Impegno nella Cultura

Fin dalla sua fondazione nel 1872, Pirelli è consapevole di sostenere un ruolo importante nella promozione del progresso civile in tutte le comunità in cui opera. Per questa ragione, da oltre 140 anni la cultura d’impresa Pirelli si basa sulla capacità di dialogo tra tecnologia e saperi umanistici, ricerca scientifica e sperimentazione, nel segno di “una cultura politecnica d’avanguardia.

Fin dagli inizi del Novecento l’innovazione che caratterizza i prodotti dell’azienda si riflette anche sulla sua strategia culturale e di comunicazione.


Impegno nella Cultura
 

Nel 1948 Leonardo Sinisgalli, ingegnere e poeta, a capo della comunicazione dell’azienda, fonda la Rivista Pirelli: pubblicata mensilmente fino al 1972, accoglie sulle sue pagine uno dei più avanzati dibattiti culturali del Paese, legando contributi tecnico-scientifici e interventi che spaziano dall’arte all’architettura. Tra i collaboratori, molti dei più importanti intellettuali italiani, come Umberto Eco, Italo Calvino, Salvatore Quasimodo, Eugenio Montale, Giulio Carlo Argan.

Dagli anni Cinquanta agli Ottanta, i più importanti grafici, designer, fotografi e artisti contemporanei vengono coinvolti nella progettazione dei prodotti e nelle campagne di comunicazione. Tra le “firme” ci sono quelle di Bruno Munari, Bob Noorda, Ugo Mulas, Alessandro Mendini, Alan Fletcher, Gabriele Basilico, Silvio Soldini.

Pirelli riveste da sempre un importante ruolo di committenza: nel 1950 affida a Gio Ponti la progettazione del grattacielo Pirelli, diventato poi uno degli edifici-simbolo di Milano e in occasione dell’Esposizione Internazionale del Lavoro di Torino, “Italia ‘61”, affida a Renato Guttuso la realizzazione del dipinto “La Ricerca Scientifica”, da cui viene realizzato il mosaico che ancora oggi si trova nelle sale della Fondazione Pirelli.

A partire dal 1964, l’innovazione visiva si manifesta anche attraverso la pubblicazione del Calendario Pirelli che nel corso degli anni viene firmato dai grandi della fotografia tra cui Richard Avedon, Annie Leibovitz, Peter Lindbergh, Herb Ritts, Bruce Weber, sino a Karl Lagerfeld e Steve McCurry. Tra le grandi campagne fotografiche della pubblicità Pirelli rimane leggendaria quella scattata nel 1994 da Annie Leibovitz che ritrae il campione del mondo Carl Lewis mentre indossa un paio di scarpe rosse col tacco.

A partire dal 1985 l'area storica di Bicocca a Milano, una delle più industrializzate d’Europa, è coinvolta in un lungo processo di riconversione urbanistica che riguarderà circa 120.000 metri quadri. Il progetto è dell’architetto Vittorio Gregotti che,nel 2005, sceglie di mantenere al centro del nuovo Headquarter Pirelli la spettacolare torre di raffreddamento. Di questi anni è anche la riconversione del gigantesco HangarBicocca in spazio per l’arte contemporanea.

Negli anni Duemila, l’ultimo intervento d’architettura d’avanguardia riguarda lo stabilimento di Settimo Torinese, dove Renzo Piano realizza la “Spina” che ospita servizi e centri di ricerca del nuovo Polo Industriale.

Nel 2009, dalla consapevolezza che il ricco patrimonio dell’impresa rappresenta un valore importante non solo per se stessa ma per la società intera, nasce la Fondazione Pirelli: tra i suoi obiettivi la salvaguardia del patrimonio storico dell’azienda e la promozione della sua cultura d’impresa attraverso attività espositive, convegni e iniziative di collaborazione con altre istituzioni culturali.Dal 2013 la Fondazione Pirelli ha reso disponibili al pubblico per la consultazione online tutti i numeri della Rivista Pirelli sul sito fondazionepirelli.org.

In questa prospettiva si inquadra l’intervento di Pirelli in HangarBicocca, spazio d’arte contemporanea rilanciato nell’aprile del 2012 con un completo ripensamento del progetto culturale: un investimento di ampio respiro che vede l’azienda impegnata a lungo termine per la creazione di un centro di arte contemporanea di profilo internazionale, aperto alla città, al territorio e a ogni tipologia di pubblico. L’arte contemporanea, infatti, meglio di altri linguaggi riesce a trasferire quei valori di apertura alla diversità, capacità di interpretare il futuro, ricerca dell’eccellenza che sono alcuni tra gli elementi fondanti su cui si basa la cultura d’impresa di Pirelli.

Per finire, la cultura d’impresa Pirelli vive anche attraverso relazioni con attori culturali di primo piano, come il Piccolo Teatro di Milano e il Teatro Parenti, il Fai (Fondo per l’ambiente italiano), la Pinacoteca di Brera: una collaborazione, quest’ultima, che non si è limitata al finanziamento di un ciclo -pur importantissimo- di restauri ma ha portato allo sviluppo di un'innovativa e avanzatissima tecnologia di restauro qual è quella permessa dalla "machina" progettata da Ettore Sottsass, in grado di consentire "in pubblico" il lungo lavoro di restauro di un'opera.

Ultima Revisione: 12 Mar 2014