I giocattoli

Bambole in caucciù del primo NovecentoSoldatini, cavalleggeri e bersaglieri, ma anche ascari d'Africa con tanto di fez rosso in testa. E poi sonaglini, e trombette, e uova e arance. E naturalmente bambole.
Sono le pagine dell'" Album dei giuocattoli di gomma elastica", classe 1902. Produzione Pirelli & C. Milano.
Nella fotogallery, le pagine dell'album danno uno stupefacente quadro del mondo dei bambini di oltre cent'anni fa...
Fin dai suoi primi anni di vita, dunque, l'azienda milanese si occupa della produzione di giocattoli, oggetti che massimamente possono trovare beneficio dalla meravigliosa gomma elastica.
Già nel 1906, alla lavorazione degli "articoli di merceria, palloni e giocattoli" è dedicata un'apposita area del Riparto II, nella parte nord dello stabilimento di Milano Città, a ridosso della Via Galvani.


"Grazie papà per la palla"

Pavel Engelmann: 'Grazie papà per la palla'I palloni in gomma Pirelli diventano -nel loro piccolo- un fiore all'occhiello della produzione di "articoli vari": famosissimo è il manifesto del 1921 di Leonetto Cappiello, proprio dedicato ai palloni da giuoco.
Le cronache ci raccontano tuttavia che la produzione di palle di gomma viene sospesa nel 1939, anche in seguito ai bombardamenti che nel 1943 rasero al suolo il Riparto II specializzato in giocattoli. Si riprende nel 1952, presso l'Azienda Articoli Vari situata in via Assisi a Roma.
E le pubblicità che celebrano la rinascita delle palle di gomma Pirelli vengono affidate ad un giovane artista cecoslovacco: Pavel Engelmann. "Guarda papà che bella palla", è la prima idea, ispirata dai disegni dei bambini di una scuola elementare.
Ne parla la Rivista Pirelli del 1952, con l'articolo " Da Cappiello ad Apelle". Subito dopo, sarà la volta di " Grazie papà per la palla", evoluzione della prima bambina stilizzata.


La bambola Susy e il gatto Meo Romeo

La bambola SusyMa intanto -e siamo sul finire degli anni Quaranta- è nata la miracolosa gommapiuma Pirelli, materiale morbido e spugnoso che fa sognare scrittori e poeti. Cosa meglio di una bambola può esaltarne le caratteristiche?
La bambola Susy nasce proprio sul far del 1949, in pieno entusiasmo per quel morbido materiale. " S'era atteso cent'anni che la bambola fosse qualcosa di vivo, qualcosa di morbido, a cui affezionarsi come una piccola bimba -chiosa A.Morocutti nell' articolo che la Rivista Pirelli dedica nel marzo 1949 alla nascita della Susy- e così, dal grido di ribellione di un tale, al quale ciò non importava un gran che, un altro tale (mi si perdoni l'irriverenza), al quale un fatto del genere importava ancora meno, creò alla Bicocca provvisoriamente addobbata a culla, una bambola viva: la bambola Susy, un piccolo morbido miracolo in gomma-piuma".
Rimane fondato il dubbio che "quel tale" citato da Morocutti come inventore della Susy sia nientemeno che Bruno Munari, che già collaborava come direttore artistico e di lì a qualche mese doveva disegnare per la gommapiuma Pirelli il famosissimo gatto Meo Romeo.
Ci resta solo il dialogo in milanese immaginato da Morocutti tra i genitori dell'inventore: " te l'avevi dit mi che lù l'era nasù per fa i bamboll, alter che la trigonometria...". Lo stesso Morocutti s'incarica di tradurre: " te l'avevo detto che era nato per far le bambole. Altro che trigonometria...".
E intanto, la Pirelli lancia il concorso "Un milione per un abitino": un bel milione di lire per chi disegna il miglior abito per la Susy.


I giocattoli Pirelli-Rivista Pirelli dicembre 1949A fine anno, il milione se lo dividono a pari merito le signore Laura de Barbieri, Tilde Casorati e Adele Cobianchi. E la bambola Susy va in primo piano sulla copertina della Rivista Pirelli di dicembre 1949, dedicata proprio ai giocattoli Pirelli.

Neppure il tempo di farsi largo nel mondo che -1951- Susy avrà una figlia: la bambola Lucy " nata con la tutina indosso e con il berrettino da ciclista in testa"...
Ma nella foto di Aldo Patellani per la copertina della Rivista del ‘49, tra bambole, palloni e bambini assorti, compare un altro personaggio destinato a lasciare traccia di sè. E' il gatto Meo Romeo, disegnato per la Pirelli da quel genio di Bruno Munari.
Già annunciato nel corso del 1949, il gatto Meo ha un corpo di gommapiuma, uno scheletro di fil di ferro e baffi di nylon. Lo si può strizzare e piegare: non soffre.
Meo Romeo è il capostipite di una famigliola di animaletti in gommapiuma usciti dalla fantasia di Munari: arriva nel 1952 la scimmietta Zizì, ben accolta in una famiglia di giocattoli Pirelli che intanto…

E poi, i Rempel…

Intanto è successo che, sul far del 1950, l'ingegner Boschi della Pirelli, nel corso di una visita ad Akron, "capitale americana" della gomma, ha scoperto il laboratorio di giocattoli dei coniugi Rempel, ucraini emigrati negli Stati Uniti.
La storia la racconta Franco Vigliani sul numero di febbraio 1951 della Rivista Pirelli: " ...la costruzione dei giocattoli Rempel rappresentava una novità dal punto di vista tecnico...I giocattoli non venivano stampati a mezzo di forme di metallo, come si fa normalmente. Si ottenevano versando una soluzione di lattice in forma di gesso cave.
Il nuovo procedimento evitava la rigidezza della lavorazione meccanica, il gesso permetteva al modellista di rifinire le sue figure in ogni più minuto particolare, con evidente vantaggio dell'espressione
."

 La gamma di giocattoli 'Rempel' Nel giro di pochi mesi, i giocattoli Rempel si cominciavano a fabbricare anche in Italia, nello stabilimento della Superga di Torino, azienda del Gruppo Pirelli già specializzata nella produzione di calzature.

Nel corso del 1952, la produzione dei giocattoli Pirelli è riunita nell'unità operativa "Pigomma", il cui direttore artistico è naturalmente Bruno Munari.
In Pigomma trovano spazio le più belle firme degli anni Cinquanta: oltre a Meo Romeo e la scimmietta Zizì di Munari -accompagnati dalla palla sonora- ci sono Bamby, Bongo e Pluto di Walt Disney, la giraffa Pasqualina di Pagot, la bambola Patrizia di Maggia.
La produzione avviene presso lo stabilimento dell'Azienda Articoli Vari Roma.

I giocattoli PirelliIn allegato l' articolo che il periodico Fatti e Notizie dedica -sul numero di maggio 1958- all'impianto Azienda Roma di Via Assisi.

L'articolo di Fatti e Notizie è preceduto –nel novembre 1957, sempre sotto il titolo " Giocattoli silenziosi"- da un intervento della Rivista Pirelli che affida al pittore Bianconi le immagini della fabbrica di Via Assisi.

1958: ai "giocattoli silenziosi" s'affiancano i giocattoli più "di movimento": macchinine Maserati, un minigolf "Villa d'Este".
Nel 1960 anche il grandissimo Bob Noorda si cimenta con una pubblicità dei Giocattoli Pirelli.
E poi…e poi, dai verbali di Bilancio, si intuisce che -attorno al 1961 o 1962- "alcune attività secondarie e non strategiche sono state dismesse".
E l'Azienda Articoli Vari Roma compare solo come produttrice -nello stabilimento di Torrespaccata- di materiali per la ricostruzione dei pneumatici. Il gatto Meo Romeo è andato in pensione.

Ultima revisione: 29 2010