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Il rock di Milano

La via Gluck in festa per celebrare l’inizio di Milano Sound Factory, la competizione di band emergenti sulle note degli anni Cinquanta

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Il rock di Milano

Sessanta anni fa, Milano e l’Italia celebravano per la prima volta il rock: un genere già molto conosciuto altrove, come negli Stati Uniti dove era uno dei più ascoltati e apprezzati, ma ancora acerbo nel nostro paese. Il 18 maggio 1957, però, qualcosa cambia: il Palazzo del Ghiaccio di via Piranesi ospita il primo festival del rock&roll, dove esordisce Adriano Celentano, esibendosi insieme ad altri artisti che saranno i protagonisti della scena musicale degli anni avvenire. Insieme a lui, infatti, c’erano Enzo Jannacci, Luigi Tenco e Giorgio Gaber, che in quel momento erano quasi sconosciuti, ma dopo quella sera non lo furono più. 

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Proprio per festeggiare la nascita del Rock’n’Roll italiano, ha preso il via il 28 maggio, con una festa in via Gluck, Milano Sound Factory, iniziativa sostenuta da Pirelli e Fondazione Pirelli e organizzata dalle Associazioni ChiAma Milano, Amici della Martesana, AgoràFutura.Net, Atelier Gluck Arte, Le Ho Fatte Lei e Consulta Periferie Milano, che vedrà venti gruppi emergenti esibirsi con le cover di alcuni brani simbolo del rock anni Cinquanta. 

Le atmosfere di quegli anni, che saranno  richiamate sul palco durante tutta la durata del concorso, hanno preso vita con l’apertura simbolica del portone di via Gluck 14, dove nacque Celentano. Proprio lì è stata allestita una mostra sui cambiamenti delle periferie e delle ex aree industriali a nord di Milano, realizzata grazie a fotografie e materiali custoditi nell’archivio storico della Fondazione Pirelli. Dal primo stabilimento Pirelli in via Ponte Seveso del 1872, all’immagine della sede di Pirelli a seguito dei bombardamenti del 1943. E ancora, le pubblicità dei pneumatici e degli impermeabili Pirelli degli anni Cinquanta, il Grattacielo Pirelli in costruzione e il celebre concerto di John Cage al Centro Culturale Pirelli. La mostra è stata accompagnata da esibizioni di ballo rock, da un’esposizione di auto e moto d’epoca e persone che sfilavano vestite e pettinate con abiti e acconciature di allora. Il tutto in una cornice, quella di via Gluck, che per una giornata si è trasformata in una via pedonale di sessant’anni fa.

Il meccanismo del concorso prevede che le performance delle band saranno votate tramite i canali social di Milano Sound Factory, mentre una giuria sceglierà, tra i più votati, chi passerà alla fase successiva della competizione. Fanno parte della giuria figure chiave del mondo musicale di quel periodo storico: ci sono Miki del Prete, autore di “Nessuno mi può giudicare” e produttore di Celentano, Dario Baldan Bembo, compositore di Equipe 84, di Mia Martini e di Renato Zero, Vince Tempera, arrangiatore di Francesco Guccini e autore di alcune sigle tv come quelle di Goldrake, Ape Maia e Ufo Robot, e Michele Bovi, giornalista e autore di programmi come Techetechete’ e DaDaDa. 

In finale arriveranno cinque band che si sfideranno il 14 luglio in Piazza Città di Lombardia, durante un concerto al quale parteciperanno alcuni dei protagonisti di quegli anni come Bobby Solo, Andrea Mingardi, Alfredo Lallo, Gino Santercole e Ricky Gianco. La sera del 1957 vinse “Ciao di dirò” dei Rock Boys, ovvero Celentano, Gaber, Tenco e Jannacci che dieci anni fa, a Repubblica, ha rivelato che, nonostante avessero vinto quella sera non piacevano a nessuno: «Eravamo troppo di rottura e queste sono sempre difficili agli inizi», ha detto, sottolineando come il rock fosse ancora poco conosciuto in Italia e come, da lì a poco, cambiò invece tutto. Adesso, invece, le band, che ripenseranno a quegli anni in un’ottica nuova, avranno la stessa opportunità di allora: farsi conoscere, seppur all’interno di un genere ormai molto affermato e cambiato.

Il giorno prima della finale, il 13 luglio si terrà il convegno “Rock Generations, sessant’anni di R&R”, organizzato e curato dal professor Nicolò Leotta, che si propone di discutere, insieme a grandi cantanti italiani e giornalisti musicali che interverranno, su come l’avvento del Rock&Roll in Italia abbia trasformato i costumi e gli usi sociali degli anni sessanta degli italiani, contribuendo a traghettare la società verso una cultura più moderna, anticonformista e più attenta alle tematiche sociali e ambientali.

Il rock stesso ha rappresentato il sottofondo del boom economic, periodo florido per la cultura e le nuove abitudine del Paese, e Celentano è uno dei simboli che lega la musica di allora e Pirelli. Il cantautore, infatti, negli anni Ottanta, è stato il testimonial di Sapsa in cui, in versione cartone animato, sponsorizzava i materassi Pirelli in gommapiuma riadattando il testo di “Azzurro” per la pubblicità, definendoli “supermolleggiati” come lui. La relazione tra Pirelli e la musica, però, esisteva già in precedenza: a partire dagli anni Cinquanta, infatti, il Centro Culturale Pirelli aveva ospitato concerti di grandi artisti tra cui quello di John Cage, musicista americano d’avanguardia, mentre negli anni Settanta era stato il Grattacielo Pirelli a ospitare quello del Gianni Basso Quartet, da cui era nato, in seguito, un disco dal titolo “Jazz al Centro Culturale Pirelli”. Non è stata quella l’unica occasione in cui Pirelli si era cimentata nella produzione di un LP originale. Nel 1976, infatti, era stata  inventata la campagna “Canta e balla le tue corse d’estate”, grazie a cui a tutti coloro che acquistavano pneumatici Pirelli veniva regalato un 45 giri contente un brano dei Genesis e uno di Steve Hackett. Ancora oggi lo stretto rapporto tra Pirelli e la musica è testimoniato dal sostegno a grandi istituzioni, come il Teatro Alla Scala di Milano, l’Orchestra Verdi e il festival MiToSettembre Musica.

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