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MotorLand Aragón,
un circuito che “morde”

L’elevata aggressività dell’asfalto unita a temperature non troppo elevate e tipiche del mese di aprile incidono sulla resa delle mescole

MotorLand Aragón,
un circuito che “morde”

Il complesso del MotorLand Aragón è un polo multifunzionale situato nell’area urbana di Alcañiz, cittadina di 16.500 abitanti tra le più rinomate della regione dell’Aragona e fortemente ancorata al mondo dei motori grazie allo storico Gran Premio di Alcañiz, tenutosi per lungo tempo su circuito cittadino.
Il MotorLand Aragón, progettato e realizzato dal noto architetto tedesco Hermann Tilke con il supporto dell’ex pilota Pedro De La Rosa e inaugurato nel 2009 per far fronte alle rinnovate esigenze di sicurezza richieste dal mondo delle due e quattro ruote, ospita dal 2011 il Campionato Mondiale FIM Superbike: nella configurazione utilizzata dalle derivate di serie ha una lunghezza di 5077 metri, mentre il circuito vero e proprio è lungo 5344 metri.

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L'intero complesso comprende tre aree principali:

  • il parco tecnologico,
  • l'area sportiva
  • un'area culturale dedicata al tempo libero.

Il parco tecnologico ospiterà istituti di ricerca da tutta Europa incentrati sull'industria automobilistica; l'area sportiva include il circuito di velocità per prove libere, qualifiche, test e gare, un circuito di karting e diversi circuiti sterrati, mentre l'area tempo libero ospiterà un albergo e centri commerciali.

Per quanto riguarda la pista di gara, dal 2009 ad oggi essa ha ospitato piloti in gara per tre diverse categorie: motomondiale, superbike e il campionato World Series by Renault.

I record stabiliti su questo tracciato sono stati segnati finora solo nelle gare mondiali di motociclismo. Nel 2015 il campione del mondo Jorge Lorenzo ha raggiunto il tempo record di 1'48''120 sulla sua Yamaha nel Moto Gp d'Aragona; mentre nel 2016 per la categoria mondiale Superbike è stata la Ducati di Chaz Davies a segnare il tempo più veloce di 1'50''421. 

Una delle caratteristiche principali del tracciato aragonese è l’elevata aggressività dell’asfalto che interessa in modo particolare gli pneumatici posteriori: ciò avviene a causa della superficie del manto, la quale presenta un’elevata rugosità che, unita a temperature non troppo elevate e tipiche del mese di aprile, va ad incidere pesantemente sulla resa delle mescole.
La struttura stessa del MotorLand Aragón, dislocata sulle alture e fortemente caratterizzata dai continui saliscendi, favorisce la presenza di correnti che possono portare eventuali residui sabbiosi sull’asfalto, accentuando le problematiche connesse all’abrasività.
La sabbia depositata dalle correnti ventose, infatti, non consente un contatto ottimale tra battistrada e asfalto, causando così perdite di aderenza lungo le percorrenze e derive verso il centro di curva.


Soluzioni anti-usura
Per evitare usure e lacerazioni da freddo sugli pneumatici posteriori, Pirelli ha pensato a diverse soluzioni che consentano una maggiore stabilità in corsa ed un grip ottimale nelle diverse fasi di gara.
Per quanto riguarda gli pneumatici anteriori il discorso è nettamente diverso: la loro scelta deve comprendere sia questioni di usura sia questioni prettamente collegate alle caratteristiche tecniche del design del tracciato.
I due rettilinei, quello dei box e quello opposto lungo oltre un chilometro, si chiudono con violente frenate, mentre le forti pendenze (fino al 7,2%) caratterizzanti tutto il MotorLand Aragón aumentano il carico sull’anteriore: per evitare di sollecitare eccessivamente gli pneumatici e causare vibrazioni eccessive, Pirelli ha lavorato per offrire soluzioni che siano di sostegno al movimento sia in percorrenza che in inserimento di curva. Ciò avviene a causa dei repentini cambi di direzione, assai frequenti sul circuito aragonese grazie alle diciassette curve complessive.

La scorsa edizione dell’Aragón Round aveva visto dominare la Union Flag sui cieli spagnoli, grazie alla quarta vittoria in stagione al termine di Gara 1 per Jonathan Rea (Kawasaki Racing Team), con soli 51 millesimi di vantaggio su Chaz Davies (Aruba.it Racing-Ducati SBK Team) e Tom Sykes (Kawasaki Racing Team). 
Una vittoria, quella di Rea, conquistata con un sorpasso mozzafiato all’ultima curva ai danni del rivale connazionale.
Gara 2 aveva invece visto salire sul gradino più alto del podio il gallese Chaz Davies (Aruba.it Racing-Ducati SBK Team), vincitore con oltre tre secondi di vantaggio su Rea e Leon Haslam (Aprilia Racing Team-Red Devils) in condizioni di tracciato asciutto. La solida vittoria riportata in Gara 2 è stata di grande importanza per Davies, la prima in sella alla Panigale R nel Mondiale Superbike e la prima per Ducati dal 2012.

Il circuito del MotorLand Aragón vedrà inoltre il debutto nella stagione 2016 della Superstock 1000 FIM Cup e, per la quarta stagione consecutiva, della WIL Sport European Junior Cup, campionato aperto a ragazze e ragazzi dai 14 anni di età.

Una delle curiosità più recenti che interessano il tracciato spagnolo riguardano la famosa curva 10 che, nel settembre 2018, è stata intitolata al campione del mondo di MotoGP, Marc Marquez. Si tratta di una cerimonia insolita per un pilota in attività, ma che ha suscitato molte emozioni per tutti i suoi fan. 

La scelta della curva 10 non è casuale. Fu proprio il pilota leader della MotoGP con ben quattro vittorie che, rispondendo a una domanda di un suo fan, espresse la sua preferenza assoluta per quel curvone a sinistra che si affronta a velocità sostenuta e facendo leva sulla manopola del gas. 

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