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La ciclovia del Kattegat: pedalando tra Danimarca e mare

Dalla capitale alle dune del nord, un itinerario tra natura, luce e cultura lungo una delle ciclabili più iconiche d’Europa

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In Danimarca, la bicicletta non è solo un mezzo di trasporto, ma fa parte dell'identità nazionale del Paese, da sempre attento al contrasto del cambiamento climatico attraverso la mobilità leggera. Pedalare è un modo di vivere. Che si tratti di andare al lavoro, portare i bambini a scuola o semplicemente godersi la città, la bicicletta è il simbolo di una vita semplice, sana e profondamente hygge – una parola che racchiude la filosofia tipicamente danese di saper trovare felicità nei piccoli piaceri quotidiani. Non è un caso che questo Paese nordico sia uno dei territori con più percorsi ciclabili al mondo, per un totale di 12mila chilometri percorribili a due ruote. Uno dei più famosi è la ciclovia del Kattegat, un tragitto lungo oltre 400 km che prende il suo nome dal braccio di mare di circa 30.000 km² situato tra la Danimarca e la Svezia, che collega il Mar Baltico al Mare del Nord.

La pista ciclabile attraversa la costa orientale tra spiagge sabbiose, foreste e piccoli porti di pescatori, collegando Copenaghen a Skagen. Un percorso lungo e affascinante, che permette di scoprire bellezze culturali e paesaggistiche di notevole interesse, a partire dalla capitale, una città che può essere considerata a pieno titolo la patria della bici. Tra le attrazioni, oltre Amalienborg, residenza della famiglia reale, il porto mercantile con la celebre Sirenetta, e il palazzo di Rosenborg, ci sono i famosi Giardini di Tivoli, un apprezzatissimo parco divertimenti tra i più antichi al mondo, inaugurato nel 1843. Lasciata alle spalle Copenaghen, risalendo verso nord, il paesaggio si apre verso località come Hornbæk, rinomata località balneare molto apprezzata dalle famiglie con bambini per le sue acque tranquille e i fondali bassi. Proseguendo, ci si imbatte in una serie di borghi come Gilleleje, una graziosa località di pescatori dove le barche, i mercati del pesce e le caratteristiche abitazioni basse custodiscano le tradizioni locali.

Tra vento, sabbia e acqua, seguendo il profilo del Kattegat si entra in contatto con gli elementi della natura che costruiscono, distruggono e rimodellano la costa stagione dopo stagione. Tra un tratto costiero e l'altro, il percorso si addentra in aree boschive come il National Park Thy. Si tratta del più antico parco nazionale danese, sviluppato in un'aspra e selvaggia regione costiera dove è possibile esplorare oltre 200 km² di sentieri a piedi, in bicicletta e persino a cavallo, attraverso foreste, dune verdeggianti e ampie spiagge sabbiose. Nel suo insieme il parco ospita un'abbondante fauna selvatica: cervi rossi e caprioli vagano liberamente nella brughiera, mentre lungo la costa è possibile avvistare foche, gru o aquile dalla coda bianca.

Rubjerg Knude Lighthouse

Non solo distese di fiori selvatici, casette di pescatori e spiagge incontaminate: a scandire il ritmo del viaggio ci pensano gli spettacoli fari disseminati lungo il percorso, come il Rubjerg Knude Lighthouse, una delle più apprezzate attrazioni turistiche del Paese. Inaugurato nel 1900, accanto a ciò che resta della Mårup Kirke, un'antica chiesa del 1250 smantellata nel 2008 prima che collassasse in mare per via dell'erosione del terreno nell'autunno del 2019, il faro rischiava di essere inghiottito dai flutti per via dell'erosione della costa. Fortunatamente, un “eroe” del posto è riuscito a prolungare la vita di questo edificio costruendo delle speciali rotaie che lo hanno allontanato dalla costa di 70 metri.  Ad oggi resta una delle tappe imprescindibili per chi visita lo Jutland settentrionale, insieme ai pochi resti della chiesa e all'àncora di una fregata inglese che affondò qui nel 1808.

Grå Fyr

Avvicinandosi alla punta settentrionale dello Jutland, la qualità della luce cambia, come testimoniano le tele di pittori quali Peder Severin Krøyer della cerchia degli impressionisti danesi, che con la sua pennellata morbida e la tavolozza di colori orientata sul ceruleo e sul color sabbia ha fissato sulla tela questa luminosità diffusa, capace di trasformare il paesaggio in un'esperienza estetica e sensoriale. Le opere di questo e di altri artisti locali dell'Ottocento sono custodite nel museo di Skagen, la destinazione ultima del viaggio in ciclovia, che si conclude sulla punta più settentrionale dell'intero continente europeo, là dove il Kattegat e lo Skagerrak si incontrano e mescolano le loro acque, creando un confine naturale raro e suggestivo. Sabbia e mare plasmano il paesaggio intorno a questa cittadina di pescatori, spesso battuta dalle intemperie. Tra i luoghi più famosi di quest'area, che più hanno subìto gli effetti dell'erosione, c'è la chiesa di San Lorenzo, meglio nota come la “chiesa sepolta”. Quando fu costruita, nel XIV secolo, era la più grande della regione. Due secoli più tardi, però, il massiccio spostamento di sabbia causò la ripetuta sepoltura dell'edificio, tanto che fu stabilita la sua chiusura nel 1795. Oggi, resta visibile solo una torre. Svetta invece il Grå Fyr (letteralmente, “faro grigio”) di , uno dei fari più alti della Danimarca, secondo solo al Dueodde Lighthouse di Bornholm. Salendo in cima ai 210 gradini si gode di una vista mozzafiato sulla natura e sulle caratteristiche casette gialle dal tetto rosso e le finestre bianche. Uno spettacolo che merita sicuramente il viaggio.

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