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Guidare in sicurezza non è un optional

Proprio nell'anno in cui abbiamo prestato particolare attenzione alla nostra salute, una ricerca Ipsos dimostra che al volante non abbiamo fatto altrettanto, mettendo spesso in gioco la nostra vita e quella degli altri

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Guidare in sicurezza non è un optional

Distrazioni, e non solo quelle al cellulare che da sempre sono uno dei principali motivi di incidenti stradali. Ci si distrae anche a causa di un pensiero, uno sbadiglio, di un eccesso di stanchezza. Perché è proprio un aumento della distrazione alla guida ciò che emerge da alcuni dati raccolti dal Barometro della guida responsabile della Fondazione Vinci, secondo i quali proprio durante l’emergenza Covid-19 alcuni momenti di disattenzione hanno avuto un’influenza ancora più marcata sul comportamento degli automobilisti, tra trasgressioni al Codice della strada e un’interpretazione arbitraria delle regole da tenere.

Sottolineare la minaccia di una guida pericolosa potrebbe sembrare per alcuni addirittura banale e scontato, nonostante giornalmente i media ci ripropongano una sequenza tragica di vittime della strada, indifferentemente giovani o adulti, uomini o donne accomunati solo ed esclusivamente dal motivo del dramma (ed è paradossale che il 93 per cento degli intervistati abbia paura del comportamento incosciente degli altri utenti ma allo stesso tempo dichiari di superare, per l’88 per cento, i limiti di velocità). Non importa se siano utenti della strada che non abbiano messo in atto una guida attenta o pedoni che ne abbiano subito le conseguenze, l’unica cosa importante è che come appare evidente, c’è ancora bisogno di educazione alla circolazione stradale.

Ma esiste un aspetto ulteriore, perché il sondaggio, realizzato da Ipsos, su 12.400 persone in 11 Paesi europei, presenta una panoramica dei principali comportamenti degli europei alla guida e un'analisi del loro rapporto con le regole non solo rispetto al Codice, ma anche in relazione alle vigenti norme sanitarie anti-Covid, oggetto anch’esse di trasgressioni tra quanti hanno ammesso di voler rivendicare il diritto alla propria libertà, di poterle ignorare perché sani e vigili, di non far parte dei profili a rischio. Ne risulta che il 36 per cento dei conducenti europei che hanno dichiarato di infrangere le regole sanitarie infrange spesso anche quelle del Codice stradale.

Parliamo di rischi. Ciò che li genera o ne accresce la possibilità che si verifichino è spesso la stanchezza, considerando che il 24 per cento dei conducenti europei pensa che si possa guidare se completamente stanchi e ha già avuto l’impressione di essersi assopito per qualche secondo al volante, o di aver sconfinato sulla corsia di emergenza perché si è addormentato alla guida (in questo caso a dichiararlo è il 15 per cento). Tutto questo mentre starebbero diminuendo le buone pratiche per evitare situazioni di questo tipo, come la decisione di fermarsi in un’area di sosta e dormire se troppo stanchi, o cambiare il conducente.

La pandemia con tutte le sue conseguenze, infatti, non ha mancato di avere una certa incidenza su pratiche di questo tipo, tanto che il 25 per cento dei conducenti avrebbe sostato meno del solito, durante i lunghi viaggi, proprio per evitare di uscire dall’auto rischiando il contagio. Le cattive abitudini sono anche altre, come il consumo di alcol, di droghe e di farmaci, una scarsa attenzione alla strada. Il 23 per cento telefona mentre guida senza utilizzare il vivavoce, mentre il 22 invia o legge sms o e-mail sempre al volante, ma c’è chi, fortunatamente solo per il 7 per cento, anche se è comunque una cifra alta, guarda un film o un video sullo smartphone mentre guida. Senza contare che il 19 per cento degli intervistati dice di guidare dimenticando la cintura di sicurezza, o di circolare sulla corsia centrale in autostrada, nonostante quella di destra sia libera (50 per cento).

Sappiamo che dopo la scuola guida non è richiesto per legge un aggiornamento della formazione o dell’addestramento alla guida per i conducenti nella vita di tutti i giorni, a quel numero altissimo di persone che si muove in auto per un gran numero di ore ogni settimana per motivi di lavoro, di svago, e per impegni personali. Persone diverse per età, esperienza, carattere, attitudine alla guida, magari alcune mosse dalla fretta, distratte da un telefono, con una mancanza di riflessi pronti invadono le strade, mettendo a rischio la propria vita insieme a quella degli altri. E proprio quest’anno, in cui più del solito abbiamo parlato di rischi e di fallibilità, numeri simili dovrebbero condurci a riflessioni profonde, ricordandoci che proprio noi con tutto quello che possiamo impegnarci a fare e a non fare, rappresentiamo il primo vero dispositivo di sicurezza possibile.

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