La fabbrica di Via Ponte Seveso

Era isolato tra i campi lo stabilimento Pirelli. Lungo il muro correva il Sevesetto, modesto rivolo d'acqua. Dentro, una caldaia a vapore da 26 HP e 40 operai producevano articoli in gomma e ebanite. Era il 1873...

Primo nucleo dello stabilimento di Milano città

Racconta Alberto Pirelli nel 1947, nel suo "Vita di un'Azienda Industriale": " Sorgeva lo stabilimento dove è il n. 21 dell'attuale via Fabio Filzi.

Intorno era aperta campagna e lungo la sua facciata correva il "Sevesetto", un modesto rivolo d'acqua tra sponde verdi abbastanza profonde, congiunte da un ponticello di ferro, che dalle officine metteva ad un viottolo conducente in città.

Ancora dopo parecchi anni e dopo che lungo il fossato del Sevesetto era stata costruita una strada carrozzabile, lo stabilimento era isolato tra i campi, tanto che quando mio padre si recava a qualche seduta serale e doveva rincasare tardi, allo scuro e talvolta nella nebbia, mia madre stava alzata ad aspettarlo in grande ansia."

Tre lire al metro quadro

Stabilimento di Milano n. 20

" Lo stabilimento costruito dall'Impresa Fratelli Peregrini -racconta Pier Emilio Gennarini nella sua storia della Pirelli uscita a puntate sulla Rivista del 1949- era formato da due fabbricati: il maggiore chiamato poi "Sala Grande", destinato alla lavorazione, il minore adibito a portineria,a servizi, a piccoli depositi, all'abitazione del dirigente; entrambi a due piani. [...]

Le macchine pesanti furono installate al pianterreno, di sopra trovarono alloggio i telai per impermeare e le lavorazioni minute".

Fu il gerente stesso, durante il periodo della costruzione dello stabilimento, ad andare in cerca -in Francia e in Inghilterra- del macchinario necessario ad iniziare la produzione: il depuratore, il masticatore, i mescolatori, la calandra.

In Italia vennero comperate le caldaie di vulcanizzazione. Si prevedeva di produrre un limitato numero di articoli: foglie e placche di gomma e articoli derivati, tubi in gomma pura e in tela e gomma, cinghie di trasmissione di gomma e tela, ebanite, tele gommate e articoli da esse derivate.

Giugno 1873: al lavoro!

" Ai primi di giugno del 1873 -narra Gennarini- la caldaia a vapore dell'impianto di energia termica da 26 HP sbuffava. Gli operai, circa una quarantina, erano ai loro posti. L'albero di trasmissione installato nel sottosuolo dello stabilimento, cominciò a girare, le macchine si misero in moto. Erano i primi momenti di vita della fabbrica".

Direttore tecnico era monsieur Goulard, francese tuttofare che nel campo della gomma si era fatto un nome.

Superato un primo periodo di difficoltà, dovuto anche alla non fortunata gestione Goulard che fu allontanato -senza rimpianti- dopo non molto, sostituito dall'Ingegnere stesso, lo stabilimento Pirelli cominciò a marciare a pieno ritmo, arricchendo via via la propria dotazione di macchinario e soprattutto espandendosi oltre il tracciato originario.

Nel 1875, con l'entrata nella Società dell'esperto Francesco Casassa, la produzione si allargò ai prodotti che l'industriale sabaudo già da tempo trattava: articoli di merceria e articoli fini per chirurgia.

Lo stabilimento di Milano città nel 1887

Così Fulvio Irace nella ricostruzione storica fatta nel 1997 in occasione de 125 anni di vita del Gruppo: " Tra il 1877 e il 1891 furono registrati continui ampliamenti di locali e di sale macchine, con l'aggiunta di nuove officine per la fabbricazione di quella produzione diversificata destinata a ulteriormente allargarsi, negli anni immediatamente successivi, nei vari campi dell'applicazione elettrica e nella produzione dei pneumatici per biciclette. [...]

Dal 1872 al 1900 l'area della fabbrica passò così da 3.000 a 40.000 mq giungendo a occupare, attraverso una accorta politica di acquisizioni, l'intero territorio compreso tra le vie Adda, Galilei e Galvani, oltre ai due lotti tra le vie Boscovich, Vitruvio e Piazza Doria; si collocano in quest'arco di tempo anche le annessioni, tramite la Compagnia Fondiaria Italiana, delle tenute di Pozzobonella e della Brusada (1891), particolarmente pregiate dal punto di vista dello sfruttamento edilizio secondo le previste linee d'elaborazione del piano Beruto".

Di corsa verso la modernità

In una pianta del 1882 la fabbrica risultava divisa in tre corpi: nel primo –corrispondente essenzialmente al fabbricato originario- continuava la produzione classica di articoli tecnici in gomma ed ebanite.

Stabilimento Milano Città - 1882

Nel secondo corpo, sorto immediatamente a nord del primo, erano allocate le lavorazioni cosiddette degli "articoli Casassa".

Il terzo corpo, sorto a prolungamento verso ovest del fabbricato originale, era dedicato al nuovo e promettente business dei fili isolati per condotte elettriche.

I piani superiori erano dedicati ad attività manufatturiere fini -tra queste, la gonfiatura e coloritura dei palloni...- alle operazioni commerciali e amministrative, ai "ripostigli" per gli operai, nonchè alle abitazioni dei dirigenti.

E' una Pirelli ormai lanciata nella modernità quella che gestisce la fabbrica di Milano entrata nei primi anni del Novecento.

Ancora nel ricordo di Alberto Pirelli: " Il lavoro dei riparti di produzione è coadiuvato da quello di altri riparti di servizi generali.

Così un ufficio di ingegneri è particolarmente incaricato dell'impianto e manutenzione del macchinario e delle suppellettili industriali, come pure degli studii per il progresso di tutto il materiale meccanico adibito alla fabbricazione, che viene in gran parte costruito nello stabilimento stesso per cura di quest'ufficio ed a mezzo di una grande officina di costruzione.

Stabilimento Milano Città - sala confezione

Un ufficio speciale studia i requisiti fisici e meccanici dei prodotti applicati all'industria, alle macchine ed agli apparati tecnici in genere, in relazione anche alle prescrizioni dei collaudi ufficiali.

Un laboratorio chimico si occupa dei problemi inerenti alla lavorazione della gomma, studia le mescolanze e le modalità dei processi di lavorazione, controlla infine la purezza delle materie prime e degli ingredienti".

4000 operai, 800 impiegati

Lo stabilimento di Milano Città' nel 1912

Ora lo stabilimento non è più "isolato tra i campi", e il "modesto rivolo d'acqua del Sevesetto" è stato inglobato dalle strade. La fabbrica ha raggiunto la sua massima grandezza possibile.

Ci sono vasti impianti telefonici, squadre di pompieri munite di macchinari moderni. Ci sono servizi necessari a circa 4.000 operai e 800 impiegati, " a favore dei quali la Ditta non manca di curare con apposite provvidenze tutto il possibile benessere materiale e morale".

L'anno 1907 già " ci mostra la Pirelli nel momento del suo massimo sviluppo -analizza Fulvio Irace- consentendoci di misurare la posizione di assoluto rilievo assunto dallo stabilimento nel nuovo panorama urbano [...]: quella che sino a poco prima era stata sinonimo di periferia operaia si avviava in tal modo ad entrare nel novero delle più ambite zone d'espansione rendendo logico e immediato un nuovo progetto di decentramento dell'industria verso direttrici esterne".

Nello stesso anno 1907, infatti, Giovanni Battista Pirelli si era rivolto al Consiglio d'Amministrazione della Società: " Nell'impossibilità di ricorrere all'antico sistema di incamerare aree e stabili confinanti c'eravamo già da lungo occupati di trovare un terreno che fosse non lontano dalla nostra sede e in buona comunicazione con la stessa, non fosse troppo caro e presentasse facilità di raccordi ferroviari".

Impiegate

Il 4 agosto del 1906, infatti, Alberto Pirelli aveva sottoscritto un memoriale di compravendita dei terreni agricoli in zona Greco, Niguarda e Bicocca di proprietà dei conti Sormani.

A settembre l'acquisto era stato già perfezionato: partivano i lavori di costruzione del nuovo impianto industriale Pirelli di Bicocca.

Mentre si formava nasceva il nuovo motore industriale del Gruppo, lo storico insediamento del Sevesetto iniziava la sua lenta fase di maturità e via via di invecchiamento, anche a seguito dei pesanti bombardamenti subiti nella Seconda Guerra Mondiale.

Nel maggio del 1955 inizieranno gli ultimi lavori di demolizione della Brusada. L'area deve lasciare il posto al nuovo Centro Direzionale Pirelli: un grattacielo di trenta piani...

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Ultima revisione: 30 2010