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Riciclo: valore (im)materiale

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Riciclo: valore (im)materiale

Ricordate l’emozione che si provava quando i nostri genitori trasformavano un pneumatico in un’altalena alternativa? Il mezzo di trasporto diventava gioco, regalandoci l’ebbrezza del volo, la scomodità della seduta, la conquista di una parte fondamentale dell’auto, finalmente tutta per noi. 
Sensazioni che lasciano il segno, così come lascia il segno la raccolta dei pneumatici fuori uso che possono diventare “asfalti drenanti”, pavimentazioni per le aree gioco dei bambini, campi in erba artificiale, aiuole spartitraffico, materiali per l’insonorizzazione acustica, fino al parziale riutilizzo del polverino rigenerato in mescola, ove viene nuovamente legato alle materie prime vergini mediante un secondo processo di vulcanizzazione.

La capacità di superare il concetto di rifiuto, sostituendolo con quello di risorsa, mediante processi di riuso, di riciclo, di riutilizzo della materia è l’orizzonte prossimo dell’economia circolare indicata dall’Unione Europea, una sostenibile “chiusura del cerchio” di cui anche Pirelli è protagonista, in qualità – tra le altre - di socio fondatore di Ecopneus, società senza scopo di lucro per il rintracciamento, la raccolta, il trattamento e la destinazione finale dei Pneumatici Fuori Uso. Concretamente Ecopneus gestisce larga parte delle oltre 350.000 tonnellate di pneumatici che ogni anno arrivano a fine vita in Italia nei punti di ricambio, e svuota anche siti occupati in passato da montagne di gomme abbandonate con un recupero senza costi per la comunità. E’ inoltre promotore di iniziative sociali basate sull’utilizzo della gomma riciclata a favore del territorio, come il centro sportivo realizzato in Emilia Romagna dopo il terremoto.
Il materiale, infatti, di cui è costituito un comune pneumatico ha caratteristiche tecnico-fisiche elevate, perché deve permettere a tutti gli automobilisti una guida sicura e prestazioni elevate in qualunque condizione e anche ad alte velocità durante tutto il suo ciclo di vita.
Tali caratteristiche permangono e  si trasferiscono ai prodotti che vengono realizzati con polverino e granulo ottenuto dalla frantumazione  e granulazione dei pneumatici fuori uso. 

Ciò significa che l’elevata capacità di assorbimento degli urti, l’elasticità
e la resistenza alle deformazioni e agli agenti atmosferici possono essere particolarmente utili anche per la realizzazione di superfici sportive, antitrauma, per le pavimentazione delle aree gioco e, in generale, per tutte quelle aree su cui si svolgono attività sportive o ricreative che contemplano il rischio di urti e traumi accidentali, che in questo modo sono sostanzialmente arginati e limitati al massimo. Ne è prova il fatto che la “Commissione per la sicurezza dei prodotti per il consumatore” degli Stati Uniti ha recentemente dimostrato l’utilità e l’efficacia antitrauma dei pavimenti in gomma e presentato dati statistici che evidenziano che oltre il 70% degli infortuni di bambini nelle aree gioco sono causati da cadute. L’utilizzo di pavimentazioni antitrauma in gomma può portare ad una riduzione del 75% delle lesioni gravi, naturalmente se associato a un’adeguata formazione sulla sicurezza nelle scuole e nei parchi per l’infanzia.
Le stesse strade realizzate con “asfalti drenanti”, che sono asfalti modificati con polverino di gomma, presentano numerosi vantaggi: elevata durata della pavimentazione ed eccezionale resistenza all’invecchiamento, con esperienze internazionali di durevolezza fino a tre volte superiore rispetto a quella di un asfalto tradizionale; riduzione della rumorosità; ottimo drenaggio in caso di pioggia, con forte miglioramento della visibilità; ottima risposta in caso di frenata improvvisa.
Questi sono valori materiali. Ma esistono anche valori immateriali, come lo svuotamento dei luoghi invasi dalle vecchie gomme o l’impegno contro gli acquisti in nero di pneumatici, che causano poi il fenomeno dell’abbandono. A questi valori Ecopneus ha dedicato una mostra itinerante, dal titolo “Materiale-Valore-Immateriale”, con suggestive foto scattate da Daniele Tamagni, vincitore di World Press Photo nel 2011 nella categoria Arts and Entertainment. Dall’immateriale al materiale, perché, come ha asserito Marco Gisotti, direttore del Green Drop Award: “più dell’olfatto e del tatto è la vista che definisce la nostra realtà. (…) L’ottimismo si nutre di immagini”. 
E un mondo sostenibile parte anche da testimonianze come quelle di Tamagni ed Ecopneus, dove il vecchio pneumatico torna ad avere la poesia di quando ci dondolavamo su di esso.

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