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America’s Cup (1980 - 1983),
Australia II entra nella storia

Dopo più di cento anni di sfide, i defender perdono. Nasce la Louis Vuitton Cup, la coppa degli sfidanti, ed arriva Azzurra

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Australia II entra nella storia
America’s Cup (1980 - 1983),
Australia II entra nella storia

L’America’s Cup del 1983 è storica per almeno due motivi: dopo 132 anni la coppa passa di mano e ed esordiscono gli italiani. Per la prima volta, l’Italia decide di cimentarsi nella Regata delle regate, pensando di poter finalmente entrare nella vela dei grandi. I due animatori sono l’avvocato Gianni Agnelli, vero ‘garante’ dell’operazione a livello finanziario e ‘diplomatico’, e Cino Ricci, esperto skipper romagnolo che ben conosce l’ambiente velico internazionale. Muovono bene le pedine: il circolo che lancia la sfida è lo Yacht Club Costa Smeralda che ha in S.A. Aga Khan un altro personaggio importante. Il progetto della barca è affidato ad Andrea Vallicelli, uno dei migliori designer nautici. 

L’equipaggio, per quanto totalmente digiuno di 12 metri S.I., è formato da velisti di talento e fortemente motivati, a partire dal monfalconese Mauro Pelaschier. E per recuperare il budget, viene creato un Consorzio di aziende dei settori più diversi: è la prima volta nello sport italiano. La barca si chiama Azzurra – un nome perfetto che già al varo nel luglio 1982 a Pesaro, suscita l’interesse del pubblico, anche se è nulla rispetto a quanto accadrà l’anno seguente. 

America’s Cup (1980 - 1983), Australia II entra nella storia

Mauro Pelaschier - ANDREAS SOLARO/AFP via Getty Images


Nasce la Louis Vuitton Cup

Nelle acque di Newport, il risultato sportivo è semplicemente buono: quarti su sette sfidanti. Ma l’eco che arriva in Italia ogni giorno – paradossalmente favorito dall’assenza di dirette televisive – rende memorabile l’avventura, tanto che al rientro a casa gli ‘eroi di Newport’ troveranno un’accoglienza da campioni del mondo. Il risultato però è raggiunto perché da quel giorno, la vela tricolore sarà protagonista dell’America’s Cup, arrivando per due volte all’atto conclusivo.

Nel 1983, le selezioni cambiano nome e lo prendono dallo sponsor, diventando Louis Vuitton Cup: sono vinte da Australia II, tra i battuti c’è Canada che segna il ritorno della Nazione all’evento dal 1881. La barca di Alan Bond ha un bravo skipper, John Bertrand, e una marcia in più, grazie a una chiglia - si scoprirà solo dopo -  che monta delle alette, ben protetta da teloni a ogni alaggio. L’ha creata Ben Lexcen, bizzarro progettista del New South Wales che si è pure cambiato persino il nome di battesimo, Bob Miller.

John Bertrand dopo la vittoria dell’America's Cup.


La misteriosa chiglia di Australia II

Gli americani, che avevano annusato in largo anticipo le potenzialità della barca australiana, non stanno fermi. Sanno che i vecchi 12 metri S.I. di casa non hanno speranza e Dennis Conner fa costruire a tempo di record un nuovo scafo, Liberty, e contemporaneamente chiede la squalifica di Australia II: prima con l’accusa di aver effettuato test in Olanda (violando il principio che esige un’imbarcazione frutto dell'ingegno solo di persone con la stessa nazionalità) poi contestando la misteriosa chiglia.

Ma una volta tanto, quasi a sorpresa, le decisioni sono tutte contrarie ai detentori. Australia II è regolarmente ammessa alla regata. Lo skipper americano è furioso ma resta il numero uno: il 14 e 15 settembre vince con relativa facilità le prime due regate di finale, il 17 è solo lo scadere del tempo massimo che impedisce la prima vittoria degli aussie che però arriva il giorno dopo.

Con vento debole, la barca di Bond è nettamente superiore, lascia il rivale a 3 minuti e 14 secondi per il 2 a 1: è il maggior distacco di sempre rimediato da un defender. Il martedì successivo Liberty si arrampica sul 3 a 1 e ci si prepara al solito epilogo, con gli americani che sopperiscono all'handicap di uno scafo più lento grazie alla maggiore abilità dell’equipaggio. Ma stavolta è proprio un'altra storia. I velisti di John Bertrand reagiscono e arrivano al 3 a 3.

La Regata del secolo

Da quando si gareggia sui 12 metri, gli sfidanti avevano vinto complessivamente solo tre regate contro il defender, ovvero quante ne ha già conquistate in pochi giorni Australia II. La Regata del secolo, che vale da sola l’America’s Cup, si svolge lunedì 26 settembre, con vento debole. Australia II è nettamente superiore in velocità ma Conner sembra ancora capace di metterci una pezza transitando alla penultima boa con 52 secondi di vantaggio.

Ma iniziando il lato di poppa, un salto di vento sottovalutato dallo skipper di San Diego e dal suo famoso tattico Tom Whidden, ‘spinge’ letteralmente Australia II verso il sorpasso e il traguardo.  Incredibile a Newport: dopo 132 anni, la Coppa delle Cento Ghinee deve lasciare l’America. I critici concordano nel ricordare che la superiorità di Australia II era tale che un qualsiasi velista al posto di Conner avrebbe perso per 4 a 0, con distacchi abissali. A ‘Big Dennis’ resta solo la consolazione del verificare che il vecchio detto "Quando l’America’s Cup dovrà lasciare il New York Yacht Club, al suo posto, nella teca, ci sarà la testa dello skipper che l'ha perduta" fosse solo un modo di dire. Tanto più che ha in mente di riportarla presto a casa.

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