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Una svolta verde
per l’industria automobilistica

Dal lancio di veicoli elettrici al rinnovamento dei processi di approvvigionamento e delle strutture, i produttori di auto scelgono la strada di un futuro più sostenibile

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Una svolta verde
per l’industria automobilistica

Anche James Bond si dà al verde. Dopo decenni di decadenza – dal sorseggiare Bollinger d’annata all’ostentare completi di Savile Row – 007, nel suo prossimo film, passerà al volante di un’auto elettrica.

A dirla tutta, sarà una Aston Martin Rapide E, quindi Bond non rinuncia propriamente alla bella vita, ma quando l’agente segreto più famoso di sempre, oltre a combattere i cattivi, si impegna a combattere anche i cambiamenti climatici, è un sicuro segno dei tempi.

Da sempre, l’industria automobilistica ha fatto affidamento su motori a combustione interna, che producono emissioni di carbonio. Oggi la pressione per comportamenti più sostenibili è sempre più forte e i produttori di auto sanno di doversi adattare.

Una di queste soluzioni sono proprio i veicoli elettrici (EV) e, nella gara per sviluppare modelli sempre più efficienti, l’industria automobilistica sta spingendo forte sull’acceleratore. Secondo un nuovo rapporto di Navigant, nel 2018 le vendite mondiali di veicoli elettrici plug-in (PEV) sono cresciute di oltre il 70% rispetto al 2017, arrivando a quasi 1,9 milioni.

Le previsioni di IHS Markit, tuttavia, prevedono che nel 2025 gli EV rappresenteranno solo circa l’8% del mercato dei nuovi veicoli. E il settore sa che deve fare di più: tutti i prodotti devono essere più eco-sostenibili, dagli pneumatici ai fanalini di coda, ma, allo stesso modo, anche tutti i sofisticati processi produttivi internazionali si devono adeguare.

Una svolta verde per l’industria automobilistica

L’effetto dell’elettrico
L’intero settore automobilistico è seriamente impegnato a incrementare la propria produzione di veicoli elettrici. E non sono solo le city car come la Nissan Leaf a diventare elettriche: le marche di lusso – anche quelle famose per i loro potenti motori a combustione – si stanno trasformando.

La Porsche, ad esempio, sta investendo 6,8 miliardi di dollari per rendere elettrica le metà dei suoi modelli entro il 2025 e ha in programma di presentare quest’anno la sua prima auto elettrica a 600 CV: la Taycan. E sempre entro il 2025, persino la Bentley, nota per il lusso assoluto e i consumi altissimi, offrirà versioni elettriche o ibride di tutti i suoi modelli.

“Le aziende stanno diventando più sostenibili” afferma Diana Verde Nieto, CEO e co-fondatrice di Positive Luxury, l’azienda che sta dietro al “Butterfly Mark,” il simbolo che viene assegnato alle marche sostenibili. “Non possono permettersi di non farlo. Al giorno d’oggi, le cose che le persone acquistano non sono più soltanto cose, ma fanno parte di una più complessa storia aziendale. Il cambiamento climatico è una realtà.”

Costruire un futuro migliore
Per massimizzare la spinta verso un futuro più sostenibile, le case automobilistiche non stanno lavorando solo su nuovi prodotti pioneristici, ma anche sul radicale ripensamento dei processi produttivi. 

Prendiamo ad esempio la nuova Bentley. Il rivestimento in noce del cruscotto è ottenuto da una pianta caduta in modo naturale – e al cui posto ne viene, in ogni caso, piantata una nuova. Più di 30.000 pannelli solari forniscono fino al 40% dell’energia necessaria alla fabbrica e il resto è fornito da fonti ecosostenibili certificate.

“Affinché sia possibile una catena di valore completamente a zero emissioni di carbonio, sono necessari cambiamenti radicali in termini di efficienza, rinnovabilità e circolarità” spiega Viktorija Stojcheva, consulente senior presso Navigant. “Questo obbiettivo richiede trasformazioni lungo tutta l’intera catena di valore e include l’approvvigionamento delle materie prime, il processo manifatturiero, le modalità di ricarica, la fase di utilizzo e il riciclo a seguire.”

Un buon esempio di questa trasformazione aziendale – che richiede investimenti significativi e ristrutturazione – è in corso alla Volkswagen, dove la piattaforma elettrica della nuova ID giocherà un ruolo decisivo nella spinta della casa verso la riduzione completa delle emissioni dell’intera flotta entro il 2050.

Nel biennio 2019-2020 l’investimento previsto è di 870 milioni di euro in componenti elettriche; ogni passo del processo manifatturiero – incluso quello dei fornitori esterni – è sotto esame. Le fabbriche useranno solo energia rinnovabile e una divisione potenziata dedicata ai componenti sarà responsabile di tutti gli aspetti dello stoccaggio dell’energia: dalla produzione delle pile e delle batterie esterne di ricarica mobile, al loro riciclo. L’ambizione è di poter riutilizzare il 97% di tutti i componenti delle batterie rientrate dal mercato entro la fine del decennio 2020.

“Questo è un passo fondamentale per l’intero gruppo” spiega il Dott. Stefan Sommer, membro del Consiglio di Amministrazione del Gruppo Volkswagen responsabile per la componentistica e l’approvvigionamento.

Arriva il sole? 
Lo stoccaggio dell’energia è al cuore della rivoluzione verde del settore automobilistico, quindi non sorprende che quantità notevoli di tempo e di denaro vengano investite per rendere le batterie meno costose – principalmente attraverso produzioni di massa – e più efficienti.

CATL, un colossale produttore di batterie cinese che rifornisce BMW, Volkswagen, Nissan e Renault, decuplicherà entro il 2020 la capacità delle proprie batterie agli ioni di litio fino a 50GWh: un risultato straordinario!

E la ricerca procede anche verso le prossime evoluzioni nel design delle Anche James Bond si dà al verde. Dopo decenni di decadenza – dal sorseggiare Bollinger d’annata all’ostentare completi di Savile Row – 007, nel suo prossimo film, passerà al volante di un’auto elettrica. 

A dirla tutta, sarà una Aston Martin Rapide E, quindi Bond non rinuncia propriamente alla bella vita, ma quando l’agente segreto più famoso di sempre, oltre a combattere i cattivi, si impegna a combattere anche i cambiamenti climatici, è un sicuro segno dei tempi.

Da sempre, l’industria automobilistica ha fatto affidamento su motori a combustione interna, che producono emissioni di carbonio. Oggi la pressione per comportamenti più sostenibili è sempre più forte e i produttori di auto sanno di doversi adattare.

Una di queste soluzioni sono proprio i veicoli elettrici (EV) e, nella gara per sviluppare modelli sempre più efficienti, l’industria automobilistica sta spingendo forte sull’acceleratore. Secondo un nuovo rapporto di Navigant, nel 2018 le vendite mondiali di veicoli elettrici plug-in (PEV) sono cresciute di oltre il 70% rispetto al 2017, arrivando a quasi 1,9 milioni.

Le previsioni di IHS Markit, tuttavia, prevedono che nel 2025 gli EV rappresenteranno solo circa l’8% del mercato dei nuovi veicoli. E il settore sa che deve fare di più: tutti i prodotti devono essere più eco-sostenibili, dagli pneumatici ai fanalini di coda, ma, allo stesso modo, anche tutti i sofisticati processi produttivi internazionali si devono adeguare.

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