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Le eroine delle auto: il successo imprenditoriale al femminile

Sono tanti i nomi femminili tra i manager della storia dei motori, a dimostrazione che sviluppo, acquisti e distribuzione possono essere gestiti con successo in egual modo

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Le eroine delle auto: il successo imprenditoriale al femminile

Inventrici e grandi pilote, progettiste visionarie e temerarie amanti della velocità. Passo dopo passo, nella strada verso l’emancipazione femminile, il settore dell’automotive ha costituito un campo nel quale le donne hanno anche potuto affermare le loro capacità direzionali, il loro spirito imprenditoriale e le loro doti manageriali. Le donne hanno sempre avuto uno stretto rapporto con le automobili, più di quanto si immagini, e fin dalla nascita del primo modello di automobile. Troviamo infatti la prima donna a capo di una casa automobilistica già nel 1895: Sophie Opel, moglie del fondatore dell'azienda Adam Opel, guidò la Opelwerke anche in seguito alla morte del marito rimanendo a capo dell'impresa fino al 1913, per ben 18 anni.

Le eroine delle auto: il successo imprenditoriale al femminile - Annette Winkler

Annette Winkler


Le donne del Novecento
Un salto nel Novecento ci porta tra la fine degli anni '40 e gli inizi degli anni '50, quando le cosiddette "Damsels of Design" furono tra le prime donne designer alla General Motors, responsabili di numerosi e famosi design d'interni delle vetture della GM. 

Nel 1982, la moglie dell'imprenditore di successo Herbert Quandt subentra, dopo la sua morte, nei consigli di sorveglianza della BMW. Insieme ai figli, Johanna Quandt detiene circa la metà delle azioni ordinarie della BMW. Nel 1990 la francese Elisabeth Bougis sviluppa il modello di successo di Renault, la Twingo. È grazie all’intraprendenza della donna, che si è occupata dell'intero progetto –includendo i processi di sviluppo, produzione, marketing e vendita che Renault è riuscita ad assicurarsi la collaborazione di grandi nomi come Kenzo e Benetton per il design degli interni. Dodici americane, nel 1993 fondano la "Automotive Women's Alliance Foundation" per far sì che le donne conquistino maggior potere ed influenza nell'industria automobilistica globale. La fondazione ha finora raccolto 200 mila dollari messi a disposizione per finanziare borse di studio per donne. 

Le eroine delle auto: il successo imprenditoriale al femminile - Christine Hohmann-Dennhardt

Christine Hohmann-Dennhardt


Le donne degli anni Duemila
Siamo negli anni duemila e tra le maggiori esperte di aerodinamica c’è l’italiana Antonia Terzi che lavora dal 2004 per la Ferrari e la Williams in Formula 1. In seguito è diventata la Capo designer del cosiddetto "TU Delft Superbus", prototipo di bus elettrico in grado di trasportare fino a 23 persone e raggiungere una velocità massima di 250 km/h. Poi c’è Linda Hasenfratz, la prima donna al comando della compagnia di produzione di componenti meccaniche per auto Linamar e, nel 2003, l’americana Anne Stevens è la donna più influente dell'industria dell'auto in qualità di prima vicedirettrice della Ford. Sempre nello stesso anno Wang Fengying diventa direttrice generale della Great Wall Motor Company, la casa produttrice di maggior successo nel settore privato cinese.

Non c’è dubbio che, negli anni, l’identità del pubblico femminile sia diventata sempre più definita, tanto che nel 2004 viene creata appositamente per le donne la prima Concept auto e Volvo è il primo marchio automobilistico a creare da zero un team esclusivamente formato da donne. 

Le eroine delle auto: il successo imprenditoriale al femminile - Odile Desforges

Odile Desforges


Nel 2009 la francese Odile Desforges diventa la prima vicepresidentessa della Renault e dà la sua voce per le pari opportunità di donne e uomini nell'industria dell'auto. Le donne non si fermano, nel 2010, in qualità di CEO della Smart, Annette Winkler diventa la prima donna responsabile per un marchio del gruppo Daimler e Rita Forst diventa una delle donne manager più influenti d'Europa come alto dirigente della Opel. Fa il suo ingresso nel settore automobilistico nel 2011, dopo una carriera in politica, Christine Hohmann-Dennhardt che diventa la prima donna membro del Consiglio di Amministrazione di Daimler AG. Nel 2012 Ursula Piëch diventa membro del Consiglio di Sorveglianza della Volkswagen e, come moglie di Ferdinand Piëch, azionista di maggioranza della Porsche ed ex presidente del Consiglio di Amministrazione di VW, la Piëch conta ora come una delle donne dirigenti più potenti dell'industria dell'automobile.

Susie Wolff introduce un cambio di paradigma nella Formula 1, riuscendo finalmente a prendere spazio nei box della Formula 1 come collaudatrice del Team Williams. L'ambiziosa scozzese è stata seguita da molte altre donne che guadagnano il loro posto nella classe regina dell'automobilismo sportivo come ingegneri, direttrici sportive e collaudatrici. Nel 2013 entra a far parte delle star tra i dirigenti al femminile dell'industria automobilistica l’americana Barb Samardzich che entra nel top management di Ford Europa ed Elena Ford, la pro-pronipote di Henry Ford, diventa la prima Vicepresidente donna della Ford contribuendo a rivoluzionare la linea di produzione delle automobili dell’azienda di famiglia. Nel 2014 l’americana Mary Barra diventa la donna più potente dell'industria dell'automobile nonché la direttrice esecutiva della General Motors. Barra, con questa posizione di responsabilità assoluta, ha dovuto affrontare uno dei più grandi scandali della storia di GM, che l'ha obbligata a richiamare 1,6 milioni di vetture. Difetti nell'accensione hanno causato numerosi incidenti, gettando di colpo Mary Barra sotto i riflettori della stampa.

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