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Più veloce del tempo: plasmare il futuro con Roger Dubuis

Da oltre 25 anni mantiene la promessa di spostare i confini dell'alta orologeria sempre più avanti. Roger Dubuis offre segnatempo da collezione con prestigiose collaborazioni e artigianalità riconosciute dagli appassionati di tutto il mondo, e l'ultima creazione è un omaggio ai 150 anni di Pirelli

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Sono i provocatori dell'alta orologeria, inseguiti da un bisogno quasi fisico di superarsi, andare oltre, sia creando «iper-orologi in un'industria con 300 anni di storia in cui è stato già detto più o meno tutto», sia per la necessità esistenziale di plasmare il futuro. «Questo, nello stile di vita Roger Dubuis, significa essere padroni del proprio futuro e costruirlo a modo proprio - spiega l'ad Nicola Andreatta. Vuol dire anche essere trendsetter, non farsi scegliere dai brand ma saper scegliere ciò che non è comunemente accettato». Un carattere audace e polarizzante che emerge nel design, nei materiali e nella meccanica degli orologi a edizione limitata della maison svizzera, fondata dal suo eponimo nel 1995 e nota anche per le collaborazioni nel mondo motorsport. L'ultima creazione è Excalibur Spider Pirelli Monotourbillon, un omaggio ai 150 anni di Pirelli, alla quale Roger Dubuis ha già dedicato una capsule collection Excalibur Spider, con inserti in gomma di pneumatico.  

Più veloce del tempo: plasmare il futuro con Roger Dubuis 01
Più veloce del tempo: plasmare il futuro con Roger Dubuis 01

Che cosa significa Hyper Horology secondo Roger Dubuis?

«È un nostro trademark che si compone del prefisso greco hyper “al di là, andare oltre”. Hyper è la vita da Roger Dubuis, a partire dal prodotto basato su un concetto evoluto di alta orologeria più espressiva e contemporanea. Esprime la volontà di essere un'alternativa alla maniera classica di fare orologeria. Pertanto definiamo la nostra maniera come “iper-orologeria”».

Vi definite “serial innovators”, “senza regole” ma i vostri orologi vantano il “punzone di Ginevra”. Qual è il segreto per unire il rispetto della tradizione con la rottura degli schemi?

«Dopo oltre 300 anni di lavoro trovare qualcosa di “diverso” nell'alta orologeria è estremamente complicato, per questo affermiamo di volerci spingere oltre i limiti del settore. Il nostro approccio espressivo, creativo e contemporaneo esprime la necessità di evolvere, partendo dalle tradizioni. È questo il lascito dei valori di Roger Dubuis che ha lavorato per anni nell'orologeria classica, ma poi ha voluto scrivere qualcosa di nuovo. Siamo ancora con Roger, nonostante non ci sia più dal 2017».

Cosa serve per diventare un orologiaio Roger Dubuis?

«Bisogna essere un po' pazzi [sorride, nda]. Non basta la tecnica. Ciò che fa la differenza sono mentalità, attitudine e una personalità che abbia senso nel nostro ambiente».

Su cosa sta lavorando la ricerca e sviluppo?

«Di recente abbiamo creato il dipartimento “Q Lab” (in onore di Mister Q di James Bond), un luogo fisico e virtuale, dotato di strumenti e dove riuniamo la creatività di prodotto e oltre, dal marketing approach alla relazione con il cliente. Non tutti vi possono accedere, dal momento che vi sviluppiamo idee che poi collochiamo negli orologi. È il caso dei concept watches, esempi di stile e di tecnica che non necessariamente saranno commercializzati ma che utilizzeremo per dimostrare l'innovazione, la creatività e il savoir-faire di Roger Dubuis».

Come si sposa l'idea di “plasmare il futuro” con “l'andare oltre” e con il motorsport?

«Superare i propri limiti fa parte della natura umana e permette di raggiungere gli obiettivi più alti.  Questa sfida, la lotta contro il tempo, la precisione del pilota e dell'orologiaio sono connessioni con il motorsport, ancora più se pensiamo ai nostri partner, Pirelli e Lamborghini».

Più veloce del tempo: plasmare il futuro con Roger Dubuis 02
Più veloce del tempo: plasmare il futuro con Roger Dubuis 02

Come si esprime l'omaggio ai 150 anni di Pirelli?

«Excalibur Spider Pirelli Monotourbillon è una manifattura innovativa che parte dal tourbillon volante, la complicazione regina di Roger Dubuis, con una cassa realizzata in composito di fibra di silicio, di colore ultrabianco molto trendy. Con Pirelli abbiamo scelto le tre lunette diverse di colore rosso, argento e oro per celebrare l'anniversario. Resta la similitudine con l'idea di “pitstop”: come si sostituiscono le gomme in Formula1, così si può cambiare il look dell'orologio tra corona, cinturino e lunetta, per avere quattro orologi in uno e soddisfare le esigenze di personalizzazione».

Cosa è cambiato con le crisi degli ultimi anni, dalla pandemia in poi?

«Ci siamo evoluti con un'accelerazione digitale nella shopping experience del cliente. Il mercato si è spostato sempre più verso l'Asia e le giovani generazioni. In molti paesi abbiamo vissuto una ipercrescita dopo i vari lockdown, Cina e Stati Uniti su tutti, ma vogliamo restare un brand globale, oggi abbiamo 32 boutique dirette. Il presente è positivo anche se i timori di inflazione e recessione cominciano farsi sentire. In questo tipo di dinamica, stiamo lavorando molto sul brand equity e per accrescere il valore di quello che facciamo. Ci fa gioco aver tagliato l'entry level inferiore ai 50mila euro, non era quello che facevamo meglio».

Oggi vi definite “provocatori dell'Alta Orologeria”. Come crede che verrà percepito Roger Dubuis fra 50 o 100 anni?

«Mi piacerebbe allo stesso modo. Vogliamo scrivere il futuro dell'orologeria, anche fra 100 anni. Nel momento in cui dovessimo rivolgerci al vintage, mancherebbe la volontà di rischiare. Certo, è più facile rilanciare un prodotto di successo, piuttosto che proporre qualcosa di mai visto, ma non ci piace guardare indietro. Abbiamo la creatività e un gruppo di persone eccezionali piene di idee per tenere fede alla nostra narrativa».

Cos'è il tempo, per Roger Dubuis?

«È la dimensione nella quale si percepisce la distanza che intercorre tra le emozioni. In Roger Dubuis c'è una forte dimensione esperienziale e visto che il tempo lo usiamo per misurare la vita in ogni senso, lo definiamo come la distanza tra due emozioni».