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PIRELLI.COM / WORLD

Ripensare
la Lancia Futurista

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Decisa. Sexy. Aggressiva. E la lista degli aggettivi potrebbe essere ancora lunga: la Futurista è un'auto piena di grinta, capace di generare sentimenti anche contrastanti. In altre parole, ha personalità da vendere. Scaturisce da una “visione romantica in contrasto con un settore troppo asettico, troppo veloce e superficiale”, sostiene il suo costruttore Eugenio Amos. “La Futurista significa che mi sono stufato del mondo delle automobili prima come cliente che come costruttore”, rivela lui, 33 anni, che con questa creazione ha trasformato la sua passione per l'automobilismo in una attività professionale. Un po' come fanno i californiani Singer Vehicle Design con le loro reinterpretazioni delle Porsche 911. E il perché l'ispirazione di Amos sia partita da una gloria molto amata come la Lancia Delta HF Integrale, che ha vinto sei campionati del mondo rally, non è neanche così difficile da indovinare. Per di più si lega ai suoi ricordi d'infanzia: “È la macchina che m'ha fatto innamorare delle macchine”, racconta. “Avevo 7 anni, e mio padre guidava una splendida Giallo Ginestra. Ho ancora in mente le sensazioni di allora, fatte di suoni e di odori, del tratto morbido dell'Alcantara...”. Una serie di suggestioni che richiama direttamente l'altissimo livello artigianale con cui la Futurista è realizzata. 

“La 'gestazione' è durata tre anni, ed è stata piena di bellissimi 'milestones': da quando abbiamo approvato il progetto definitivo a quando ho guidato l'auto per la prima volta”, racconta con entusiasmo il fondatore della Automobili Amos. “È stato quasi come avere un terzo figlio”, confida. La sua azienda, intanto, è nata appositamente per creare questa vettura, con l'intenzione di editare più avanti anche altri modelli. “Mi sono avvalso di due fornitori principali, molto talentuosi: la BorromeodeSilva di Milano per quanto riguarda il design e una società di consulenza che si è occupata degli aspetti tecnici, la Podium Advanced Technologies di Pont Saint Martin, in Valle d'Aosta, dove ha anche sede la mia compagnia”. Risultato: sold-out, o poco ci manca. Presentata a Grand Basel lo scorso settembre, la nuova stradale dal fascino evocativo in stile anni Ottanta ha fatto registrare subito un successo enorme, con vendite sia all'estero, sia in Italia. “La manifestazione era al suo primo anno e gli organizzatori, visto il concept che abbina arte e design all'automotive, hanno ritenuto interessante la mia automobile”. Delle venti che verranno prodotte ve ne sono disponibili, forse, ancora un paio. Ma quali sono le sue peculiarità? Vediamole da vicino. Intanto è una tre porte. I fari sono a led, i paraurti e la calandra sono in fibra di carbonio come l'alettone e come alcuni elementi estetici sulla copertura del vano motore. 

Il modello è stato aggiornato secondo gli attuali standard di performance, con contenuti e soluzioni ammodernati, senza essere stravolti. La potenza del 4 cilindri (2000 cc) è stata portata a 330 CV e, in generale, la Futurista è più composta rispetto alla vettura di partenza grazie al telaio e al cambio originale rinforzati, all'albero di trasmissione e ai differenziali revisionati. Anche nelle sospensioni anteriori c'è ora un doppio quadrilatero al posto del MacPherson, coadiuvato dagli ottimi pneumatici Pirelli P Zero. “È praticamente invincibile”, sottolinea entusiasta Eugenio. Mentre la riduzione notevole del turbo lag, con una potenza più distribuita anche sui bassi regimi, rende l'auto maggiormente fruibile. La velocità massima? “Non l'ho ancora provata”, spiega, “ma di certo oltre 240 km/h”. E, quel che più conta, l'esperienza di guida “è molto piacevole”, assicura il costruttore. Da sempre appassionato di velocità, Eugenio ha passato in pista tanti anni, a cominciare dai GoKart quando era bambino. Nel 2011, poi, ha vinto il Super Trofeo Lamborghini al volante di una Gallardo.

Sarà per questo passato da pilota che la tinta discreta della carrozzeria della sua Futurista è il British Racing Green, il colore omologato dal codice sportivo internazionale per le auto da corsa britanniche. Oltre che per il fatto di compensare i tratti energici delle linee della Futurista e di essere un colore iconico secondo lui perfetto per un uso quotidiano. “Comunica sia sportività sia eleganza, senza che nessuno dei due aspetti prevalga sull'altro”, spiega il costruttore. All'interno, oltre ai sedili sportivi in Alcantara, non passa inosservato il tasto rosso con raffigurato un missile per avviare il motore, posizionato su una plancia di comandi in carbonio. Oltre che per gli appassionati della Delta, la Futurista è decisamente un prodotto per chi ama in genere la qualità artigianale di altissimo livello. E i puristi nostalgici del modello come l'hanno presa? “Un 5 per cento di pubblico che ha mosso critiche c'è stato”, spiega Eugenio. Una minoranza di persone affezionate all'originale che preferivano mantenere la loro beniamina in un cassetto della memoria. Eppure la Futurista è un prodotto che riporta sotto i riflettori planetari del settore un marchio e un modello altrimenti spariti dalla circolazione, in una sorta di omaggio alla vettura originale. “Si rivolge sia a chi ha oggi fra i trenta e i cinquant'anni e ai tempi in qualche modo una Delta l'ha vissuta come me”, rimarca Eugenio, “sia a chi nel periodo in cui era in auge era poco più che un teenager e non se la poteva permettere. Adesso la può avere, in chiave odierna”. 

Un'operazione, quella dell'attualizzazione della Delta, che, non a caso, viene comunicata da Automobili Amos in maniera essenziale e quasi esclusivamente attraverso Instagram, con un hashtag che più chiaro non potrebbe essere: #makelanciagreatagain. Una chiara dimostrazione d'intenti per un'azienda che ha ridato vita a un modello glorioso attraverso una versione di nuovo brava ad accendere gli animi. Che la Futurista sia considerata da più parti l'auto del momento è fuor di dubbio. Una quattro posti che è un distillato di carattere, capace di regalare emozioni anche da spenta. Persino quando è in garage.

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