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Lancia Aurelia e Cinturato,
assieme in mostra a Torino

Il Museo dell’Automobile dedica a una delle Lancia più famose i propri spazi, in occasione della cellebrazione dei settant’anni del modello. Una storia che si intreccia con quella del pneumatico storico più famoso di Pirelli

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Lancia Aurelia e Cinturato,
assieme in mostra a Torino

E’ sicuramente una delle mostre dell’anno: Aurelia 1950-2020. Mauto – il Museo Nazionale dell’Automobile di Torino – celebra i 70 anni della Lancia Aurelia B20, la madre di tutte le GT per gli storici dell’auto.

Una vettura rivoluzionaria per l’epoca, costruita dal 1951 al 1958 in poco meno di 4mila esemplari, in sei serie e alcune versione speciali come quelle firmate da Pininfarina e Vignale. La scelta di Torino non è casuale: la B20 venne presentata il 2 aprile 1951 al Salone dell’Automobile che si teneva al Valentino: la splendida linea da coupè – pulita e raffinata – conquistò subito la critica e gli appassionati.

Una curiosità: al momento del lancio venne omologata per tre persone (tutte da ospitare sul divano anteriore unico), la nuova Aurelia, di fatto, inaugurò un concept automobilistico che riscuoterà un enorme successo nel ventennio successivo: quello della Gran Turismo a 2 posti più 2 ‘di fortuna’.

Lancia Aurelia e Cinturato, assieme in mostra a Torino 01

Il primo V6, eccezionale

Altra peculiarità dell’Aurelia è il motore V6, primo nella storia dell’automobilismo, realizzato sulla base di precedenti esperienze fatte da Lancia su propulsori a V stretto, creando in pratica una classe a sé stante e indicando una strada seguita da altre aziende del settore.

Dal 1922 al 1949 la Casa torinese aveva costruito dei V4 e dei V8 ma il capolavoro fu appunto il motore progettato dall’ingegnere Francesco De Virgilio dove la V tra le due bancate di cilindri non era “stretta”, ma aveva un angolo di 60°. L’idea era quella di realizzare un propulsore molto potente e più compatto di un sei cilindri in linea: venne scelta la soluzione più “rigorosa”, che prevede due bancate inclinate tra loro di 60°. In questo modo si ottiene l’equidistanza tra le fasi utili, ovvero tra gli “scoppi” del motore, e le forze d’inerzia risultano equilibrate (ma non le coppie). Obiettivo raggiunto.

I primi pneumatici radiali
Una vettura così all’avanguardia non poteva che avere pneumatici altrettanto rivoluzionari. L’Aurelia è stata la prima auto italiana a montare i ‘radiali’ e tra le prime al mondo. E fu Pirelli a occuparsene, mettendo a frutto un lungo studio condotto da ingegneri e matematici, sino ad arrivare al Cinturato.

Caratterizzato da una robusta cintura tessile – da qui il nome – tra la carcassa e il battistrada, rappresentò un grande progresso a 360° rispetto ai pneumatici del tempo. Preveniva la deformazione in ogni condizione d'uso, riduceva il livello di usura di più della metà rispetto ai modelli a tele incrociate migliorava sensibilmente l’aderenza grazie al design dei nuovi profili e del battistrada. Per la cronaca, l’Aurelia montava gomme 165/R400.

Lancia Aurelia e Cinturato, assieme in mostra a Torino 02

Pirelli Collezione

L’esposizione al Mauto consente non solo di ammirare l’Aurelia nel complesso, ma di vedere i pneumatici realizzati da Pirelli Collezione per equipaggiare gli esemplari ancora marcianti. Il progetto è nato per offrire al mercato sempre più vivace delle vetture d’epoca i pneumatici che rispondano perfettamente ai criteri filologici a cui si attengono i collezionisti più attenti e appassionati.

L’obiettivo è realizzare gomme del tutto uguali a quelle storiche – e dunque coerenti con il veicolo cui sono destinate – ma in grado di garantire qualità di materiali e sicurezza di strutture che solo le moderne tecnologie possono offrire. Non si tratta solamente di riprodurre un disegno del battistrada o un lettering d’epoca: i prodotti di Pirelli Collezione – una cinquantina le misure, a partire dagli anni ’50 - presentano anche soluzioni costruttive di alto livello, grazie all’impiego di macchinari utilizzati per la produzione di pneumatici motorsport.

Una filosofia unica che trova nell’Archivio Storico del gruppo, custodito presso la Fondazione Pirelli a Milano, un imponente patrimonio di dati, testi e fotografie da cui attingere nel modo migliore.

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