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Cos'è successo al Summer Whispers, il festival in Pirelli HangarBicocca che ha fatto dialogare musicisti con le opere di Rosa Barba

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Le opere di Rosa Barba dialogano con la musica. È Summer Whispers, il music festival andato in scena il 6 e il 7 luglio al Pirelli HangarBicocca. Un progetto ideato direttamente dall’artista e pensato come il prolungamento ideale della mostra “From Source to Poem to Rhythm to Reader”, in scena qui fino all’8 ottobre. 

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La sala lasciata volutamente al buio di Pirelli HangarBicocca, illuminata solo dalle immagini e dai flash dei film di Rosa Barba, diventa il palcoscenico sul quale ambientare una nuova installazione, un nuovo ritmo da consegnare al lettore di quest’opera, parafrasando il titolo dell’esposizione. Alla batteria quasi rabbiosa di Chad Taylor risponde la performance canora di David Michael DiGregorio. E poi c’è la voce rock di Laetitia Sadier e il lavoro di Jan St. Werner insieme ai Mouse on Mars, una band con cui l’artista collabora dai suoi esordi. È proprio al principio della sua carriera di videoartista il primo indizio che la condurrà fino al music festival di oggi. «Ho cominciato con i videoclip musicali, confesso che l’interesse verso la musica è sempre stato un’estensione naturale del mio lavoro», racconta Rosa Barba in una pausa tra una performance e l’altra. «Ero una studentessa di videoarte, eravamo all’inizio degli anni 2000, i tempi per la discografia erano molto diversi rispetto ad oggi. Il mondo della musica lasciava noi artisti totalmente liberi di sperimentare, attorno alle canzoni si potevano creare delle vere e proprie opere d’arte. È grazie a quei lavori se sono diventata una filmmaker anch’io, sono stati una palestra fondamentale, ho imparato moltissimo». Summer Whispers sembra dunque la destinazione naturale della sua poetica, dove l’immagine cinematografica si lega sempre alla dimensione sonora. «Pirelli HangarBicocca mi ha invitata a pensare questo music festival, un contenitore assolutamente nuovo, e ho accolto la loro proposta con gioia. Ho ripensato al lavoro con i musicisti svolto negli anni, alle loro tante collaborazioni ai miei film. Così è nata la contaminazione tra i video esposti al Pirelli HangarBicocca e i loro suoni. Alcuni erano già presenti in questa mostra: Laetitia fa da voiceover al film Subconscious Society, a Feature. Altri nomi vengono direttamente dalle mie esperienze passate: io e David abbiamo studiato insieme alla Rijksakademie di Amsterdam, lì ho scoperto il suo mondo, ho amato subito la capacità che ha di “performare” la vita, il suo lavoro si è inserito perfettamente nel testo della mia opera. Insomma, tutto è venuto insieme in modo assolutamente naturale». Nelle opere di Rosa Barba è già presente un fortissimo mix tra rumori presi direttamente dal mondo reale e musica studiata secondo un ruolo appositamente filmico. «In The Empirical Effect, ambientato sulle pendici del Vesuvio tra le persone che hanno scelto di restare a vivere lì dopo l’ultimo terremoto, questa sovrapposizione si intuisce in modo molto evidente. Ho raccolto e registrato tutti i suoni che sentivo on location, e mi poi sono lasciata guidare dalla gente del luogo, che intervistavo ma con cui si finiva anche a mangiare, a chiacchierare seduti a tavoli: era in quei momenti che tutti si lasciavano andare, molti di loro si mettevano a cantare vecchie canzoni napoletane. Era tutto materiale sonoro da aggiungere alla mia storia, perciò abbiamo composto una sorta di tarantella per una scena del film, da legare ai suoni dello scenario reale». Guardando contemporaneamente le opere di Rosa Barba e le performance musicali, l’effetto è che quasi non possano più stare slegate le une dalle altre. Chissà se anche per l’artista questa contaminazione musicale ha trasformato il modo di vedere la sua opera. «Di sicuro questo music festival è parte di un processo in cui si continua ad aggiungere qualcosa, relativamente al mio lavoro. La musica ispira me e il mio percorso artistico, è un mondo molto più anarchico, dove trovare regole sempre nuove. Ed è pieno di energia, la vera benzina di un artista. Io e i musicisti con cui ho collaborato per Summer Whispers ci influenziamo moltissimo a vicenda. Ecco, prima di tutto la cosa che ha prodotto questo music festival è l’amicizia. Dai miei film a progetti come questo, c’è sempre il lavoro in team alla base della mia arte». 

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