L'era di Jona

Il percorso " 1883: quando Pirelli illuminò la Scala" si chiudeva sulla figura dell'ingegner Jona, che dal suo laboratorio elettrico nello stabilimento di Ponte Seveso appariva  -agli occhi ammirati dei colleghi dell'Associazione Elettrotecnica Italiana-  come un demiurgo in grado di dominare l'immenso nuovo mostro dell'Elettricità.


Emanuele Jona
Nato a Biella nel 1860, laureatosi in ingegneria al Politecnico di Torino e poi specializzatosi in Elettrotecnica all'Istituto Montefiore di Liegi, Emanuele Jona non è ancora trentenne quando assume nella Pirelli & C. l'incarico di ‘capo elettricista'.


".. e all'indirizzo da lui impresso alla progettazione si deve il primato tecnologico mondiale conquistato dai cavi Pirelli per Energia fin dall'inizio del nuovo secolo -scrive Umberto Colombo in "Pirelli 1872-1997: centoventicinque anni di imprese"- " Jona era un sostenitore della continua osmosi tra ricerca scientifica e industriale, della necessità che l'industria fosse ‘in fase' con la scienza.".


Troveremo spesso Jona sulla tolda della nave posacavi ‘Città di Milano', fin dalla prima missione nel Tirreno e nell'Adriatico, in compagnia dell'ingegner Pirelli e dei due giovani figli Piero e Alberto, del tecnico di macchina Leopoldo Emanueli, del direttore dello stabilimento di La Spezia, Ettore Pinelli.

 

I gabinetto elettrico di Emanuele JonaMa ancor più spesso troveremo Emanuele Jona nel gabinetto elettrico di Ponte Seveso, impegnato a sperimentare e progettare cavi energia che supportino il limite massimo di tensione.

 

Nel 1904, al Congresso internazionale di Elettrotecnica di St.Louis, Missouri, il "capo elettricista" della Pirelli tiene una relazione sulla possibilità di fabbricare cavi capaci di tensioni elevatissime, corredandola di esperienze fino a 150.000 volt fatte nel laboratorio di Milano.

 

Alberto Pirelli è presente, e scrive al padre che " il riassunto delle conversazioni con gli elettricisti e gli industriali di qui, e sono veramente la crème dell'elettrotecnica, è: se voi riuscite a diventare specialisti per alte tensioni avete una vera fortuna davanti a voi."



1906: oltre i duecentomila volt

Il coronamento del genio di Emanuele Jona arriva nel 1906, con la sua nomina a presidente dell'Associazione Elettrotecnica Italiana.


" Giustamente, nella sua conferenza di insediamento alla presidenza dell'AEI -commenta Umberto Colombo-  egli sottolineava con orgoglio come la giovanissima industria elettrica italiana si avvalesse di materiali e componenti fabbricati in Italia, quali le turbine della Riva oppure i cavi conduttori isolati per alta tensione prodotti, appunto, dalla Pirelli".

All'Esposizione Universale del Sempione, apertasi in quello stesso 1906 a Milano, l'Elettricità è venerata come una dea.

Tra i padiglioni più visitati, naturalmente, quello della Pirelli & C. con gli ultimi risultati nel campo delle alte tensioni elettriche.

Proprio in occasione dell'Esposizione, l'Associazione Elettrotecnica Italiana tiene il proprio congresso.

Atti del Congresso dell'Associazione ElettrotecnicoNel libretto " Sulle esperienze ad altissima tensione eseguite in occasione del Congresso dell'A.E.I" pubblicato al termine dei lavori, l'ingegner Vittorio Arcioni scrive: " Un'occasione rara di assistere ad esperienze oltremodo interessanti, fu offerta ai congressisti nei giorni 22 e 23 Settembre dal nostro Presidente sig. Ing. E. Jona, il quale si compiacque invitarli per due sere consecutive a presenziare alcune esperienze ad altissima tensione, eseguite nel bel padiglione della Ditta Pirelli & C. all'Esposizione, esperienze che furono anche ripetute in seguito, altre sere."

Tra le apparecchiature mostrate agli ammirati congressisti, " un trasformatore della potenza di 200 HP, studiato dall'Ing.Jona e costruito nelle officine della ditta Pirelli & C., serviva a fornire l'alta tensione. Esso era alimentato alla tensione di 160 volt e 42 periodi, con la corrente della linea generale dell'Esposizione; un reostato era inserito in serie con l'avvolgimento primario del trasformatore e serviva per la regolazione.
Il secondario del trasformatore è diviso in due parti uguali, ciascuna delle quali termina a due morsetti esterni.; dette parti possono così facilmente collegarsi in serie od in parallelo.
Ogni metà dell'avvolgimento secondario ha rispetto all'avvolgimento primario il rapporto di trasformazione uguale a 1000; con la tensione di 160 volt primari si possono così ottenere 160.000 oppure 320.000 volt ai capi del secondario.

Queste tensioni erano misurate mediante un voltmetro elettrostatico di tipo speciale studiato pure dall'Ing. Jona
."

Alta tensione nell'acqua

In quello stesso anno 1906, Pirelli produce e posa –sfruttando il know how formatosi in anni e anni di cavi sottomarini e quindi utilizzando la guttaperca come isolante per l'acqua-  il primo cavo subacqueo per energia italiano: 650 metri a 110 metri di profondità attraverso il lago di Garda, dalla stazione generatrice del Ponale a Rovereto.

Copertina di un listino dei CaviAltri laghi e altri cavi subacquei: Como nel 1909, Iseo nel 1923.

Del 1909 è la realizzazione e posa dei cavi in carta impregnata a 12.000 volt destinati alla centrale idroelettrica della Ontario Power Corporation alle cascate del Niagara, del 1910 i trenta chilometri di cavo per la Societé d'Electricitè du Nord de la Belgique e del 1911 la fornitura a 16 kV alla Compagnie Hellénique d'Electricité di Atene.

Venti chilometri di cavo in carta impregnata vengono installati nel 1913 nella galleria dei Giovi per conto delle Ferrovie dello Stato.

Il genio di Emanuele Jona si fermò il 16 giugno del 1919, quando la Città di Milano si infranse contro gli scogli dell'isola di Filicudi.

Ma al momento della sua scomparsa, nel laboratorio elettrico di Milano già lavorava il giovane Luigi Emanueli, figlio di quell'ingegner Leopoldo Emanueli che –in qualità di responsabile delle macchine di posa- tante volte s'era imbarcato con Jona sulla Città di Milano.

Un nuovo genio dell'elettricità -e non solo- stava nascendo.
Ultima revisione: 29 2010