie. Quest’ultima è il simbolo dell’omonima associazione, nata a Londra nel 2012, che prende spunto da una serie di libri in cui una balena rosa affronta tante avventure per vincere la paura della diversità. Sul catamarano, infatti, è presente l'immagine di Pinksie sulla prua, che accompagna l’equipaggio nelle sue numerose tappe e nella traversata atlantica. La Convenzione, infatti, promuove iniziative per una totale inclusione all’interno della società e che riguardano, quindi, anche la sfera lavorativa, politica e ricreativa. Gli Stati che hanno recepito il documento devono organizzarsi per far sì che questi diritti vengano riconosciuti, operando con imprese, società o in maniera autonoma. In Inghilterra, ad esempio, la Premier League ha lanciato un’iniziativa triennale per coinvolgere i disabili che, attraverso lo sport, saranno in grado di conoscere le proprie capacità e scoprire nuove possibilità. Stati Uniti, India, Albania e Slovenia, invece, forniscono ai disabili delle macchine elettroniche per aiutarli a votare durante elezioni e referendum, mentre Ghana, Canada e Kosovo hanno le schede in Braille. Oltre a queste iniziative, l’attenzione è sempre maggiore anche nei confronti dell'abbattimento delle barriere architettoniche: molte città hanno deciso, quindi, di rendere le proprie strade e attrazioni accessibili a tutti. Alberghi, spiagge e monumenti sono sempre più dotati di sistemi per facilitare la visita a turisti e residenti grazie, ad esempio, all’istallazione di rampe o traduzioni per non vedenti. 

Uno dei primi Stati a firmare, e ratificare, la Convenzione è stato San Marino, che nel 2013 ha ricevuto il riconoscimento speciale come Destinazione Europea di Eccellenza da Eden, ovvero l’attività promossa dall’Unione Europea per il turismo sostenibile. Lo Stato patrimonio dell’Unesco ha, inoltre, adottato molte iniziative sia per il progetto Wow, svolgendo un’azione diplomatica con il Pontefice e le Nazioni Unite, sia con Spirito di Stella, facendo avvicinare alla vela ragazzi con disabilità cognitive-relazionali. Questo perché già da anni ha sfruttato il suo territorio poco conforme ai disabili a proprio favore, creando servizi apposta per loro: c’è l’altalena pubblica accessibile alle carrozzine e la possibilità di noleggiare il Triride, cioè uno strumento per motorizzare la propria sedia a rotelle e percorrere in sicurezza anche salite e discese. L’obiettivo è quello di arrivare a “Zero barriere” con l’installazione di rampe d’accesso in punti chiave come la Basilica del Santo, la cui costruzione è stata approvata pochi mesi fa. Oltre a questa, al momento sono in fase di elaborazione anche programmi per i non vedenti, per gli ipovedenti, per chi non può utilizzare le mani e per chi ha allergie alimentari. Il progetto “San Marino per tutti” si adatta alle esigenze dei visitatori: a ogni itinerario corrispondono informazioni preziose come l'accessibilità degli impianti igienici, le pendenze massime da percorrere, la posizione delle rampe, l’altezza dei bancomat, la pesantezza delle porte da aprire e il tipo di pavimentazione da percorrere. Queste indicazioni agevolano gli oltre due milioni di turisti che arrivano ogni anno e che potrebbero aumentare proprio grazie a servizi dedicati alle persone con disabilità, sempre più presenti in tutto il mondo grazie ai principi emanati dalla Convenzione e ad attività parallele delle Nazioni Unite. La “Zero Project” Conference, ad esempio, richiama ogni anno esperti di disabilità internazionali per fare il punto sulla situazione e individuare nuove strategie di inclusione.  

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