il gruppo pirelli

Evoluzione del Logo: 'Una P lunga cinquant'anni'

L'idea della P maiuscola che, allungandosi in orizzontale, copre come un tetto tutte le altre lettere del logo, nacque a New York, in un lontano giorno del 1908. Una trovata del momento, figlia della richiesta del rappresentante Pirelli negli Stati Uniti, dove il notevole sviluppo della pubblicità commerciale imponeva a un marchio non del tutto ignoto, ma di certo ancora molto giovane, di distinguersi con un tratto preciso e un'identità forte. In America fu cosa fatta. E lo fu subito anche in Europa.


Logo Pirelli del 1914 L'anno prima c'era stato l'exploit della Pechino-Parigi. E proprio grazie alle gomme Pirelli, 17 mila chilometri di scosse, pietrisco, polvere e fango erano stati percorsi, tra giugno ed agosto, dall'"Itala", guidata dal principe Scipione Borghese e dall'inviato speciale del "Corriere della Sera", Luigi Barzini. Il raid affermò in modo epico il dominio dell'automobile e con essa la fama di un marchio, già conosciuto grazie ai cavi e ai suoi prodotti in gomma, che cominciava ad allargarsi anche ai pneumatici. O meglio, ai ''pneus'', così come imponeva un tono ricercato, particolarmente in voga presso le elite del tempo. Fu allora che Pirelli si trasformò nell'immaginario collettivo in sinonimo di pneumatici e gomma. Alla base ci fu anche un'evidente ragione estetica: quel segno era azzeccato. A dimostrarlo sono i cento anni di fortuna pubblicitaria e di forte popolarità.


Logo ''Pneus Pirelli'', in uso negli anni '10-'20 La storia del logo Pirelli è più calligrafica che grafica. La P lunga pagò in principio un tributo al gusto floreale e dell'ornato, atteggiandosi con un influsso svolazzante sulle altre lettere del logo. Una volta si stirò in verticale lungo l'asta della P mortificando un poco l'occhiello. Un'altra volta si intrecciò alla parola "pneu", raggrumandosi in radiatore, cofano, telaio, con un profilo di una vettura da corsa rossa. Un'altra ancora gettò il suo influsso sulla S finale di "pneus", scatenando una muta snodata e multicolore di centauri, molto simile agli occhi dell'osservatore di oggi, alla rombante masnada tipica delle prime inquadrature del film "Il Selvaggio".


Roowy: Pneu Pirelli Il fatto più curioso è quella specie di felice contagio che la P del logo Pirelli esercitò allora sulle altre parole, inserite nello stesso spazio pubblicitario. Indicativi per tutti, il binomio "Pneus Pirelli" e più tardi "Pirelli Cord" con la costante delle iniziali allungate, fino all'odierno binomio "Pirelli Lastex", attuale riverbero di quell'antico fenomeno di reciproca attrazione e di simpatia grafica.

L'occhiello che, elastico, si tende e si tira, ispessendosi nel punto terminale e tondeggiante, dove l'invisibile dito lo trattiene impedendogli di scattare all'indietro a riprendere l'aspetto iniziale, è una specie di intuizione disneyana ante litteram. Ricorre come un personaggio in una vicenda e genera a sua volta altri personaggi: dà il nome a un capitolo di quel fiorito e ispirato racconto che è la pubblicità da manifesto dei primi vent'anni del secolo.


Loghi prodotti Pirelli Il dito continua a tirare l'elastico e, intanto, nascono il Pierino di Codognato a cavallo del velocipede; l'alato bimbetto che scalcia in un firmamento di palle variopinte; la volpe in fuga accovacciata sul pneumatico (segugi e cacciatori non la raggiungeranno...); e un signore, chiuso nell'impermeabile sotto la pioggia battente di sbieco, calpesta allegro due inutili ombrelli.

Un altro Pierino, impacciato dall'ombrello e non altrettanto al riparo, è però altrettanto soddisfatto dell'ottima prova che le "Gomme Pirelli per cancellare" danno sulla pagina scritta del quaderno, insidiato dalle gocce piovane. E, ancora una volta, la P trascina nell'allungamento la G e la C. Poi il dito cessa di tirare, come se il limite di elasticità sia stato raggiunto.



Dopo il 1920, il racconto porta in primo piano personaggi apparentemente più reali, di fatto più compassati. E così, dopo il 1930, l'occhiello si irrobustisce e si uniforma alla luce fredda della Stella Bianca. Le variazioni riguardano più le altre lettere del nome o i caratteri delle altre parole del testo pubblicitario. Ogni divagazione calligrafica appare ormai lontana, così come lontani sono svolazzi, intrecci e uncini. Subentra una specie di spigolo terminale nell'asta della P e ogni tanto una sorta di tendenza lapidaria nei caratteri delle scritte.


E così, subito dopo il 1945, la tradizione grafica del logo Pirelli si presentava abbastanza variata e contraddittoria: era necessario stabilire una regola. La decisione fu quella di puntare sulla semplicità e sull'unità linguaggio, allo scopo di valorizzare il valore del carico da applicare sulla P, così da rendere permanente la misura della deformazione. Fu anche fissata l'entità dello spessore delle altre lettere del nome, per renderle immutabili da un corpo tipografico all'altro. E fu definita nel carattere Cairoli la fisionomia degli slogan di accompagnamento, dei testi illustrativi e di contorno.

Oggi altri mutamenti o innovazioni nel logo sembrano impossibili.


Logo Pirelli
Ultima revisione: 10 2009