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La bella storia
dell’Istituto Piero Pirelli

Nella Milano dei fablab, makerspace, coworking e smart location, nella Milano delle periferie post-industriali dove la storia si rigenera e i luoghi incubano nuove produzioni e socialità, anche l’Istituto Piero Pirelli è una bella storia da raccontare

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La bella storia
dell’Istituto Piero Pirelli

Viale Fulvio Testi 223, MM5 Ponale. Con l’inaugurazione della linea metropolitana lilla l’Istituto Piero Pirelli è ancora più integrato nel sistema della smart city. A pochi metri anche una postazione di bike sharing. Viale di scorrimento e tram 31, a collegare la periferia nord con il centro attraverso lo snodo di Zara, oggi come ieri.

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L'inizio della storia

Ieri è il 1957 ed è l’inizio della nostra storia. Su un’area di 6.800 metri quadrati, nella cosiddetta area Bicocca di proprietà di Pirelli dal 1906, viene dato il via ai lavori di costruzione del centro di istruzione professionale dell’azienda, per mezzo del quale i figli dei dipendenti Pirelli, selezionati sulla base delle capacità individuali, potranno raggiungere una adeguata preparazione industriale e procurarsi così una possibilità di occupazione. Sarà dedicato a Piero Pirelli, mancato un anno prima, presidente dal 1932 e figlio di Giovanni Battista, fondatore della società.

Il programma educativo è tipico della cultura industriale di quegli anni, ma ancora d’avanguardia in Italia: serve uno scambio continuo fra aula e fabbrica, maggior prossimità fra la scuola e il lavoro, in un’ottica di aggiornamento costante. Serve imparare - oltre alle competenze tecnico-scientifiche - anche quell’“elasticità mentale”, utile ad affrontare situazioni nuove e impreviste nella nuova rivoluzione industriale che avanza. Serve formare le nuove leve del lavoro.

Menghi, alla guida del progetto

Per dare una casa a questo progetto, Pirelli sceglie Roberto Menghi, architetto milanese già noto ai tempi per svariati interventi di rilievo in città e protagonista in prima persona dell’architettura lombarda di quegli anni, così indissolubilmente legata al design e al design di prodotto, e permeata di quello spirito di understatement tipico della cultura milanese e delle sue manifestazioni artistiche. La laurea nel 1944 al Politecnico di Milano, la seconda guerra mondiale vissuta in prima persona. Poi l’armistizio e l’internamento presso il campo di concentramento di Czestochowa per essersi opposto all’insediamento della Repubblica Sociale. Prima di lavorare per Pirelli, in città Menghi ha già creato il cinema Arlecchino (1948), il padiglione Balzaretti Modigliani (1951) e la piscina di vetro della Fiera di Milano (1956). Poi, saranno suoi anche il Liceo Francese (con Piero Cosulich, 1961),  la ristrutturazione del Palazzo degli Affari ai Giureconsulti  (1990), la libreria di Brera (1991). Verrà premiato due volte alla Triennale con il Gran Premio per le Sezioni del Vetro e del Design e due volte con il Compasso d’Oro per il Design.

Per l’Istituto Piero Pirelli, Menghi coniuga estetica e funzionalità, aderendo  allo spirito Pirelli, in virtù anche del fatto che in quegli anni proprio per Pirelli stava creando le “volte leggere componibili” (1957) e i “canestri per benzina” (1960). Dal suo progetto nascono tre edifici su una superficie di 2.000 metri quadrati: uno con le aule per le lezioni teoriche e il laboratorio di fisica, un altro con l’officina per le lezioni pratiche; un terzo di collegamento fra i due dotato di docce, spogliatoi e servizi vari. È un progetto già pensato per essere esteso a 3.000 metri quadrati - lungimirante, come tutti i progetti di qualità.   

L’attività dell’Istituto Piero Pirelli ha inizio il il 28 novembre 1958 con cinquanta allievi sotto la guida dell’ ing. Italo Ricci, esperto nell’insegnamento di tipo industriale, assunto appositamente da Pirelli alla direzione della scuola. Corsi triennali e anni scolastici della durata di 11 mesi. Lezioni ed esercitazioni su 5 giorni la settimana per un totale di 40 ore settimanali. Gratuita la frequenza ai corsi così come il materiale di studio e un premio di ‘assiduità’ agli allievi. 

Cosa è cambiato oggi?

Da allora sono cambiate molte cose. Formazione e istruzione professionale si sono evolute, accompagnando le trasformazioni di Pirelli e dell’economia industriale della città. Le maestranze che popolavano la Bicocca hanno via via lasciato il posto a impiegati, manager, ricercatori, studenti, professori con il grosso progetto di riconversione di tutta l’area iniziato a metà degli anni ‘80. 

Oggi all’Istituto Piero Pirelli si continua a lavorare per la formazione. Ogni giorno le diciannove aule, attrezzate di lavagne e proiettori di ultima generazione e connessione wi-fi gratuita, si popolano di corsi, workshop, seminari, presentazioni, organizzati da Pirelli, che ha a catalogo circa 250 eventi formativi rivolti ai propri dipendenti

Ogni anno sono più di 3.000 i partecipanti che vengono coinvolti in attività di formazione organizzate da Pirelli, per oltre 50.000 ore di formazione ospitate dall’Istituto.

Ma la storia prosegue e quella che era la casa della formazione Pirelli è diventata una location aperta, a disposizione di chi ha bisogno di uno spazio attrezzato per i propri eventi – corsi di formazione, riunioni, presentazioni – e di chi cerca un ufficio organizzato e con servizi in condivisione, potendo contare su reception, sale riunioni, bar, ristorante interno, parcheggi. 

Chi la sceglie afferma di preferirla per quel diffuso e indicibile sentimento di calore che la abita e che la distingue dalle centinaia di location presenti in città. La storia ispira.

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