Per i motociclisti una delle professioni più affascinanti è quella del tester. È affascinante perché oltre a permettere di guidare ogni tipo di moto fa svolgere l'essenziale ruolo di messa a punto: un compito notevole e gratificante.
Oggi parliamo di pneumatici, elemento di fondamentale importanza, il punto di contatto della moto con il suolo, al quale affidiamo il piacere della guida, la sicurezza e le prestazioni. In questi ultimi anni è stato oggetto di uno sviluppo incredibile, grazie a un progetto che parte dal reparto R&D e si completa con la prova definitiva sul campo: la guida. Alla fine del percorso l'uomo, il tester, è fondamentale per lo sviluppo e la messa a punto di uno pneumatico.
In cosa consiste il lavoro di un tester? Quali sono le verifiche che si devono svolgere? Che requisiti deve possedere? Iniziamo da qui.
Quali sono le qualità fondamentali di un tester?
La prima cosa importante, che può aprire la strada di questa notevole professione, è che non serve essere un campione del mondo. Servono però una buona esperienza motociclistica di base, curiosità, costanza e una grande passione.
La dote più importante di un tester è la sensibilità di guida. C'è chi la possiede, dono innato, e chi la deve costruire con l'esperienza, test dopo test. In entrambi i casi occorre sempre tempo e umiltà, perché le caratteristiche da analizzare sono complesse, e non sempre facili da comprendere. A volte capita di dover tornare su un giudizio, metterlo in discussione e ricominciare da capo. Non è una sconfitta, fa parte del metodo. Per questo ci vuole costanza.
Un tester deve essere curioso
Un tester deve avere l'indole del ricercatore. Deve essere curioso, voler capire, scendere nel particolare. Deve chiedersi sempre: perché succede questo? Dov'è il margine? Com'è possibile migliorarlo? Non si deve fermare alla sensazione superficiale, ma deve cercare la causa di un comportamento, e per questo è necessario dialogare con i colleghi dell'R&D. Occorre lavorare partendo dal progetto, studiarne l'applicazione sul campo, cioè nella guida, ed eventualmente ripartire da capo.
Spesso capita di dover approfondire specifici aspetti che richiedono una serie di ulteriori verifiche, e per questo occorre una grande passione. E una solida formazione di base.
La formazione
In Pirelli la formazione dei tester, sia delle due sia delle quattro ruote, è definita dal manuale di comportamento e valutazione. Si parte dalla definizione dei parametri di uno pneumatico che si dovranno valutare. Ora scendiamo nel tecnico vedendo i principali. Ci possiamo chiedere: io sarei in grado di giudicarli?
• Sensazione di contatto della gomma col suolo. È una dote essenziale, perché fa percepire il lavoro della gomma sulla sua impronta a terra e valutare il grip. Oltre a questo trasmette i micromovimenti del battistrada, i minimi adattamenti all'asfalto, elementi indispensabili per guidare in sintonia con la moto, a garanzia della sicurezza e del piacere della guida.
• Prevedibilità del comportamento. La gomma deve restituire informazioni sul comportamento in modo prevedibile, mai mettere in apprensione, così che il pilota possa comprendere cosa sta succedendo in quell'istante e abbia il tempo di reagire per correggere le reazioni della moto ed evitare il problema.
• Agilità. In sintesi è la rapidità e la facilità con cui la moto cambia direzione. È un parametro interessante, perché va scelto: una gomma molto agile può rendere la moto rapidissima nello stretto, ma più nervosa sul veloce; una gomma meno agile può rendere la moto più pesante da guidare ma per contro dare una sensazione di grande appoggio e stabilità. Occorre trovare l'equilibrio, e la scelta dipende dal progetto e dalla filosofia aziendale.
• Tempo di riscaldamento (warm-up). È la rapidità con cui una gomma raggiunge la corretta temperatura di esercizio, lo stato che garantisce la massima qualità delle sue caratteristiche, aderenza, feeling, precisione e prevedibilità. È una caratteristica fondamentale per un pilota stradale, che in genere parte a gomma fredda e vuole subito fiducia, percorre pochi chilometri, usa la moto con clima variabile e spesso a passo tranquillo.
• Omogeneità della risposta sugli assi. È l'equilibrio del comportamento tra pneumatico anteriore e posteriore: avantreno e retrotreno devono dialogare in modo sincronizzato (le due gomme “parlano la stessa lingua”). Si devono valutare l'armonia, il bilanciamento e la coerenza delle reazioni. L'obiettivo è arrivare a un abbinamento che permette alla moto di muoversi come un corpo unico, che tutto avvenga con fluidità, la traiettoria arrivi naturale e non ci siano reazioni improvvise.
Grande impegno, grande emozione
Dopo la teoria si passa alla fase più intensa: l'affiancamento con un tester senior. È lunga e complessa, infatti si lavora insieme per un paio d'anni. Si gira in pista, su strada, si confrontano le valutazioni e si verifica costantemente l'allineamento tra ciò che afferma l'allievo e le sensazioni dell'istruttore. È un processo delicato, frutto di confronto continuo.
“L'apprendistato è un periodo che ricordo con grande emozione”, racconta Vincenzo Bonaccorsi, responsabile testing e technical relations Pirelli. “Si vive con un po' di ansia perché ti senti sempre sotto esame. Sei lì che aspetti il rientro ai box del test rider senior e quando arriva pendi dalle sue labbra, ascoltando in silenzio il giudizio. Capisci subito se hai centrato il punto o meno, non serve dilungarsi, bastano due parole.
La differenza fra un sorriso e un mal di testa. A volte tornavo a casa stanco, a volte deluso. Ma era una stanchezza buona. Quella che ti tempra. Quella che ti insegna di fidarti delle sensazioni, e anche di verificarle. Ed è la parte che più mi ha formato”.
Tutti gli elementi
Questa panoramica fa capire quanto sia interessante e complesso il mestiere del tester. Pensi di essere la persona giusta per farlo? Allora inizia a “sentire” la tua moto, ascoltala in ogni situazione che affronti ogni giorno, concentrati nell'apprendere le sue reazioni. Questo in genere non si fa, si guida istintivamente senza pensare a ciò che succede nell'insieme corpo-macchina. Ma è il primo passo per capire il comportamento di una moto.
Poi, al cambio gomme, analizza tutte le novità che ci sono, sia che cambi marca di gomma sia che cambi modello, sia che passi da una gomma consumata a una nuova: vedrai quante differenze!