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Avventura nei Sertões con la 911 Dakar e Pirelli

Il viaggio di una famiglia con la propria auto sportiva portata al limite nell’ambiente più estremo

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Cosa spinge una famiglia ad affrontare migliaia di chilometri fra sabbia, roccia, fiumi e terreni impervi a bordo di un'auto sportiva? Nel caso di Fredy e Susele Piotto Vogt, la risposta è arrivata sul campo, e in grande stile, durante una spedizione al Rally dos Sertões.

A bordo di una Porsche 911 Dakar, la coppia e il figlio João Pedro hanno deciso di mettere alla prova i limiti del modello in uno degli scenari più impegnativi del Brasile. Scoprendo che, in quei luoghi, l'imprevisto diventa routine.

Il rapporto della famiglia con il Rally dos Sertões risale a edizioni precedenti, sempre nella modalità “spedizione”, che consiste nel seguire il rally affrontando gli stessi percorsi, ma senza gareggiare direttamente. "Era già la quinta volta che partecipavamo. Siamo sempre andati con due macchine, campeggiando con una tenda sul tetto. È davvero un'esperienza di famiglia", racconta Susele.

La svolta è arrivata dopo un evento Porsche in Namibia. "Quando abbiamo guidato la Dakar là, era chiaro: non era un fuoristrada da salotto. Era una macchina che affronta davvero qualsiasi terreno. Ed è lì che abbiamo deciso: dobbiamo portare questa macchina al Sertões", ricorda.

Porsche 911 Dakar nell'avventura del Sertões con pneumatici Pirelli. Foto: Felipe Machado / Stuttgart Porsche

Un'auto che ha attirato l'attenzione e ma ha anche fatto molto più di questo

La scelta sembrava azzardata, e forse è per questo che ha attirato così tanta attenzione. "Ha attirato tanta attenzione da fermare l'evento. Ovunque arrivassimo, la gente si fermava a guardarla e a fotografarla. Persino i piloti venivano a vederla da vicino. Era qualcosa che nessuno si aspettava di trovare lì", dice Susele.

La scena si ripeteva a ogni sosta, nei villaggi e nelle città lungo il percorso. L'auto, tutt'altro che nascosta, veniva esposta di proposito. "Ci tenevamo a lasciare la macchina ben visibile. quando mai capita di vedere un'auto del genere così da vicino, per di più in un contesto simile?"

Ma non è stata solo l'estetica a impressionare le persone. Le prestazioni in condizioni estreme sono state il vero punto di forza. "La facilità con cui superava qualsiasi terreno è ciò che ha stupito di più", afferma Susele.

Fredy conferma questa percezione: "Ci sono tratti con dislivelli profondi, rocce grandi, sabbia soffice… e la macchina le affrontava e basta, senza mollare. In certi momenti sembrava anche più facile del previsto".

L'attraversamento dei fiumi era solo una delle sfide. Foto: Felipe Machado / Stuttgart Porsche

Attraversare i fiumi, ad esempio, era uno dei momenti di maggiore tensione. "Quando ho visto il primo fiume, ho avuto paura. Ma è andato tutto così liscio e tranquillo che sembrava non stesse succedendo nulla di che", ricorda Susele.

Inoltre, l'equilibrio tra fuoristrada e asfalto ha fatto la differenza nel corso del viaggio. "Esci da un tratto difficile e, all'improvviso, stai percorrendo l'asfalto con un'auto estremamente confortevole e stabile. Questo cambia completamente l'esperienza", dice Fredy.

Pneumatici che hanno fatto la differenza

Se l'auto ha sorpreso, i pneumatici sono stati determinanti affinché tutto avvenisse senza imprevisti.

Sviluppati in collaborazione tra Pirelli e Porsche esclusivamente per questo modello, i Pirelli Scorpion All Terrain Plus sono stati messi alla prova in condizioni estreme, e si sono dimostrati pienamente all'altezza della sfida. "Siamo partiti da casa con la macchina, abbiamo completato tutto il rally e siamo tornati guidando. E continuiamo a usare gli stessi pneumatici ancora oggi", racconta Susele.

I Pirelli Scorpion All Terrain Plus hanno affrontato tutte le sfide del rally. Foto: Felipe Machado / Stuttgart Porsche

In totale, sono stati circa 7.400 km tra trasferimenti e percorso. In un ambiente noto per mettere a dura prova qualsiasi auto, il risultato ha sinceramente colpito Fredy. "Non abbiamo avuto nessun problema. Nessuna foratura. Zero. E questo, al Sertões, è raro", dice.

Aggiunge poi anche una prospettiva più tecnica: "Il pneumatico giusto cambia tutto. Questa macchina è stata pensata con questo pneumatico. Non è un dettaglio: è parte del progetto".

Forse il punto più simbolico è proprio il contrasto apparente fra i due mondi: la stessa auto che ha affrontato sabbia, rocce e fiumi viene usata anche nella vita quotidiana della famiglia. "È la macchina che uso per tutto: porto mio figlio a scuola, vado al supermercato… ed è la stessa macchina che ha percorso il Sertões", racconta Susele.

Al termine del viaggio, la conclusione all'esperienza è arrivata spontanea: "È stato indimenticabile. La migliore esperienza off-road che abbiamo mai vissuto".

E i progetti non si fermano qui. "Abbiamo cercato di trovare una seconda Dakar per andare con due auto. Stiamo ancora cercando. Perché dopo un'esperienza così, viene voglia di ripeterla", rivela Fredy.

L'avventura è destinata a continuare nel 2026. Foto: Felipe Machado / Stuttgart Porsche

 

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