Nascita del movimento sindacale in Pirelli - Il Concordato del 1902

Nel giugno del 1972, all'apertura cioè della fabbrica di via Ponte Seveso, i quaranta operai che costituivano la forza lavoro della Pirelli & C. risultavano essere stati selezionati secondo due criteri essenziali: avere già un minimo di dimestichezza con la lavorazione del caucciù, avere un passato da militari e dunque mostrare una certa consuetudine all'ordine e alla disciplina.

Criteri di reclutamento che resistettero per una buona decina d'anni, stante il numero relativamente limitato dei dipendenti che nel 1882 risultavano essere solo 256, per salire a 1000 nel 1889.

Stabilimento di Milano n° 18

I compensi erano stabiliti applicando la semplice regola del " nè troppo alti nè troppo bassi".

I salari del 1881 oscillavano tra i 20 e i 30 centesimi l'ora, distribuiti su sei giornate lavorative di undici ore ciascuna. Salari peraltro attribuiti individualmente in base all'età dell'operaio, all'anzianità di lavoro, alla mansione svolta e alle capacità dimostrate: nessuna forma di contratto collettivo.

Unico fattore accomunante, la Cassa di Mutuo Soccorso istituita -con il contributo anche dell'azienda- fin dal 1873.

Dieci anni dopo tutti i dipendenti furono iscritti dall'azienda alla Cassa Nazionale Infortuni.

Il primo nucleo sindacale in Pirelli cominciò a prendere consistenza nel 1891, in coincidenza con la fondazione della Camera del Lavoro a Milano e con l'ampliarsi del gruppo socialista che faceva capo a Filippo Turati.

E venne così la mattina del 6 maggio 1898, quando fuori dai cancelli dello stabilimento di Ponte Seveso un dipendente Pirelli diffonde volantini con la richiesta di più diritti per i lavoratori.

L'uomo è fermato dalla polizia e rilasciato poco dopo: non così per il compagno Angelo Armadio, condotto in caserma con l'accusa di aver tirato pietro contro le forze dell'ordine.

L'ira della follaldegenera nella risposta a fuoco della polizia: un morto e cinque feriti.

La protesta esplodeva: il giorno dopo partiranno le cannonate di Bava Beccaris.

Degli 81 milanesi uccisi, tre erano dipendenti Pirelli. Altri 29 operai dell'azienda furono arrestati negli scontri, 20 di loro condannati, per 2 di loro la polizia impose il licenziamento.

1902: il primo "Concordato"

Ma ormai la sindacalizzazione degli operai di Ponte Seveso era un fatto acquisito, soprattutto grazie all'apertura sociale verso le organizzazioni dei lavoratori voluta da Giolitti.

Cominciavano ad aver voce rivendicazioni che riguardavano non solo i miglioramenti salariali ma anche l'ambiente di lavoro.

Il 'Concordato' del 1902

Nel 1901 nasceva la Federazione dei Lavoratori della Gomma, nel 1902 veniva redatto il primo contratto collettivo dei lavoratori della Pirelli.

Era il cosiddetto " Concordato fra la Ditta e la Commissione Operai" -il primo in Italia- che, introducendo " miglioramenti di trattamento e disposizioni varie in seguito alla presentazione del Memoriale Operai", obiettivamente poneva i lavoratori Pirelli in una posizione privilegiata rispetto alla maggior parte degli operai italiani.

Articolato sui punti "L'Organico", "Del cottimo e premio", "Della cassa nera multe", "Della cassa soccorso malattie", "Della riduzione delle ore di lavoro" e "La Commissione Interna", il Concordato fissava innanzitutto il salario minimo per gli operai di nuova assunzione e quello per gli operai già in servizio, con la clausola che le paghe inferiori a tale minimo "siano adeguate con un aumento immediato di un centesimo ed occorrendo altri eguali aumenti a distanza di due mesi uno dall'altro".

Veniva fissata poi una produzione minima da eseguire, e tutta la produzione che superava tale quantità veniva compensata con un premio fino al 15 per cento in più del salario. Di questo premio, però, solo la metà era consegnata all'operaio: l'altra metà veniva versata in una cassa comune il cui ammontare era poi redistribuito ogni tre mesi tra tutti gli operai.

Stabilimento Milano Città - Sala inizio produzione

Si definiva inoltre che si doveva intendere come lavoro straordinario quello che eccedeva le undici ore giornaliere: lo straordinario e il lavoro festivo erano pagati con una maggiorazione del 30 per cento.

Per il lavoro notturno -non oltre le 10 ore- il compenso era maggiorato del 40 per cento.

La Società, da parte sua, insisteva sulla necessità di un rappresentanza sindacale unica.

In una direttiva del 1902 Giovanni Battista Pirelli scrive: " Raccomando di mettere a posto la questione della rappresentanza degli operai non in Lega di miglioramento.

Non per puntiglio, ma per coerenza e dignità, avendo domandato che la Commissione rapresenti possibilmente tutta la mano d'opera in gomma, è bene insistere che siano aggiunti a quelli già nominati uno o più rappresentanti in proporzione agli operai che sono nella Lega cattolica o che sono estranei a ogni Lega".

Gli scioperi del 1908

Ma gli anni immediatamente successivi alla stesura del "Concordato" furono cruciali per l'ulteriore sviluppo del movimento, anche in seguito alla frattura tra l'ala riformista guidata da Rigola e l'ala rivoluzionaria di Labriola che avrebbe portato alla nascita, nel 1908, dell'Unione Sindacale Italiana composta dagli anarco-sindacalisti di Labriola in conflitto con la Confederazione Generale del Lavoro.
Le maestranze nel 1905L'annata 1907 fu particolarmente difficile anche sotto il profilo dell'ambiente di lavoro, definito "disagiato" dall'Azienda stessa, che infatti decise la costruzione di una nuova fabbrica a Bicocca.

L'aumento fin quasi a 3500 unità dei dipendenti –con conseguente perdita di specializzazione e di potere contrattuale- e il processo inflazionistico fecero la loro parte nel far crescere nuovamente la tensione tra gli operai della gomma.

Gli scioperi a singhiozzo iniziarono negli ultimi mesi del 1907 e culminarono nell'incidente del 24 gennaio 1908, quando due facchini vennero licenziati " per aver risposto male ad un superiore che li invitava a lavorare normalmente".

L'agitazione che ne seguì portò alla chiusura della fabbrica, su richiesta dello stesso vicesegretario della Commissione Interna, onde consentire un ragionevole compromesso.

Un altro sciopero indetto a seguito di un ulteriore licenziamento vide tuttavia la presenza al lavoro di 700 operai, molti dei quali appartenevano alla nuova lega di ispirazione cattolica, a sua volta in netto contrasto con le due anime socialiste -l'ala riformista e quella radicale- del movimento sindacale.

Lo stabilimento di Milano Città' nel 1912

L'ulteriore peggioramento della situazione congiunturale fece il resto: l'azienda dovette licenziare alcune centinaia di operai, il cui numero calò da 3465 nel 1908 a 3040 nel 1909 a 2724 nel 1910.

La rappresentanza sindacale -lacerata dai conflitti- era al minimo del potere contrattuale.

Una graduale miglioramento della situazione economica lo si potè avvertire solo a partire dal 1911, accompagnato da una ripresa dell'impegno sindacale dei lavoratori, che parteciparono a due scioperi di solidarietà con altre categorie nel 1913 e sottoscrissero, lo stesso anno, un nuovo Concordato.

Il miglioramento più consistente riguardava ora i salari, che subivano un sensibile aumento in coincidenza con la nuova stagione di espansione aziendale favorita dallo sviluppo dell'industria automobilistica.

Ultima revisione: 29 2010