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1907-2026: riparte con Pirelli la storia di Itala

Il rilancio di uno dei marchi più nobili dell'automobilismo italiano si compie sotto un segno familiare: i pneumatici Pirelli. Perché con Itala c'è una storia che ha radici profondissime — e affonda nel fango della steppa mongola

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Ci sono partnership industriali e ci sono legami che vanno oltre. Come quello tra Itala e Pirelli che inizia molto prima che il concetto di partnership esistesse nel vocabolario del business. Inizia nel 1907, su un tracciato che nessuna automobile aveva mai percorso, tra la Cina e la Francia. Il 31 gennaio di quell'anno, il quotidiano francese Le Matin lanciò una sfida al mondo: "C'è qualcuno che accetti di andare, nell'estate prossima, da Pechino a Parigi in automobile?" Quaranta equipaggi aderirono inizialmente, ma alla partenza del 10 giugno 1907, alle ore 8, solo cinque squadre si presentarono a Pechino: fra questi, un'Itala 35/45 HP.

A bordo dell'Itala c'erano il principe Scipione Borghese, il suo meccanico Ettore Guizzardi e il giornalista del Corriere della Sera Luigi Barzini. E c'erano i pneumatici Pirelli. Non fu un caso: la Itala gommata Pirelli era stata preparata in maniera molto meticolosa. I parafanghi erano stati trasformati in assi removibili da usare come rampe per superare gli ostacoli, e — contro la prassi dell'epoca — montava pneumatici anteriori e posteriori delle stesse dimensioni, per renderli intercambiabili e ridurre le scorte.

I 40 cavalli dell'Itala portarono l'equipaggio italiano a superare i tratti più duri del percorso senza rinunciare alla velocità, dominando sugli altri concorrenti: il triciclo Contal non superò il deserto del Gobi, le De Dion-Bouton si classificarono terza e quarta, la Spyker arrivò seconda ma con venti giorni di distacco. L'arrivo trionfale a Parigi, il 10 agosto, con un mese di anticipo rispetto al secondo team, entrò nel mito. E con esso i pneumatici Pirelli, che diventarono celebri in tutto il mondo. Per Pirelli fu la prima grande affermazione sportiva internazionale: da quel momento il nome Pirelli e quello di Itala restarono per sempre intrecciati nella memoria dell'automobilismo mondiale.

Oltre cent'anni dopo, la storia si riscrive

Il marchio Itala ora rinasce e il primo modello, la Itala 35, è stato presentato al MAUTO, il Museo Nazionale dell'Automobile di Torino, davanti alla celebre Itala 35/45 HP che nel 1907 sbalordì il mondo. Da questa eredita il nome: la nuova Itala 35 “cross-styler” è un SUV crossover compatto lungo 4,41 metri. Sotto il cofano pulsa un motore 1.5 turbo benzina da 170 CV e 270 Nm di coppia, abbinato a un cambio automatico a doppia frizione a 7 rapporti e alla trazione anteriore. Il design esterno è stato assegnato a Italdesign, mentre interni, elettronica, sospensioni e impianto frenante sono curati internamente con il coinvolgimento di eccellenze  italiane dell'automotive.

All'interno dell'abitacolo l'atmosfera è premium, grazie all'uso diffuso di pelle provenienti da concerie italiane e Alcantara prodotti e sellati in Italia e a una configurazione tecnologica con display da 10,25 pollici. Il design si distingue per una grande calandra con dettagli cromati, fari Full LED e un tetto panoramico apribile incorniciato da montanti nero lucido che creano un elegante effetto bicolore.

P Zero: una scelta che non è solo tecnica

In questo contesto di rinascita tutta italiana, la scelta dei pneumatici non poteva essere lasciata al caso. Ecco che sotto la nuova vettura compaiono i pneumatici P Zero, rappresentanti di quella famiglia del marchio Pirelli che trae il suo DNA dal profondo legame dell'azienda con il motorsport. Legame nato proprio nel 1907 assieme alla Itala.

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