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Come conquistare l'ultimo miglio

Cosa succede quando Atto di forza incontra Ritorno al futuro mentre state andando alla fermata dell'autobus? Ben presto il vostro temuto tragitto mattutino potrebbe trasformarsi in qualcosa di più veloce e più interessante grazie a quadricicli, veicoli a guida autonoma, monocicli e persino "dischi volanti".

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Come conquistare l'ultimo miglio

La popolazione nei centri urbani è in costante aumento e le persone sono costrette ad allontanarsi sempre di più dal proprio posto di lavoro, con la conseguenza che il tragitto per raggiungerlo si allunga e il traffico diventa sempre più congestionato. Questo è il motivo per cui un crescente numero di aziende e di progettisti urbani ha iniziato la corsa allo sviluppo di soluzioni per "l'ultimo miglio". 

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La “sfida dell'ultimo miglio” si riferisce alla difficoltà che si incontrano dovendo raggiungere o lasciare i nodi di transito, quali stazioni ferroviarie, di autobus o di metropolitana. Questa problematica è particolarmente sentita negli Stati Uniti, dove il trasporto pubblico è a volte irregolare e molte persone vivono in aree a bassa densità di popolazione. Secondo l'US Census, tra il 1980 e il 2009 i tempi di spostamento per i pendolari sono aumentati del 12 percento . Ad oggi, chi volesse spostarsi ad esempio da Palo Alto nella Silicon Valley a San Francisco, dovrebbe mettere in conto fino a 2 ore sui mezzi pubblici e oltre un'ora in auto. 

Di conseguenza i produttori di automobili, le aziende di ride-sharing e gli ingegneri si stanno adoperando per trovare nuovi modi per ridurre i tempi di spostamento per i pendolari, i livelli di stress e pure l'impronta ecologica. Alcune di queste soluzioni per l'ultimo miglio sono già in grado di modificare la modalità con la quale ci rechiamo al lavoro. 

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Auto e scooter elettrici in condivisione
Il fenomeno del car sharing sta prendendo piede nel Nord America e in Europa. Tuttavia, un vero e proprio miglioramento dei tempi di spostamento per i pendolari potrà avvenire solamente con la tipologia di car sharing one-way. A differenza del car sharing tradizionale (round-trip), con la tipologia one-way non è necessario lasciare l'auto nel punto di ritiro; essa può infatti essere depositata all'interno dell'area coperta dal servizio. Con oltre due milioni di clienti in 30 città, car2go, una società interamente controllata di Daimler AG, è la maggiore azienda di car sharing del mondo. Anche altre aziende, quali Zipcar, sono in forte espansione nel settore del car sharing one-way. 

In alcune città, dove la densità della popolazione è particolarmente elevata e i parcheggi scarseggiano, esiste ora una soluzione a due ruote. eCooltra a Barcellona e Scoot Networks a San Francisco possiedono flotte composte da scooter completamente elettrici disponibili per la tipologia di sharing one-way. 

Micro veicoli 
Per chi è alla ricerca di un mezzo di trasporto che non sia nè auto, nè scooter, vi è la Renault Twizy, una micro vettura classificata in Europa come “quadriciclo pesante” e negli Stati Uniti come “veicolo elettrico di prossimità”. Grazie alle dimensioni ridotte (larghezza di 1,20 e lunghezza di 2,40 metri), la Twizy è molto più semplice da parcheggiare rispetto alle automobili tradizionali.  Anche la compatta New Mobility Concept di Nissan è a disposizione per il car sharing one-way presso Scoot Networks. “La gente desidera ancora guidare ed avere il controllo,” spiega Josh Westerhold, Senior Manager di Nissan Future Lab. “Poichè sempre più persone si trasferiscono in città, vogliamo trovare il modo di spostarci al suo interno e di gestire il traffico in maniera più economica rispetto a Uber o UberPool.”

Un'altra azienda, Innova, si rivolge principalmente al mercato universitario statunitense con la sua flotta pilota di auto Dash totalmente elettriche. L'azienda sta promuovendo i propri veicoli come soluzione per l'ultimo miglio in grado di migliorare il punteggio di sostenibilità dell'università e di aumentare il fascino dell'istituto agli occhi dei potenziali studenti. 

Auto a guida autonoma 
Le automobili a guida autonoma hanno iniziato a fare notizia e mentre l'impegno di Uber e Google ha generato la maggior parte della copertura mediatica, il concorrente di Uber, Lyft, ed i giganti automobilistici Ford e Audi si stanno occupando dei veicoli a guida autonoma destinati nello specifico ai servizi di ride-hailing. 

Secondo un recente rapporto di Reuters, Lyft collabora con General Motors per presentare migliaia di auto elettriche a guida autonoma destinate al servizio di ride-hailing nel 2018. Ciò avverrebbe ben due anni prima rispetto alle previsioni secondo le quali i maggiori produttori automobilistici avrebbero testato i veicoli autonomi in volumi più ampi. Delphi Automotive, nell'ambito del progetto pilota di ride-hailing con Audi, ha annunciato la presentazione di sei veicoli a guida autonoma a Singapore quest'anno, con l'intento di testare la tecnologia nelle affollate strade della città-stato. 

Lo scorso agosto Ford ha annunciato i propri piani per la produzione di un veicolo totalmente autonomo e pronto per il ride sharing commerciale e per il ride hailing entro il 2021; in dicembre Volkswagen ha lanciato Moia, una spin-off che si occupa di “nuove soluzioni per la mobilità”, tra cui i veicoli a guida autonoma on-demand e ride hailing. L'azienda spera che entro il 2025 “una quota notevole” dei propri ricavi deriverà da questa attività. 

Altre soluzioni per l'ultimo miglio 
Tra le soluzioni alternative, e molto interessanti, per l'ultimo miglio sono incluse le app per il car-pooling, quali Waze Rider e BlaBlaCar, oppure la flotta di “veicoli flessibili” di Bridj, che collabora con le locali società di autolinee ed utilizza i dati per creare un servizio maggiormente personalizzato in grado di trasferire e ridurre le fermate.

Vi è anche il monociclo elettrico autobilanciato prodotto da Solowheel, lo Stator Scooter elettrico autobilanciato e le biciclette elettriche pieghevoli, come ad esempio la URB-E. Altre soluzioni in via di sviluppo includono un monociclo autopropulso prodotto da Ford da utilizzare insieme ad un veicolo o con Carr-E, che è un dispositivo simile all'hoverboard destinato a trasportare i bagagli.

“In definitiva vedremo numerose e svariate soluzioni,” spiega Hilary Nixon, direttore Research and Technology Transfer presso il Mineta Transportation Institute alla San Jose State University in California. “Non vi sarà un'unica bacchetta magica in grado di vincere la sfida di ciascuna comunità o di ciascun individuo.” 

Indipendentemente da dove ricadrà la scelta, sarete presto in grado di allacciare le cinture o di salire a bordo e di godervi un viaggio più piacevole e più breve, forse destando l'invidia di Marty McFly nella vostra personale versione di Ritorno al futuro.

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