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Unsrf e Pirelli insieme per la sicurezza sulle strade

Il bilancio dello United nations road safety fund a tre anni dalla sua costituzione

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Ogni anno 1,35 milioni di persone muoiono in incidenti sulle strade del mondo e altri 50 milioni rimangono ferite. Gli incidenti stradali  sono la principale causa di morte tra i giovani e sono i Paesi meno sviluppati a pagarne il conto principale.

Sono questi numeri che  nell'aprile 2018, hanno spinto  l'Onu a lanciare lo United nations road safety fund (Unrsf), un'istituzione che mira ad aiutare i Paesi poveri  ad avviare programmi di sicurezza stradale.

Salvaguardare le vite in strada  è una delle chiavi per lo sviluppo sostenibile e rientra in almeno due obiettivi dell'Agenda 2030: il terzo che si propone di “Assicurare la salute e il benessere per tutti e per tutte le età”, e l'undicesimo “Rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili”.

Tutti i progetti dell'Unsrf sono impact-driven, vogliono immediatamente migliorare le condizioni di vita delle persone e assicurano valore economico. Le partnership impiegate sono innovative e al fondo partecipano organizzazioni internazionali, governi, università e aziende, tra le quali Pirelli.

L'obiettivo generale è la diminuzione degli incidenti fatali e dei feriti, a cui consegue una riduzione delle perdite economiche derivanti dai sinistri. Il focus è sui Paesi a basso e medio reddito perché è qui infatti che avviene il 93 per cento dei decessi stradali.

A due anni dalla fondazione, nell'agosto 2020 una risoluzione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite ha proclamato una nuova decade di azioni per la sicurezza stradale, con l'ambizioso obiettivo di dimezzare il numero di decessi tra il 2021 e il 2030. 

Essendo nato in seno alle Nazioni unite, il fondo è in grado di mobilitare le risorse e le expertise dei 193 stati membri, una potenza di fuoco imponente per affrontare un tema dalle ricadute economico-sociali molto importanti.

Attualmente l'Unrsf sta finanziando quindici progetti in tutto il mondo. Gli interventi avvengono su più livelli: sulle strade, sui veicoli, sulle persone, sul miglioramento dei sistemi di risposta agli incidenti. Ci sono piani infrastrutturali, altri di carattere legislativo, altri ancora mirati a migliorare la raccolta di dati.

Due progetti sono stati portati a termine nel 2020: il primo riguarda l'implementazione del controllo della velocità nelle Filippine, con la sensibilizzazione di oltre 75mila persone attraverso i social media sull'importanza di non superare i limiti di velocità e la formazione di 170 controllori.

Il secondo ha riguardato ancora una volta le Filippine ma anche il Paraguay, sviluppando un programma scolastico per istruire le giovani generazioni sulle pianificazioni urbanistiche e gli interventi ingegneristici capaci di ridurre gli incidenti, oltre ad assicurare che i giovani vengano messi al centro delle politiche di sviluppo urbano.

Nell'ultima open call per nuovi programmi, quella del 2020, sono stati presentati ventinove progetti, che coinvolgono in tutto trentadue paesi. Per il momento, il Fondo ha raccolto quattro milioni di dollari dei 14,5 richiesti per il finanziamento, utilizzati per iniziare a lavorare  subito sulle aree con maggior urgenza di intervento.