INNOVAZIONE

LA “FORMULA”
PIRELLI

CONDIVIDI LA STORIA:

Performance, controllo e sicurezza,
la nostra sfida continua.
Passione, creatività ed esperienza,
gli ingredienti del nostro successo.

Un secolo di successi in pista, la nostra competizione con
la strada è appena iniziata.

100 ANNI DI VITTORIE

25 anni di innovazione

F1 e PZero: a unique team

Entro il perimetro della nostra strategia, le persone e il know how rappresentano un
importante motore di innovazione. L'esperienza maturata in pista su mescole, modellistica
e processi è trasferibile ai modelli su strada.

F1 Carry Over

EFFETTO DELLA F1
DALLA COMPETIZIONE ESTREMA
ALLE PERFORMANCE DI SERIE.
"IN THE REAL WORLD"

Grazie a:

  • SIMULAZIONE ANALITICA E MODELLI PER F1
  • METODI PREDITTIVI DI RISULTATI INDOOR

Abbiamo migliorato
il nostro
know how su:

  • MODELLO COMPORTAMENTO PNEUMATICO
  • IMPATTO DEL PNEUMATICO SULLA STRADA
  • ASSORBIMENTO DI ENERGIA
  • GENERAZIONE DI TEMPERATURA

Con conseguente
beneficio per la nostra
linea PZero su:

  • TENUTA
  • CONSUMO
  • MANEGGEVOLEZZA
  • RESISTENZA AL ROTOLAMENTO

Pneumatici da competizione…

Pirelli F1 Tyre History

Ricopriamo un ruolo di primaria importanza nella storia degli pneumatici per la Formula 1, a partire dall'introduzione del Cinturato nel 1951.
Al nostro ritorno nella competizione, nel 2010, il livello tecnologico e l'innovazione continua che applichiamo ai nostri prodotti ci hanno consentito di fornire soluzioni tecnicamente rivoluzionarie per i team di Formula 1 in pochissimo tempo.

F1: Tyre Technology di nuovo in pista

Ready

Giugno 2010

Pirelli è stata nominata
fornitore esclusivo

Steady

Agosto 2010

Primi test al Mugello a soli tre mesi
dalla nomina come fornitore unico

Novembre 2010

Primi test con tutti i team
ad Abu Dhabi

Go!

Marzo 2011

Si è corso
primo Gran premio in Australia

Gennaio 2014

Rinnovato accordo fornitura esclusiva per triennio 2014-2016

2011-2013
Tre anni in Formula 1

Pneumatici

  • Forniti:93.600
  • Asciutto:68.800
  • Bagnato:24.800
  • Utilizzati:73.200
  • Asciutto:65.800
  • Bagnato:7.400

Numero totale di pneumatici
forniti per 2011-201311.200

...che scelgono la strada

Competition vs. Road Tyres

Nessuna soluzione tecnologica è definitiva: nella nostra visione tutto è destinato al miglioramento.
Con il processo di Interactive development, derivato dall'impegno nel motorsport e nella Formula 1, puntiamo al costante perfezionamento dei prodotti per soddisfare le crescenti e differenziate esigenze del Primo Equipaggiamento.
Per noi ogni gara è un test di sviluppo.

La storia Formula 1™

La F1 2011/12 con Pirelli

La stagione 2011 di Formula One è stata memorabile per Pirelli!

A distanza di venti anni, le monoposto F1 torneranno a montare il leggendario pneumatico P Zero Formula One. Pirelli torna ufficialmente in Forumla 1 come fornitore unico di pneumatici per le edizioni 2011-2013 del Campionato Mondiale

Con questo accordo triennale Pirelli si pone due obiettivi. In primo luogo, rendere la competizione ancora più entusiasmante e contribuire in prima linea ad allestire uno dei più grandi spettacoli del mondo. In secondo luogo, il connubio Pirelli-Formula 1 consentirà di sostenere la carriera dei giovani piloti, dal momento che forniremo anche i pneumatici per i campionati GP2 e GP3, tradizionalmente fucina di nuovi talenti destinati un domani a guadagnarsi un posto nella serie regina.

Il ritorno in Formula 1 ci ha consentito di mettere in mostra il know-how e le tecnologie all'avanguardia che hanno sempre rappresentato il fulcro della nostra società. Il nostro stabilimento di pneumatici da competizione vicino a Istanbul, ad esempio, utilizza tecniche assolutamente innovative, ma sono le persone che lavorano in Pirelli a rendere davvero speciale la nostra azienda. Siamo spinti dalla passione e dalla creatività, gli stessi motivi che ci hanno riportato in Formula 1.

Ancora Benetton

"Benetton e Pirelli di nuovo insieme" titola Fatti e Notizie nel numero di febbraio 1991. Il commento è affidato a Nelson Piquet, che torna con Pirelli dopo sei anni: "L'accordo è maturato durante l'intera stagione. La constatazione dei vantaggi che, specialmente su alcuni tracciati, i pneumatici Pirellli davano a macchine diversamente poco competitive ha fatto molto riflettere noi piloti e i responsabili tecnici del team Benetton".

In quest'annata 1991, la Pirelli equipaggia -oltre alla Benetton, che ha come seconda guida un certo Schumacher...- la Brabham, la Scuderia Italia e la Tyrrell. Ed ecco che il 2 giugno arriva la vittoria di Piquet nel Gran Premio del Canada. Stefano Modena, sulla Tyrrel-Honda, è secondo. Dario Calzavara è il responsabile della Gestione Attività Sportive: "questo nuovo successo rappresenta una conferma della validità della scelta di prender parte alle competizioni automobilistiche come un momento importante nello sviluppo dei nostri pneumatici. Lo scambio sistematico di know-how tra i diversi settori di attività ci permette di sperimentare sui campi di gara -in condizioni limite- soluzioni innovative che saranno poi trasferite nella produzione di serie".

Alla fine della stagione, però, ecco il nuovo addio: "Nell'ambito del piano di ristrutturazione e riduzione costi per far fronte alla crisi del Settoere Pneumatici, la Pirelli annuncia il suo ritiro dalla Formula 1".

Di nuovo in pista,
con la Tyrrell

La stagione sportiva 1989 vede Pirelli tornare nuovamente sui circuiti di Formula 1. I team sono quelli della Brabham (Modena), Minardi (Martini), Dallara (De Cesaris) e Zakspeed.

Dopo un anno di sperimentazione, il 1990 porta la collaborazione con la Tyrrel di Alesi. Nel numero di giugno, Fatti e Notizie dedica un servizio a "Gli uomini della grande sfida", i tecnici del Reparto Corse. "Siamo pochi -spiega Gianni Turchetti, responsabile tecnico sviluppo pneumatici sportivi- ma i mezzi non ci mancano. Pirelli sta facendo tutto quanto è necessario per rendere efficace e produttiva la nostra avventura. Siamo pochi, è vero. Ma è in un certo senso la nostra fortuna, perchè l'organismo risulta più agile, ha tempi di reazione immediati ed è più legittimato a chiedere la collaborazione delle diverse strutture teniche e di produzione della Pirelli che, devo dire, spesso compiono per noi autentici miracoli".

Nell'organizzazione del Reparto Corse, Turchetti segue la Tyrrel, Felice Reina la Minardi, Giorgio Garbellini la Scuderia Italia, Pietro Tosi la Brabham, Angelo Caldarini la Osella e la Eurobrun. "La tensione -dice Reina, da 23 anni in Pirelli- è la molla che ci fa fare salti straordinari, che fa funzionare il nostro cervello a velocità doppia per ottenere il risultato che inseguiamo, se necessario tiranneggiando qualcuno, chiedendogli l'impossibile, e quando è necessario anche i miracoli"

L'anno della Brabham

L'annuncio viene dato direttamente da Bernie Ecclestone nell'ottobre 1984: "siamo lieti di annunciare che abbiamo raggiunto un accordo triennale con Pirelli a seguito del quale la Casa di pneumatici collaborerà con la Brabham BMW per sviluppare e fornire (dalla stagione 1985) pneumatici di Formula 1. Abbiamo seguito con interesse i progressi delle Pirelli durante le stagioni 1983 e 1984 e siamo certi che un loro abbinamento con un team competitivo porterà la Pirelli ad avere gli stessi risultati ottenuti in tutte altre categorie di gare a cui ha partecipato".

La Brabham numero 7 che affronta il Campionato Mondiale di F1 1985 è affidata a Nelson Piquet, la n°8 a Hesnault e poi a Surer. Le stagione 1985 registra la vittoria di Piquet al Gran Premio di Francia a Le Castellet "...anche l'ingegner Banchieri lasciava chiaramente trasparire la sua soddisfazione -ricorda il pilota brasiliano a Fatti e Notizie n°9, dicembre 1985- Mezzanotte e Turchetti erano stranamente i più compassati, ma so quello che si prova quando si vince la prima volta, quando si aspetta la vittoria per mesi e mesi, quando si sente che è lì a portata di mano e continua a sfuggire. Quando poi si arriva si resta come increduli.".

Continua intanto la partnership con le Toleman (diventate Benetton) di Fabi, mentre si sono aggiunte la Ligier di De Cesaris e Laffite e la Osella di Ghinzani Il 1986 vede ancora la collaborazione con la Brabham (alla guida, De Angelis e Patrese), la Benetton (Fabi e Berger), la Ligier (Laffite e Arnoux), l'Osella (Capelli) e la Minardi (De Cesaris e Ghinzani). Berger vince il Gran Premio del Messico Alla fine della stagione 1986 però, Pirelli annuncia il proprio ritiro dalla Formula 1.

Arriva anche la Lotus

A novembre 1982 l'annuncio che per la stagione 1983 Pirelli equipaggerà le Lotus JPS di De Angelis e Mansell, oltre alle Toleman-Candy di Warwich e Giacomelli. Da Fatti e Notizie n°8/9 – Dicembre 1983: "In occasione del Gran premio di Brands Hatch, una 'trovata' escogitata dai tecnici Pirelli ha suscitato molto interesse: le vetture dei due team gommati dalla casa italiana si sono presentate in pista con i pneumatici avvolti in comode...termocoperte.

Commentando questo trucco, il settimanale specializzato Autosprint lo ha definito una 'stranezza di derivazione rallistica' e l'ingegner Mezzanotte, spiegando le motivazioni di questo 'bisogno di calore' da parte delle coperture ha detto che, in pratica, si era pensato di riscaldare le gomme in questa maniera piuttosto che con le tradizionali serpentine che i piloti effettuano durante il giro di ricognizione".

Nella stagione 1984 Pirelli continua ad equipaggiare la scuderia Toleman. Alla guida della vettura inglese c'è ora "un bravissimo collaudatore, che nonostante la giovanissma età ci darà una miniera di informazioni utili sul comportamento dell'auto e delle gomme", dicono i tecnici Pirelli. Quel giovanissimo collaudatore è Ayrton Senna.

Il rientro con la Toleman

Il ritorno di Pirelli in Formula 1 avviene nel 1981 con la Toleman-Hart TG 181 sponsorizzata Candy di Brian Henton e Derek Warwick, i due stessi piloti che erano stati protagonisti -l'anno precedente- dell'ottima stagione di Toleman in F2, culminata con la conquista da parte di Henton del Campionato Europeo.

In Pirelli, il Direttore Prodotto è Piero Sierra: "Dopo tanti successi sportivi nelle gare di durata in pista e nei rallies, la Formula 1 può essere considerata come uno sbocco naturale per i nostri nuovi programmi sportivi. Dopo 24 anni di assenza da questo tipo di gare, si renderà sicuramente necessario un periodo di sperimentazione. Se si vuole però vedere nella giusta luce questa nostra decisione, vi sono altri aspetti di fondo da considerare: innanzitutto il contributo tecnico che anche una esperienza come questa può dare alle nostre conoscenze di base e quindi, indirettamente, alla nostra produzione di serie. E poi c'è il potenziale di notorietà e di immagine a livello nazionale e mondiale offerte dalla presenza nella massima categoria".

Il responsabile delle Attività Sportive è Mario Mezzanotte: "I Pirelli P7 che equipaggeranno le Toleman F1 sono coperture di tipo radile a profilo di battistrada asimmetrico, cioè con la spalla interna più smussata rispetto alla spalla esterna. È una soluzione che consente una migliore maneggevolezza della vettura e una migliore aderenza del pneumatico sull'asfalto per effetto di compensazione di quel camber negativo che i radiali da corsa richiedono"

Nel luglio dello stesso anno, alla Toleman si aggiunge la scuderia Arrows-Beta con Riccardo Patrese e Siegfried Stohr (poi Jacques Villeneuve) e -dal G.P.di Monza- la Fittipaldi di Rosberg e Serra. La collaborazione con la Toleman-Candy continua anche nella stagione 1982, con le due vetture affidate a Derek Warwich e Teo Fabi così come il supporto alla Arrows-Beta con i piloti Henton e Baldi. Altri team di aggiungono: Osella (Jarier e Paletti), Fittipaldi (Serra) e .March (Mass e Boesel)

Pirelli e il tridente

L'Alfa si ritira dalle competizioni nel 1952, lasciando via libera alla stella nascente della Maserati. Equipaggiate Pirelli, le vetture del Tridente avranno il loro più grande interprete nell'argentino Juan Manuel Fangio. Già diventato famoso con gli "ultimi fuochi" Alfa Romeo nel 1950 (tanto da entrare nel film "Perdizione" accanto ad Amedeo Nazzari e poi vincere il Mondiale l'anno successivo), Fangio porterà la Maserati 250F alla vittoria del Campionato Mondiale 1954 e 1957.

Quest'ultimo, affrontato utilizzando "resti di magazzino" Pirelli dopo l'uscita dalle competizioni della Casa milanese.

Ma intanto, comincia a brillare una nuova stella dell'automobilismo: la Ferrari. Il suo fondatore Enzo è stato pilota nello squadrone "Alfa-Pirelli", ed è con pneumatici della Casa milanese che fa scendere in pista -e vincere, già nel 1949- la Ferrari 125 di Alberto Ascari.

Si forma un altro trinomio inscindibile e vincente: Ascari-Ferrari-Pirelli che tra il 1952 e il 1953 vince tutto il possibile. Sulla terza di copertina della Rivista Pirelli di ottobre 1953, il Campione del Mondo tiene a battesimo il nuovo "pneumatico delle vittorie": il Pirelli Stelvio. Ascari muore a Monza con la Ferrari il 26 maggio 1955: la Rivista Pirelli gli dedica –numero di giugno- un affettuoso "Il nostro amico Alberto Ascari".

Ancora un anno, ancora la Rivista Pirelli. Nel numero di dicembre 1956, a pagina 33 ecco l'annuncio che mette fine ad un'epoca: "...dopo una lunga e intensa partecipazione alle corse di velocità automobilistiche e motociclistiche, la Pirelli ha deciso di interrompere la produzione di pneumatici da corsa.".

Gli sforzi tecnologici sono da dirottare verso quel nuovo rivoluzionario pneumatico che si chiama Cinturato: l'era dello Stella Bianca e dello Stelvio, pneumatici delle vittorie, si è chiusa.

I favolosi anni cinquanta

La copertina del primo numero della Rivista Pirelli, novembre 1948, è dedicata a Tazio Nuvolari. Con il mantovano volante, Alfa Romeo e Pirelli hanno scritto buona parte della "Formula 1" (che ancora non si chiamava così) degli Anni Trenta: "ogni tempo ha i suoi eremiti e le sue religioni. Mi pare che Nuvolari sia l'eremita della velocità...". scrive Orio Vergani nel ritratto che ne dà la Rivista in "La vita di Nuvolari".

Il me semble que Nuvolari est l'ermite de la vitesse...' A écrit Orio Vergani dans son article intitulé "La vie de Nuvolari", rédigé pour le magazine.

E sullo stesso numero di novembre 1948, nel servizio "L'autodoromo di Monza e i problemi della velocità", dedicato alla riapertura del circuito monzese dopo la guerra, la Rivista Pirelli ci fa entrare nei favolosi anni della Ricostruzione automobilistica: è ufficialmente nata la Formula 1, e la vettura da battere è ancora l'Alfa Romeo 158 gommata Pirelli di Jean Pierre Wimille.

Una squadra vincente

La squadra "Pirelli-Alfa Corse" (la cui gestione è affidata alla "Scuderia Ferrari") continua a macinarie vittorie nel corso degli anni Trenta, non solo in circuito ma anche nelle classiche su strada: nasce la Mille Miglia, e nell'edizione del 1930 l'Alfa 6C 1750 di Campari riesce a vincere lo storico dominio Bugatti.

Con Achille Varzi e poi con Tazio Nuvolari, Antonio Brivio, Piero Taruffi, il Pirelli Stella Bianca si guadagna l'appellativo di "pneumatico delle vittorie".
È proprio grazie all'impegno nelle competizioni automobilistiche che strutture e disegni battistrada dello Stella Bianca iniziano un periodo di fervidissima evoluzione: già nel 1932 è disponibile la versione "supersport" per vetture da corsa, e poi il battistrada "Pescara" dedicato agli impieghi in pista.

Sul finire degli anni Trenta il dominio delle Alfa 8C da 2,9 litri è ancora evidente: le vetture del Quadrifoglio equipaggiate Pirelli vincono la Mille Miglia del 1937 con Carlo Pintacuda e quella del 1938 con Clemente Biondetti.
(L'edizione del 1938, tra l'altro, segnò una lunga sospensione per questa classica su strada dopo l'incidente occorso a Bologna dove un'Aprilia finì sbandando nel pubblico, uccidendo dieci persone).

Già nel 1933, però, Giuseppe Campari ha portato alla vittoria nel Grand prix di Francia un'altra vettura che con Pirelli scriverà poi una lunga storia: la Maserati 8C. Prima dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale, la Casa del Tridente riesce ancora ad imporsi con Luigi Villoresi nel Grand Prix del Sud Africa nel 1939. Lo stesso Villoresi si ripropone in Francia nel 1946, sempre con la Maserati-Pirelli, e poi ancora nel 1948, affiancato da Giuseppe Farina.

L'era del quadrifoglio

Il 17 agosto 1924, la "Domenica del Corriere" dedica la copertina a "un trionfo automobilistico italiano": è la vittoria del pilota milanese Giuseppe Campari sul circuito di Lione, in Francia.

Nel disegno di Beltrame, Campari "el negher" è al volante dell'Alfa Romeo numero 10 equipaggiata con pneumatici Pirelli che già adottano la tecnologia "cord", con tele di carcassa senza trama per una migliore gommatura e quindi una migliore affidabilità.

Tra il marchio del Quadrifoglio –con la mitica P2- e la P Lunga inizia un ciclo di vittorie in circuito destinato a durare per oltre trent'anni.

Giuseppe Campari, Antonio Ascari, Gastone Brilli Peri i piloti che impongono nel corso degli anni Venti il binomio Alfa Romeo-Pirelli sui circuiti di Francia, Italia, Belgio.
Nel 1925, Brilli Peri si impone nel Gran Premio d'Italia a Monza e conquista il primo Campionato Mondiale Grand Prix.

Pirelli : i primi successi

E i successi arrivano, a partire dal 1921, con la vittoria nel Gran Premio d'Italia a Brescia (con Joules Goux su Ballot 3L), e poi nel Gran Premio di Francia a Strasburgo del 1922 (Felice Nazzaro sulla Fiat 804).

Nel settembre del 1922 viene inaugurato il circuito di Monza con il Gran Prix dell'Automobil Club d'Italia: vince Pietro Bordino davanti a Felice Nazzzaro, ambedue sulla Fiat 804 6 cilindri gommata naturalmente Pirelli.

Sono gli anni d'oro del binomio Fiat-Pirelli, ma la collaborazione della casa di pneumatici italiana si estende anche ad altre marche come la storica Itala e l'americana Miller, impegnate in gare destinate a diventare delle classiche dell'automobilismo come la Targa Florio e la Mille Miglia.

All'inizio, Georges Boillot

La foto è nell'album fotografico di Alberto Pirelli.
Ritrae George Boillot, pilota francese che il 12 luglio 1913 vince, sul Circuit de Picardie ad Amiens, con una Peugeot 5,6 litri, il Grand Prix Automobile di Francia.

Secondo è Jules Goux, anche lui su Peugeot. Tutti e due corrono su pneumatici Pirelli. Pirelli già da qualche anno forniva pneumatici da corsa alle Case automobilistiche, ma questa di Boillot è la prima vittoria dei pneumatici italiani in un Grand Prix internazionale, come a dire la preistoria della Formula 1, e il gerente Piero Pirelli si dice certo "che tutto il personale della Ditta, ed in particolare gli impiegati e gli operai del Reparto 4° apprenderanno con orgoglio la notizia di questa prima grande vittoria della nostra Marca all'estero, che è un augurio ed una promessa di nuovi e maggiori successi".