1890: il Tipo Milano

Pneumatici per velocipede 1906Siamo soliti dire che "il primo pneumatico Pirelli fu il Milano". O che "il primo pneumatico per automobile fu l' Ercole". Bisogna ammettere che questa è un po' una semplificazione...

Scrivere una storia commerciale dei primi pneumatici Pirelli si scontra infatti con la nostra abitudine attuale di attribuire un nome ad una certa famiglia di prodotti.

In realtà, a fine Ottocento, i pneumatici Pirelli erano "pneumatici" e basta. O tutt'al più "pneumatiche", sottintendendo il sostantivo "guarnizioni". O ancora erano "pneus", visto che allora i temini tecnici riguardanti i mezzi di trasporto erano rigorosamente in francese...

" Ad evitare qualsiasi abuso da parte di rivenditori del genere -si legge su un dépliant della produzione Pirelli per velocipede- per la Stagione 1899 tutti i pneumatici messi in commercio dalla nostra ditta porteranno, oltre alla marca di fabbrica (la stella con l'iscrizione P&CM, cioè Pirelli & C. – Milano), anche l'iscrizione per esteso Pirelli & C. – Milano, la misura del pneumatico e, per il tipo Milano, l'indicazione del nostro brevetto."

Pirelli - marchio a stella del 1888La stella impressa sul fianco dei pneumatici da velocipede, tuttavia, bastò a far nascere un "Marca Stella" che in qualche modo poteva prefigurare una specie di marchio commerciale.

La stellina comparve addirittura sul battistrada dei pneumatici per velocipede del primo Novecento.

Ad uso diverso, battistrada diverso

Pneumatici Pirelli ''Flexor''La differenza tra un prodotto e l'altro la faceva a quei tempi il diverso tipo di costruzione: pneumatici a cerchietti o bordi metallici "tipo Dunlop" o pneumatici a tallone "tipo Milano", quest'ultimo brevettato dalla Casa milanese.

E Brevetto Pirelli era anche il Flexor, primissima applicazione ai pneumatici da velocipede di quella soluzione a tessuto cotone/seta senza trama che sarebbe diventato trent'anni dopo il tessuto cord dei pneumatici per automobile...

Ed ecco l'automobile, che per noi vorrebbe significare automaticamente "Pirelli Ercole".
Ma anche in questo caso, "Ercole" era soltanto il nome del brevetto del 1900 riguardante i massicci talloni che fermavano la copertura sul cerchio: il prodotto-pneumatico restava sempre e soltanto il "Pirelli & C. Milano".

Pirelli 'tipo Ercole'Una differenziazione di gamma comincerà ad arrivare solo nel corso del primo decennio del Novecento, quando il progresso tecnologico consentirà un po' alla volta di ottenere battistrada diversi a seconda dell'utilizzo.

Prima, all'occorrenza si "armava" il battistrada liscio con una cintura di cuoio chiodata: quando la cintura sarà fissata al battistrada "come una suola", ecco nascere infatti il tipo semelle (a Cesare quel che...: il termine coup de semelle fu creato dal costruttore d'Oltralpe...).

Poi si riuscì a modellare il battistrada con grossi tasselli, e fu il tipo nervato. Con l'avvento del nerofumo, il semelle lasciò il colore bianchiccio per diventare neroferrato...

Sotto il segno della P lunga

Una bella spinta al formarsi di un'identità di marca per i pneumatici Pirelli venne dalla creazione della P lunga, inventata sul finire del 1907 a seguito dell'entusiasmo per il trionfo dei pneumatici italiani della Pechino-Parigi e  -pare-  ispirandosi alla firma del fondatore Giovanni Battista.


L'operazione di allungamento dell'occhiello della P a coprire le altre lettere funzionava peraltro benissimo anche con la parola pneumatici....


Pubblicità pneumatici Pirelli 1910Fino agli anni Venti inoltrati, dunque, tutte le innovazioni tecnologiche introdotte nei pneumatici prodotti dalla Pirelli & C. – Milano confluiscono sotto l'unico marchio Pirelli Pneumatici o Pirelli Pneus, sfruttando la forza della doppia P lunga in una quantità di combinazioni e interpretazioni stilistiche liberty che hanno anche fatto un pezzo di storia della pubblicità.


Un entusiasmo che porta a "stirare" allo stesso modo anche il termine più gergale "Gomme". Ed è una combinazione voluta che in questo gioco di P lunghe possano perfettamente rientrare anche le ormai quasi desuete gomme Piene, oggetto di ispirazione nel 1917 per un bozzetto pubblicitario firmato dal pittore Riccobaldi.


Pubblicità gomme piene PirelliGomme piene che avevano peraltro costruito un pezzetto di storia. Scrive infatti Alberto Pirelli nel 1947, in "Storia di un'azienda industriale", riferendosi ai primi anni del secolo: " A proposito delle gomme piene e dei semipneumatici giova ricordare che esse avevano a loro tempo rappresentato una specialità della nostra società, così da permetterci anche una interessante esportazione, e che eravamo riusciti con tipi di nostra esclusiva produzione, particolarmente apprezzati per le applicazioni di carattere militare, ad ottenere risultati non molto lontani da quelli raggiunti coi pneumatici"


E ancora in una brochure del 1922 sulla produzione del Gruppo: " Sin dall'inizio della guerra europea l'apllicazione delle gomme piene per carichi pesanti ebbe larghissimo sviluppo e la Ditta Pirelli fu in grado di lanciare sul mercato e sulle strade di accesso ai campi di battaglia europei e più specialmente sulle arterie del Trentino, delle Dolomiti, della Carnia e delle Alpi Giulie i propri tipi che si manifestarono di ausilio meraviglioso ai camions militari come lo erano già a quelli industriali".


Si andò quindi avanti per tutti i primi vent'anni del Novecento a stirare le P e le G, finchè una di queste lettere stirate a imitazione della P di Pirelli non sarà la C di "cord", il rivoluzionario tessuto senza trama. Siamo attorno al 1921: per il prodotto-pneumatico Pirelli inizia un'altra storia.

Ultima revisione: 02 2010