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Vacanze d'estate
sulle due ruote

Per staccare dalla vita di città, un tour tra le bellezze naturali e storiche. In Italia e in Europa, dieci percorsi da vivere slow, in sella a una bicicletta

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Vacanze d'estate
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Estate, tempo di vacanze e tempo libero. Tempo di turismo, perché no, in bicicletta. Con un occhio alle temperature e provando a sfruttare giornate in cui l'afa dà tregua lasciando spazio al vento, si può montare sul sellino e andare alla scoperta delle meraviglie italiane sfruttando una delle tante ciclovie sparse sul territorio. Noi ve ne suggeriamo dieci.

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Ciclopista del Sole
Si parte dal Brennero per scendere fino in Sicilia, attraversando il Trentino, passando per il Lago di Garda, tagliando da Modena per poi buttarsi sulla Costa Tirrenica fino a Roma, Napoli, la Sicilia. In totale sono 2350 chilometri anche se le Ciclovie di qualità si limitano alla Peschiera-Mantova e al Sentiero della Bonifica tra Chiusi e Arezzo. Per il resto si sfruttano ex ferrovie dismesse e strade poco trafficate. 

Ciclovia del Po
1641 chilometri attraverso Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto, seguendo il corso del fiume più grande d'Italia. La Ciclovia del Po è parte di EuroVelo 8, la Strada del Mediterraneo che parte da Cadice – in Spagna – e arriva fino a Limassol – Cipro. Una ciclovia che unisce diverse piste ciclabili delle diverse regioni dando continuità lungo il Po. Il percorso è vario sia per fondo stradale sia per sicurezza, che sull'argine maestro alterna tratti di strada statale ad altri costituiti da vere e proprie piste ciclabili. Il consiglio è quello di passare da una sponda all'altra a seconda delle condizioni di sicurezza stradale, per godersi un paesaggio verde fatto di pioppi e querce, ma anche lo spettacolo delle risaie.

Ciclovia Francigena
Dalla Lombardia alla Puglia, passando per Emilia-Romagna, Liguria, Toscana, Lazio, Campania e Basilicata. Parte italiana di EuroVelo 5, parte da Como per garantire un collegamento con il resto del continente. Da qui va a Milano dove imbocca il Naviglio Pavese per arrivare a Pavia all'imbocco della tradizionale via Francigena e seguire il percorso di Sigerico, il vescovo delle Isole Britanniche che in un diario raccontò del suo pellegrinaggio da Canterbury a Roma. Dalla Capitale poi prosegue verso Sud Est lungo il corridoio della via Prenestina, passa per Benevento, poi Matera, quindi Taranto. Fino ad arrivare alla conclusione del percorso, in mezzo alle due colonne romane di Brindisi.

Ciclovia Romea
Un altro percorso che unisce bellezze paesaggistiche a rimembranze storiche, è quello della Ciclovia Romea, 800 chilometri tra Veneto, Friuli Venezia-Giulia, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria e Lazio. Il percorso riprende in parte la Via Annia Popilia e in parte il corridoio multimodale Tiberino-Adriatico. I turisti che vengono dal Nord possono entrare in Italia dal Passo del Tarvisio, percorrendo la Ciclabile Alpe Adria fino a Udine per poi lasciarla e dirigersi verso Ovest, imboccando una serie di altre ciclabili che si intrecciano per arrivare fino a Ravenna e poi ripiegar verso il Lazio attraversando Toscana e Umbria.

Ciclovia Adriatica
Percorrere tutta la costa adriatica in bicicletta, da Trieste fino a Santa Maria di Leuca, lì dove il Mare Adriatico si fonde con lo Ionio. Oltre 1700 chilometri di strada, sette regioni attraversate (Friuli Venezia-Giulia, Veneto, Emilia-Romagna, Marche, Abruzzo, Molise e Puglia), passando per il Delta del Po e un numero impressionante di spiagge. Senza dimenticarsi il fascino e la bellezza di città come Venezia e Lecce. La Ciclovia Adriatica è un'occasione straordinaria per unire la voglia di mare a un tuffo nella grande cultura urbanistica e architettonica italiana.

Ciclovia Salaria
Roma, i borghi del Lazio e delle Marche, San Benedetto del Tronto. La via del Sale dei latini rivive in questa fantastica Ciclovia di 381 chilometri che unisce Tirreno e Adriatico passando per due regioni, su un percorso non ancora segnalato che sfrutta strade a basso o bassissimo traffico per offrire a chi la percorre una serie di meraviglie architettoniche e monumentali per lo più ancora poco conosciute, tuffandosi in una storia lunga 3 mila anni.

Ciclovia dei Borboni
In direzione opposta, qualche chilometro più a Sud, la Ciclovia dei Borboni collega Bari a Napoli per abbracciare la storia e la cultura del Mezzogiorno d'Italia. Sono 452 chilometri già rilevati. La parte pugliese sfrutta strade asfaltate secondarie a bassissimo traffico, quella della Basilicata e dell'Irpinia sfrutta delle provinciali comunque poco trafficate da veicoli a motore, mentre da Nola a Napoli bisogna necessariamente passare per la strada statale 7 bis, l'antica Via Regia delle Puglie, che presenta comunque due tratti significativi di ciclabile.

Ciclovia dei Tre Mari
Adriatico, Ionio e Tirreno, tre mari del bacino del Mediterraneo uniti da una Ciclovia che parte da Otranto per arrivare a Sapri, attraversando le pianure apulo-lucane. Dal punto più orientale d'Italia, la bellissima Otranto, si va verso Ovest, per Gallipoli, costeggiando lo Ionio per risalire fino a Taranto. Da lì è consigliato prendere il treno per Metaponto o Policoro e riprendere la pedalata da lì, per evitare la statale 7 e la 106, entrambe molto trafficate. L'alternativa è passare dall'interno attraversando Massafra Palagiano. 

Ciclovia Svizzera-Mare
Da Locarno fino a Ventimiglia, passando per il Piemonte attraverso un percorso lungo 483 chilometri che lambiscono il Lago Maggiore e il Lago d'Orta prima di passare per Novara, Vercelli, Alessandria, Asti e approdare in Liguria, toccando paesaggi lussureggianti e città storiche. La ciclovia Svizzera-Mare connette, attraverso il percorso nazionale svizzero 3 nel Cantone Ticino, l’itinerario centro-europeo EuroVelo 7 con l’itinerario Eurovelo 8, arrivando fino alle porte della Costa Azzurra e della Provenza.

Ciclovia Assisi-Spoleto-Norcia
Premiata con il Green Award 2015, la Assisi-Spoleto-Norcia è una ciclovia che, una volta completato il recupero dell'ex ferrovia, raggiungerà 103 chilometri, ma che già ora rappresenta una delle infrastrutture più importanti della mobilità dolce in tutta Italia. Realizzata prevalentemente in sede propria, sfrutta, dove non sono presenti piste ciclabili, strade a bassa o bassissima intensità di traffico, attraversando l'Umbria con un percorso quasi interamente pianeggiante (a esclusione di un breve tratto di 5 chilometri che sale fino al centro storico di Assisi).

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