ARCHIVIO

RSS

Share to Facebook Share to Twitter Share to Linkedin More...

Inaugurata la Fondazione Pirelli e aperto alla città l'Archivio Storico

Il “Cuore” della Fondazione Pirelli è l’Archivio Storico che raccoglie immagini, documenti e oggetti di design dei 138 anni di storia industriale del gruppo

L’Archivio si arricchisce delle carte di Alberto Pirelli, figlio del fondatore della società, e di Leopoldo Pirelli, con documenti relativi a importanti eventi della storia economica italiana e internazionale, tra cui le trattative sulla riforma dello statuto di Confindustria

Tra le opere esposte il prezioso dipinto dell’opera “La ricerca scientifica” di Renato Guttuso e il relativo mosaico creato per Pirelli nel 1961; Il ‘Gatto Meo’ di Bruno Munari; il primo Calendario Pirelli del 1964 e una serie di oggetti di industrial design

L’Archivio Storico custodisce anche le illustrazioni  Bob Noorda, Alberto Manzi e  l’intera collezione della Rivista Pirelli con le firme di Montale, Moravia, Saba, Gadda ed Eco

Mosaico-Guttuso-1961-bassaMilano, 14 aprile 2010 – Pirelli presenta la Fondazione Pirelli e apre alla città il proprio Archivio Storico, che costituisce il “cuore” della Fondazione. La presentazione è avvenuta oggi alla presenza di Marco Tronchetti Provera, presidente Pirelli; Alberto Pirelli, vicepresidente Pirelli; Cecilia Pirelli, presidente onorario della Fondazione; Antonio Calabrò, direttore della Fondazione.

La Fondazione Pirelli, nata lo scorso anno, promuove e diffonde la conoscenza del patrimonio culturale, storico e documentale del Gruppo, che è parte integrante della storia imprenditoriale, sociale e delle idee del nostro Paese, con respiro internazionale. Tra gli obiettivi della Fondazione c’è  anche la promozione e la valorizzazione di iniziative culturali, che presentino caratteristiche di affinità e coerenza con la cultura d’impresa Pirelli.

L’Archivio Storico custodisce documenti, scritti, filmati, oggetti, opere d’arte e immagini fotografiche che ripercorrono i 138 anni di storia industriale e culturale dell’azienda, dalla sua costituzione del 1872 a oggi. Tra i materiali, le illustrazioni a opera di Marcello Dudovich di inizio Novecento;  l’intera collezione della Rivista Pirelli, pubblicata  fra il 1948 e il 1972, con le firme, tra le tante, di Eugenio Montale, Alberto Moravia, Umberto Saba, Carlo Emilio Gadda, Umberto Eco. Tutto il materiale conservato nell’Archivio, dal 1972 tutelato per il suo interesse storico dalla Soprintendenza Archivistica, è da oggi nuovamente a disposizione di studiosi, ricercatori e, più in generale, del pubblico interessato alla storia e alla cultura d’impresa.  

La Fondazione ha anche recentemente acquisito le carte di Alberto Pirelli, figlio del fondatore della società Giovanni Battista Pirelli, e del figlio Leopoldo Pirelli. Nell’archivio privato di Alberto Pirelli si trovano i documenti che testimoniano l’opera prestata per molti anni al servizio del Paese, come diplomatico ed esperto di finanza ed economia internazionale, dalla partecipazione ai negoziati sulle riparazioni e i danni della Grande Guerra ai numerosi incarichi ricoperti all’interno di importanti organismi, nazionali e internazionali. Tra le carte di Leopoldo Pirelli è possibile invece ricostruire la sua attività alla presidenza del gruppo, dal 1965 al 1999 e ai vertici degli organismi rappresentativi degli imprenditori, con la guida della “Commissione Pirelli” per la riforma dello statuto di Confindustria.

In occasione dell’inaugurazione, sono stati presentati alcuni dei pezzi di maggior rilievo tra opere d’arte, oggetti di design, documenti, immagini e campagne pubblicitarie dell’Archivio. In particolare, per la prima volta è esposto al pubblico il dipinto dal titolo “La ricerca scientifica”, realizzato da Renato Guttuso su commissione di Pirelli per l’Esposizione Internazionale di Torino del 1961 nell’ambito delle celebrazioni del centenario dell’Unità d’Italia. Il dipinto, di grandi dimensioni (tre metri per cinque) e recentemente oggetto di un’importante opera di restauro, ha fatto da riferimento per l’analogo mosaico, raffigurante uomini e donne intenti a studiare il mondo, realizzato dai Maestri Mosaicisti dell’Accademia delle Belle Arti di Ravenna. Oggi dipinto e mosaico possono essere ammirati sulle pareti della sede della Fondazione Pirelli.

Ricca anche la collezione di storiche campagne pubblicitarie in visione all’interno della mostra. Tra le opere esposte si possono ammirare, tra gli altri, i bozzetti in perfetto stile futurista elaborati da Ballie nel 1913 per la rivista del Touring Club Italiano, mentre le sinuosità disegnate da Giuseppe Riccobaldi – con l’equilibrista sul pneumatico – riportano al colorato Liberty del 1917.  Particolari anche i bozzetti pubblicitari anni Trenta di Salemme, Renzo Bassi, Nino Nanni e Bertoglio per il pneumatico Pirelli Stella Bianca del periodo “tardofuturista” dell’“ordine gigante”, con il pneumatico che emerge esagerato in primo piano, quasi incombendo sul paesaggio. Giorgio Tabet (1930) e Jeanne Grignani (1954) hanno firmato i bozzetti degli impermeabili Pirelli, articoli della collezione di abbigliamento che vedeva gli stivali in gomma tra i prodotti più rinomati del tempo, oggi rivisitati e riproposti con il brand PZero. Nel secondo Dopoguerra, il genio di Armando Testa (1955) disegna e associa il pneumatico Stelvio “artiglia l’asfalto” a un leone, mentre la gomma Atlante a un surreale elefante. Riccardo Manzi (1960-1961) e Bob Noorda (1957) completano il quadro delle innovazioni grafiche dei bozzetti in esposizione, sottolineando la versatilità tecnica che animò la nuova gamma di pneumatici Cinturato.

Ai disegni si aggiungono le immagini fotografiche degli stabilimenti Pirelli di Gabriele Basilico, Luca Comerio e Carlo Furgeri Gilbert, che raccontano la storia quotidiana di lavoratori e fabbriche del mondo Pirelli.

A testimoniare le innumerevoli vittorie nello sport di Pirelli si possono anche ammirare le fotografie di Antonio Brivo al Gran Premio di Monza del 1932, del vincitore della Milano-Sanremo dello stesso anno, Alfredo Bovet, e di Juan Manuel Fangio in Argentina (1949), alle quali si aggiungono l’immagine del pallone aerostatico Pirelli (1912) e le altre foto storiche di automezzi degli anni Trenta e Quaranta che montano le gomme con P lunga.

Ad accogliere i visitatori anche alcuni giocattoli per bambini realizzati nel corso degli anni da Pirelli: tra questi il “gatto Meo” oggetto disegnato nel 1949 da Bruno Munari e divenuto un cult negli anni Cinquanta, proposto sia in versione originale sia, per l’occasione, nella riproduzione alta circa un metro e mezzo. Lo affiancano la “scimmietta Zizì” premiata con il Compasso d’Oro nel 1954 per il particolare design con la quale era stata realizzata e l’Orsetto “Tentenna”, giocattolo in gomma di produzione Pirelli su licenza Rempel, degli anni Cinquanta. Significativi anche gli oggetti in vetrina, tra cui si può ammirare una copia del primo Calendario Pirelli del 1964 di Robert Freeman e diversi prodotti che hanno fatto la storia industriale del gruppo: una maschera antigas del 1939, alcune palline da tennis del 1966, una boule dell’acqua calda e una maschera subacquea degli anni Settanta. Le scarpe con tacco a spillo in vernice rossa indossate da Carl Lewis nella celebre pubblicità Pirelli “Power is nothing without control” del 1994 possono essere apprezzate accanto agli ultimi innovativi pneumatici Pirelli Cinturato P7 per auto, Diablo Rosso Corsa per moto e Regional per camion, tutti creati con le più recenti tecniche di produzione e con particolare attenzione alle loro caratteristiche green.

Sui monitor della sala di esposizione sono proiettati alcuni dei 300 film e dei numerosi caroselli che arricchiscono il patrimonio audiovisivo dell’Archivio Storico Pirelli. Dai cavernicoli “Mammut Babbut e Figliut”, diventati dei cult degli anni Sessanta, al Fangio di “Extraordinario!” mentre affronta le curve della pista di Monza. All’interno della collezione dei film è possibile trovare, tra gli altri, le riprese della visita del re Vittorio Emanuele III agli stabilimenti di Bicocca nel 1927 e il film “La fabbrica sospesa” di Silvio Soldini del 1985. A questi si aggiungono i video di backstage degli ultimi Calendari Pirelli, che mostrano i particolari set utilizzati per le produzioni del calendario più famoso al mondo.

La Fondazione e l’Archivio storico, oltre due chilometri e mezzo di scaffalature contenuti in armadi compattabili, sono ospitati nel Fabbricato 134, una palazzina di due piani posta all’ingresso del comparto Pirelli nel quartiere Bicocca di Milano. L’edificio, recentemente restaurato e ammodernato, mantiene tutto il fascino dell’architettura industriale che connotava uno dei più celebri stabilimenti milanesi, cuore di Pirelli fin dal 1908, nato attorno all’antica residenza della Bicocca degli Arcimboldi che fa ancora mostra di sé a pochi metri dalla Fondazione.

A disposizione dei visitatori della mostra e dell’intero Archivio Storico Pirelli, che sarà aperto al pubblico e ricercatori da lunedì a venerdì su appuntamento dalle ore 9.00 alle ore 17.30 con accesso da Viale Sarca 222, anche una postazione interattiva Surface con schermo multi touch che consentirà di accedere a documenti, fotografie e disegni conservati nella Fondazione con semplici percorsi informatici e tag.

A partire da oggi sarà anche on line il sito internet della Fondazione Pirelli all’indirizzo www.fondazionepirelli.org, che raccoglierà tutte le informazioni utili alla consultazione e anticipazioni del materiale presente nell’Archivio Storico.

Categories: Gruppo Media