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Il programma multietnico e multiculturale di Pirelli HangarBicocca

Le mostre dei prossimi due anni porteranno a Milano artisti provenienti da tutto il mondo, caratterizzati da un bagaglio culturale eterogeneo, fondato sulla mescolanza e sullo scambio

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Il programma multietnico e multiculturale di Pirelli HangarBicocca

La presentazione dell’ambizioso programma per i prossimi due anni di mostre di Pirelli HangarBicocca coincide con due importanti prime volte per Milano. Una dimostrazione di come lo scambio tra l’istituzione e la città in cui è profondamente radicata, e nella quale continua a crescere ed evolversi, diventi sempre più fruttuoso e significativo. Quest’anno, per la prima volta, Milano è in testa alla classifica stilata da Il Sole 24 Ore che valuta la qualità della vita nelle province italiane. Un risultato che conferma la parabola ascendente della città, che primeggia in riferimento agli indicatori reddituali, lavorativi e dei servizi, raggiungendo il podio anche nei ranking del tasso di occupazione e della spesa per gli eventi culturali. Per la prima volta nella storia dell’HangarBicocca (e quindi dal 2004, anno di nascita dell’istituzione), il Sindaco della città, Giuseppe Sala, ha presieduto alla presentazione del programma espositivo. «In questo spazio», ha sottolineato Sala, «c’è la storia industriale di Milano: una città che si apre, una città che oggi ospita dagli 8 ai 9 milioni di visitatori l’anno. Nel disegno della metropoli del futuro la cultura è l’elemento fondamentale».

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Anche il Ceo di Pirelli Marco Tronchetti Provera ha sottolineato l’importanza del rapporto di HangarBicocca con la città: «Milano è diventata il cuore della qualità della vita non solo d’Italia ma anche d’Europa. L’HangarBicocca è il sintomo di una città che cambia, un luogo dove si fabbrica la cultura, un baluardo contro l’ignoranza e l’arroganza». L’atteggiamento di apertura del Sindaco, del Presidente e di Milano si allineano perfettamente con il programma multiculturale e multietnico dei prossimi due anni. Nel grande spazio delle Navate e nello Shed si alterneranno grandi nomi e artisti più giovani: riconosciuti nel settore artistico, meno noti al pubblico generalista. «Proviamo a fare mostre che non sono mai state fatte» ha affermato il direttore artistico Vicente Todolí. «Le immaginiamo come fossero un film che deve svolgersi proprio qui, in questo spazio unico nel suo genere. Partiamo dall’inizio e dalla fine del percorso e poi immaginiamo il resto, come una storia che si sviluppa».

Il primo a esporre, dal 14 febbraio al 21 luglio 2019, sarà Giorgio Andreotta Calò, tra i rappresentanti del Padiglione Italia alla Biennale di Venezia del 2017 e unico artista italiano in programma. Andreotta Calò, che si esprime soprattutto attraverso la scultura, esporrà nuove produzioni e una selezione di opere del passato. Dal 4 aprile al 15 settembre 2019 le Navate ospiteranno la prima mostra personale dell’artista d’origine indiana Sheela Gowda: installazioni realizzate dal 1996 ad oggi costituite da materie prime molto particolari, come capelli umani, escrementi di mucca, incenso, pigmenti naturali e altre sostanze organiche. Da settembre 2019 a gennaio 2020 sarà la volta di Daniel Steegmann Mangrané, artista di origine spagnola che presenterà una serie di opere realizzate a partire dal 1998 ad oggi che comprendono ambientazioni in realtà virtuale, ologrammi 2D, video e scultura.

Da ottobre 2019 a gennaio 2020 andrà in scena la più vasta mostra realizzata in Italia di Cerith Wyn Evans. L’artista trasformerà lo spazio delle Navate con un insieme di lavori che indagano le potenzialità espressive del neon e del suono. In questo senso la mostra di Cerith Wyn Evans, che riunisce opere realizzate negli ultimi dieci anni, potrebbe essere considerata come una prosecuzione dell’acclamata retrospettiva dedicata agli Ambienti Spaziali di Lucio Fontana. «Wyn Evans è venuto a vedere la mostra di Fontana: ne è uscito letteralmente in lacrime», racconta Todolì, dimostrando come il lavoro di Pirelli HangarBicocca riesca a coniugare un intento didattico e divulgativo con obiettivi di sperimentazione e ricerca, volti a istituire un dialogo stimolante anche con artisti e addetti ai lavori. «Fontana pensò più volte di aggiungere alle sue opere una dimensione sonora», riflette Todolì, «un’idea che non riuscì a concretizzare: Wyn Evans ha esaudito il suo sogno».

Per la sua prima mostra istituzionale in Italia (da febbraio a luglio 2020) l’artista e filmmaker americana di origini filippine Trisha Baga presenterà una serie di installazioni che raccontano cultura giovanile, identità di genere e mondo digitale mixando i media più vari: video, sculture in ceramica e oggetti quotidiani. A Chen Zhen, artista-alchimista in grado di fondere spiritualità e cultura capitalista, estetica orientale e occidentale, sarà dedicata una grande mostra nelle Navate (aprile – settembre 2020): composta da opere monumentali realizzate dagli anni Novanta fino alla sua prematura scomparsa. Sarà poi il turno dell’artista più giovane del biennio: il franco-algerino Neïl Beloufa (classe 1985), che presenterà un ricco corpus di opere tra cui film (la sua specialità), installazioni e sculture, che occuperanno lo Shed da settembre 2020 a gennaio 2021. Infine, da ottobre 2020 a febbraio 2021, l’attesissima mostra personale di Steve McQueen, il primo artista-regista della storia ad aver vinto sia il Turner Prize a Londra che un Oscar a Hollywood (con il film del 2013 12 anni schiavo), realizzata in collaborazione con la Tate di Londra. Gli emozionanti, elegantissimi video di McQueen occuperanno gli spazi delle Navate, proponendo al pubblico un’esperienza immersiva e una modalità assolutamente inedita di esplorare l’opera di uno dei più importanti artisti di oggi.

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