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Geico US Round – Il Mazda Raceway Laguna Seca dal punto di vista degli pneumatici

Il Campionato Mondiale MOTUL FIM Superbike sbarca negli Stati Uniti d’America per il nono round stagionale

Geico US Round – Il Mazda Raceway Laguna Seca dal punto di vista degli pneumatici

Per la quattordicesima volta nella sua storia il Campionato Mondiale MOTUL FIM Superbike sarà di scena sul Mazda Raceway Laguna Seca, tracciato costruito nell’omonima località californiana.

L’origine del legame della contea di Monterey con il mondo dei motori risale agli anni Cinquanta, quando nella zona attorno a Laguna Seca venivano organizzate gare su strade pubbliche chiamate Pebble Beach Road Races

L’elevata pericolosità delle strade – e la conseguente necessità di garantire una maggiore sicurezza ai partecipanti – ha portato negli anni seguenti alla decisione di costruire una struttura adeguata ad ospitare gare motoristiche riservate sia alle due che alle quattro ruote.

La scelta è ricaduta sulla base militare di Fort Old, a pochi chilometri dalle soleggiate spiagge del centro della California, dove è stato poi realizzato il tracciato tuttora utilizzato dalle derivate di serie, inaugurato nel 1957 e costato ai fondatori – un gruppo di investitori locali – circa 1,5 milioni di dollari.

Questo circuito lungo 3610 metri e largo 15 metri presenta 11 curve, di cui 7 a sinistra e 4 a destra, tra le quali vi è il famoso Cavatappi, situato tra le curve 8 e 8A: da percorrere in senso antiorario, il tracciato è fortemente caratterizzato dai continui cambi di direzione e dai trasferimenti di carico che impegnano entrambi gli pneumatici. 

Ciò avviene soprattutto a causa della posizione del circuito, costruito sul fianco di una collina a 250 metri sul livello del vicino Oceano Pacifico, distante pochi chilometri.

La configurazione attuale del Mazda Raceway Laguna Seca risale al 1988, quando è stata realizzata la sezione compresa tra le curve 2 e 5 per raggiungere la lunghezza minima richiesta dalla FIM per l’omologazione.

Alcune modifiche sono state apportate tra il 2005 e il 2006, quando è stato eseguito un intervento sul dosso che precede il Cavatappi, sono state ampliate le vie di fuga e i cordoli sono stati sostituiti con l’obiettivo di rendere il tracciato più sicuro, grazie anche all’allargamento del rettilineo principale.

Sorpassare sul circuito di Laguna Seca è molto difficile: ci sono infatti pochi punti dove poter mettere a segno un sorpasso, soprattutto a causa della particolare configurazione del tracciato ricca di saliscendi e parti veloci, alternate ad altre più lente. Queste peculiarità rendono il circuito californiano uno dei più affascinanti tra quelli presenti nel calendario del Campionato Mondiale MOTUL FIM Superbike: adagiato sui fianchi dei colli attorno a Monterey, è soggetto a forti sbalzi di temperatura dell’asfalto tra le sessioni mattutine e quelle pomeridiane che interessano particolarmente gli pneumatici, sottoposti a sollecitazioni particolarmente forti nelle diverse sezioni del tracciato.

Laguna Seca è diventata famosa per The Corkscrew, il Cavatappi: è composto da una chicane in cima alla collina che si snoda su un dosso ripido percorso a circa 80 km/h, dove gli pneumatici sono chiamati a rapidi cambi di direzione in contropendenza che sollecitano particolarmente l’anteriore, mentre il grip dello pneumatico posteriore può essere infastidito dai repentini trasferimenti di carico. 

Un altro punto impegnativo del Mazda Raceway Laguna Seca è il corto rettilineo del traguardo, sul quale sono presenti due leggeri cambi di direzione e dove viene raggiunta la velocità massima di circa 270 km/h, mentre una buona percorrenza delle curve 3 e 4 con il giusto supporto degli pneumatici permette di ottenere un buon tempo sul giro.

La scorsa edizione ha visto il dominio incontrastato di Chaz Davies in entrambe le manches. 

Il pilota gallese è riuscito a portare la Panigale R sul gradino più alto del podio, centrando una doppietta che mancava dal 2012.
L’alfiere dell’Aruba.it Racing – Ducati SBK Team ha guidato gara-1 dal primo giro, tagliando il traguardo con oltre un secondo e mezzo di vantaggio su Tom Sykes, secondo davanti al compagno di squadra Jonathan Rea a due secondi di distacco.

Un podio-fotocopia quello di gara-2, con Davies primo davanti a Sykes e Rea.

Le temperature medio-alte del mese di luglio hanno portato i piloti ad optare per uno pneumatico molto morbido in grado di offrire un grip maggiore: la scelta è ricaduta sul Diablo™ Superbike SC0, utilizzato da quasi tutti i piloti in gara-1 e dall’intera griglia in gara-2. Questo è uno pneumatico disponibile in commercio, il cui utilizzo nelle competizioni dal livello più alto è indicativo dell’alta qualità dei prodotti e, soprattutto, della loro versatilità d’uso in condizioni diverse.

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