Le istituzioni sportive più famose al mondo sono tutt'altro che discrete. La loro stessa natura, anzi, impone loro di essere appariscenti, vistose, riconoscibili. Questa regola è ancora più marcata quando si parla delle barche che partecipano alla America's Cup. Perché si tratta di gioielli ingegneristici che sfidano le leggi della fisica e del mare, di icone. Eppure, dietro ogni scafo e dentro ogni team ci sono dei professionisti altamente specializzati che lavorano lontano dai riflettori, trasformando competenza ed esperienza in prestazione. Stiamo parlando di progettisti, ma anche di professionisti con ruoli che in apparenza possono apparire lontani dal mondo della vela – manutentori, verniciatori, data analyst – ma che invece risultano fondamentali perché le barche raggiungano e mantengano il loro apice prestazionale. Ecco, per capire bene cosa significa lavorare a un progetto del genere abbiamo fatto un viaggio bellissimo e diverse chiacchierate con alcune figure chiave dei reparti che sono l'anima, il cuore pulsante del progetto.
Prendiamo, per esempio, Alessandro Franceschetti, Head of Structure di Luna Rossa: dalle sue parole abbiamo appreso che un team così prestigioso deve necessariamente “ragionare come un'orchestra, nel senso che c'è un loop continuo tra i vari dipartimenti”. In questo senso, secondo Franceschetti, Luna Rossa ha un enorme vantaggio rispetto ad altri team: “La continuità. Sono quasi 30 anni che abbiamo la stessa spina dorsale, e questo ovviamente rappresenta un valore”. Lo stesso discorso vale per la partnership con Pirelli, che apre scenari inesplorati dal punto di vista della ricerca e dello sviluppo: “Con Pirelli”, spiega ancora Franceschetti, “sperimentiamo soluzioni innovative, abbiamo accesso a un portafoglio di materiali e applicazioni molto più esteso rispetto al mondo nautico, a strumenti che provengono da altri ambiti, primo tra tutti, ovviamente, il motorsport. Anche questo è un grande valore aggiunto”.
Anche per Michele Cannoni, Boat Captain e Shore Team Director, l'interazione e la comunicazione tra i vari reparti rappresentano la forza trainante di Luna Rossa: “Noi stiamo a terra e ci occupiamo della manutenzione della barca, trattandola come se fosse un paziente e noi fossimo dei medici. E allora pensiamo e agiamo come un'equipe, un equipaggio. O meglio ancora: come una squadra di rugby. Non mi viene in mente metafora migliore, perché dobbiamo supportarci costantemente: ci sono dei momenti in cui uno di noi si sente in grado di spingere di più, e altri in cui quella stessa persona è stanca e va supportata. Questa capacità di essere intercambiabili e darci sostegno a vicenda porta a costruire un legame che diventa fondamentale nei momenti in cui veniamo sottoposti a uno stress molto alto”.
Nel mondo di Luna Rossa tutti i componenti dello scafo sono sottoposti a degli enormi sforzi meccanici, agli agenti atmosferici, alle sollecitazioni della regata. Lo stress impatta non solo la barca ma anche tutti i membri del team, quelli che vanno in mare e quelli che lavorano a terra. Come Michele Bella, Head of Sail Loft di Luna Rossa. Bella, infatti, ha una responsabilità diretta, enorme, nel funzionamento delle vele, il vero motore della barca: “Oggi nelle vele passano cavi elettrici e tubi idraulici, quindi bisogna saper interagire con tutti i reparti: soprattutto quando la tensione si alza. Capita di avere dei confronti forti, decisi, ma alla fine sono sempre funzionali per le performance della barca. Va anche detto che le barche sono cambiate: da quando sono così veloci, è davvero difficile che una vela esploda. Ma in passato succedeva spesso, spessissimo, e allora noi passavamo intere notti a incollare, cucire e ritagliare”.
Quello del cambiamento è un tema importante. Le barche di Coppa America si trasformano tra un'edizione e l'altra, e nel frattempo evolvono le tecnologie, le competenze, le professionalità che occorrono per garantire un livello di prestazioni così elevato. In questo senso, le parole di Marco Capitani – Head of Sails and Aero di Luna Rossa – permettono di fare un viaggio tra passato e futuro: “Sono stati introdotti nuovi materiali, le barche vanno sempre più veloci e quindi richiedono delle vele diverse. Siamo passati da un tempo in cui progettavamo le vele sviluppando le foto, per poi riprodurle con matita e squadretta, a un altro in cui i software ci danno la possibilità di fare tutti i setup e tutte le prove possibili nelle fasi preliminari”.
Un altro tema importante, soprattutto quando si parla di una barca come Luna Rossa, è quello che riguarda il rapporto tra performance ed estetica: “Quando si costruisce una vela”, aggiunge Marco Capitani, “l'obiettivo principale è sempre lo stesso: deve permettere alla barca di andare forte. Nel nostro caso, però, lavoriamo anche per una realtà che rappresenta un marchio importante, quindi dobbiamo definire lo stile che contraddistingue noi italiani. Le cose belle possono essere anche veloci, queste due cose possono andare insieme”. L'idea – ambiziosa, quasi utopistica, ma che per Luna Rossa diventa realtà – per cui estetica, funzionalità ed efficacia possano viaggiare in parallelo è il motore che alimenta il lavoro di Mauro Zamichele, figura-chiave del reparto Paint: “Dipingere Luna Rossa in modo che sia anche bella vuol dire chiudere un cerchio e dare maggior valore a tutto ciò che facciamo. Però dietro ogni scelta che riguarda una vernice, dietro ogni intervento sulla finitura, anche e soprattutto dopo una regata, c'è la volontà di ottenere le migliori prestazioni possibili. Tutti i componenti che trattiamo devono reagire bene a contatto con l'acqua, col nostro lavoro dobbiamo garantire resistenza e affidabilità assolute. Un difetto piccolissimo, anche minimo, può influire sulle prestazioni della barca e quindi su quelle del team. Per evitare problemi, anche nel nostro reparto c'è un'attenzione importante alla ricerca e allo sviluppo”.
Quello relativo alla ricerca e allo sviluppo è un passaggio molto, molto significativo: tutti i membri del team fanno un lavoro di altissima precisione, si basano su dati rigorosi, su proiezioni accuratissime. E in un contesto simile, la data science diventa fondamentale: Matteo Ledri, Head of CFD and Performance, spiega come il suo reparto raccolga direttamente dal mare dei dati che “ci servono per validare tutto ciò che abbiamo simulato in fase di progettazione e di messa a punto. Con le applicazioni e le strumentazioni che abbiamo oggi, riusciamo a compilare dei report che in passato avrebbero richiesto un tempo molto più lungo. Ma la cosa che ci dà maggior soddisfazione è vedere funzionare in acqua un'intuizione che abbiamo sviluppato al computer”. In fondo, per chi sta dietro le quinte, le cose vanno sempre così: vedere la teoria che diventa realtà è una grande gratificazione. A maggior ragione se questa realtà dà vita a un progetto come Luna Rossa: una barca bellissima, riconoscibile, potente che deve tutto a un team unico al mondo per competenza e professionalità.
Foto: Carlo Borlenghi