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Ray Tomlinson:
addio all'inventore della @
degli indirizzi email

L'uomo che non sapeva che avrebbe cambiato il destino della comunicazione

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Ray Tomlinson:
addio all'inventore della @
degli indirizzi email

Il 7 marzo di questo anno i media americani annunciano la scomparsa di Ray Tomlinson, morto all’età di 74 anni. I suoi collaboratori li ricordano come un uomo umile e modesto che, addirittura, non usava nemmeno molto spesso le e-mail, nonostante fosse l'inventore del sistema di comunicazione che oggi tutti noi usiamo.

Ray Tomlinson: addio all'inventore della @ degli indirizzi email

Il consiglio che Tomlinson dava a chiunque gli chiedesse del suo lavoro e dell’immenso mistero che era la rete, era sempre lo stesso: "non credere mai a tutto quello che si legge sul web, perché dietro queste pagine virtuali ci sono esseri umani e gli esseri umani fanno errori".

Le origini
L’evoluzione di qualsiasi specie è stata gestita e regolata dalla comunicazione, attraverso linguaggi che hanno messo in contatto animali e individui e hanno fatto sì che lo sviluppo, i cambiamenti, gli adattamenti fossero vissuti in maniera equilibrata e condivisa.

I tipi di comunicazione che regolano le interazioni sono diversi e sono tutti correlati tra loro per dare un messaggio che, da forma di pensiero passa ad azione, condivisa e compresa dall’interlocutore.

Il linguaggio gestuale è il linguaggio primordiale, quello che, sin dagli albori, ha permesso all’uomo di parlare attraverso gesti, movimenti e espressioni; il linguaggio iconico-visivo attiene molto ad una comunicazione contemporanea che si estrinseca attraverso una serie di immagini che irrompono quotidianamente a infarcire le nostre menti di informazioni, attraverso gli enormi cartelloni pubblicitari che fanno da quadri o da tappezzeria a tanti palazzi e in tutte le strade battute ogni giorno da milioni di persone; il linguaggio verbale si esplica attraverso codici linguistici ben precisi che si basano su una forma scritta e ad una forma orale.

L’urgenza di comunicare si è imposta sempre di più e con sempre maggiore peso in un mondo che si unisce, in maniera veloce e compulsiva, in un’unica compagine di globalizzazione dell’azione e del pensiero. Recapitare messaggi, trasmettere un’informazione senza porsi il limite dei confini spazio-temporali, è una sfida vinta grazie a tante delle innovazioni apportate attraverso le invenzioni di menti geniali che hanno contribuito a un miglioramento qualitativo della comunicazione che, con questi mezzi, è diventata più facile e immediata. Se, all’inizio, c’erano le lettere, fogli di carta scritti a mano che dovevano viaggiare, magari per mesi interi, prima di raggiungere il destinatario, il telefono prima e la tecnologia poi attraverso internet, gli smartphone, i programmi di messaggistica istantanea e i social network, ha trasformato le nostre vite in maniera radicale, accorciando drasticamente qualsiasi distanza e mettendoci in contatto, in tempo reale, con dimensioni lontanissime da noi.

Già a partire dagli anni ’30, la comunicazione telegrafica avveniva attraverso le telescriventi che, connesse automaticamente tra loro, avviavano la trasmissione del segnale di commutazione attraverso degli impulsi e il messaggio veniva inviato grazie al codice Baudot. Negli anni ’60, sempre tramite l’uso dello stesso codice, venne realizzato il telex di tipo B con collegamento su ponti radio o microonde. Sbagliano però queli che pensano che sia andato in pensione: infatti, sostituito negli anni '80 dal fax e poi, in ordine di tempo, dalla posta elettronica, oggi il telex è tuttavia ancora usato per diffondere bollettini meteorologici e per le comunicazioni militari.

La scoperta
Ma la scoperta rivoluzionaria avviene nel 1971 e a farla è un giovane programmatore informatico statunitense, Ray Tomlinson che, ancora non lo sa, ma cambierà definitivamente il destino della comunicazione tra miliardi di persone, creando enormi vantaggi al mercato, all’economia e alla vita di tutti i giorni. Si forma al Massachusetts Institute of Technology (MIT) di Boston, dove consegue un master in ingegneria elettronica lavorando a un sintetizzatore vocale. Nei laboratori dell’azienda americana Bolt Beranek and Newman, oggi BBN Technologies, era impiegato allo sviluppo del progetto Arpanet (Advanced Research Projects Agency Network), il progenitore di Internet, una rete di computer realizzata nel 1969 dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti quando inventò un sistema informatico di invio di posta elettronica tra le Università che questa rete collegava. Il suo intento era quello di rendere più immediato e veloce possibile lo scambio dei messaggi tra tutte le macchine collegate tra loro e riuscì a sviluppare un programma che univa le caratteristiche dei due software SNDMSG e CPYNET.

Fino a quel momento, inviare messaggi elettronici era possibile solo tra gli utenti che avevano accesso a uno stesso computer. Tomlinson, invece, introdusse l’utilizzo del simbolo @ per separare il nome di un utente dal suo dominio di riferimento.

Indiscutibilmente, è lui l’inventore dell’e-mail che ha rivoluzionato la comunicazione commerciale, e anche privata, in maniera definitiva e pionieristica. La prima email viaggiò, attraverso il software SNDMSG, tra due computer che si trovavano nella stessa stanza, collegati attraverso Arpanet. Rimane alla storia la dichiarazione, confusa probabilmente a causa dalla matassa di informazioni e ricordi che occupava la mente di Tomlinson, di quanto scritto nella famosa prima email trasmessa, in un clima di scoperta rivoluzionaria. Ha sempre affermato che forse scrisse QWERTYUIOP, tutto in maiuscolo, una serie di lettere senza senso, le lettere che compaiono nella prima fila della tastiera. A lui si deve anche la divisione tra gli elementi fondamentali di un messaggio di posta elettronica, e cioè l’oggetto e il destinatario.

La scelta di Tomlinson è ricaduta sul simbolo @, presa in prestito dal mondo del commercio e della ragioneria: è l’unione stilizzata delle lettere "a" e "d" a formare la locuzione latina "ad" che indica il moto a luogo e in inglese si pronuncia “at”, diventando il segnale identificativo di un account di posta elettronica. Tomlinson lo scelse perché, non comparendo in nessun nome, questo simbolo non avrebbe comportato mai nessun tipo di ambiguità.

Molto conosciuto sin dall’antichità, il simbolo della chiocciola è attribuito ai monaci che lo usavano per abbreviare la preposizione latina, agli scritti del Rinascimento italiano o, addirittura, ad alcuni scritti peruviani. Nella Venezia del sedicesimo secolo, indicava l’anfora di terracotta usata per quantificare gli scambi tra mercanti. Certo è che, a livello commerciale, questo simbolo era già utilizzato come abbreviazione. Già dai primi del ‘900 è stato inserito dalla Underwood nelle tastiere delle sue macchine da scrivere perché era l’abbreviazione dell’inglese “at the rate of” che in italiano significa al tasso di.

L’invenzione di Tomlinson, tuttavia, non venne diffusa nell’immediato; ci vollero, infatti, quasi vent’anni perché la @ e tutto quello che c’era intorno a questa immensa scoperta, facessero capolino nel mondo della comunicazione per mostrare a tutti quanto stava per accadere. Infatti, è solo con la trasformazione di Arpanet da progetto della Difesa Statunitense a strumento per le università e, infine, a Internet che la mail si è diffusa ed è arrivata fino a dove è adesso.
A seguito del clamore a livello mondiale che gli studi di Tomlinson hanno provocato, questo pioniere del mondo della tecnologia, considerato ormai un vero e proprio rivoluzionario dell’era digitale, è stato insignito di numerosi premi e riconoscimenti e, nel 2012, è anche stato inserito nella Internet Hall of Fame che annovera tutti pionieri dell’era internet che hanno contribuito, con grandi e rivoluzionarie innovazioni, allo sviluppo di Internet. Durante la cerimonia, qualcuno chiese a Tomlinson se quel giorno del 1971 riuscì a rendersi conto, durante il viaggio della mail da un computer all’altro, di cosa stesse creando e lui rispose che sì, sapeva perfettamente cosa stesse facendo ma che non aveva idea di quanto questa sua scoperta sarebbe stata determinante.

Qualche altro nome
Accanto a quello di Tomlinson, riecheggiano alcuni nomi in un olimpo in cui c’è posto solo per menti geniali che hanno definitivamente cambiato il modo di vivere di tutta l’umanità, senza aver incontrato ostacoli o confini limitativi.

•    Vint Cerf e Bob Kahn sono la coppia di fatto che vanta la paternità di una delle invenzioni più importanti degli ultimi cinquant’anni: Internet. Insieme hanno creato il protocollo TCP/IP, il linguaggio utilizzato dai computer per comunicare in rete.
•    A TimBerners-Lee dobbiamo le tre w del World Wide Web.
•    Il papà delle emoticon, invece, piccole faccine che esprimono sensazioni e stati d’animo che stanno letteralmente soppiantando intere frasi, è Scott Fahlman, un informatico statunitense che, come Tomlinson, ha conseguito un dottorato di ricerca presso l'MIT.
•    Due giovanissimi, Sergey Brin e Larry Page fondano insieme il motore di ricerca Google.
•    Immancabile in questa importante quanto mai prestigiosa lista, Bill Gates che fonda, nel 1975, la Microsoft Corporation insieme a Paul Allen e oggi ne è presidente onorario.
•    Autore di una filosofia di vita, oltre che informatico e inventore statunitense, Steve Jobs è il fondatore della Apple e l’inventore di apparecchi tecnologici che hanno rivoluzionato la nostra esistenza come il Macintosh, l’iMac, l’iPod, l’iPad e l’iPhone, prodotti che hanno sempre assurto e assurgono al ruolo di status symbol per intere generazioni.
•    La possibilità di guardarci durante una chat, anche a milioni di chilometri di distanza, la dobbiamo a Niklas Zennstrom, cofondatore di Skype.
•    Chiunque cerchi lavoro, oggi non legge più gli annunci sui giornali, si guarda bene dal fare un porta a porta, ma si affida a Linkedin, la rete sociale che ha come scopo quello di creare un network di competenze tra gli utenti registrati che mettono in mostra la loro professionalità per fare in modo che questa venga cercata trovata e valutata.
•    Uno dei nomi più famosi dell’ultimo decennio è Mark Zuckerberg, l’ideatore di Facebook che non ha bisogno di presentazioni.
•    Accanto a lui, Jack Dorsey, a cui si deve la creazione di Twitter.
•    Anche il piacere di fare shopping è stato rivoluzionato e adesso molti preferiscono, ai negozi affollati e ai centri commerciali, un canale diverso, pieno di ogni articolo ricercato, sena commessi e senza stand: Jeff Bezos fonda Amazon nel 1994.

Un'icona
L’impatto che l’invenzione dell’americano Tomlinson ha oggi nel mondo dei social network è davvero enorme, soprattutto se si pensa poi che la @ è sinonimo di una immediata quanto mai diretta comunicazione tra gli individui ed è usata proprio in questo ambito per taggare gli utenti connessi.

I nomi dati a questo minuscolo simbolo, che è ormai entrato a tutti gli effetti tra i più cliccati nell’arco di una giornata, da chiunque, poco importa l'età, sono davvero tanti e, se in Italia la chiamiamo chiocciola, in Russia è un cagnolino, in Svezia è la proboscide di un elefante, ma anche kanelbulle, un dolce tipico alla cannella; in Danimarca è la coda di una scimmia, in Ungheria un vermiciattolo, in Grecia è una papera, in Giappone un ciclone, in Spagna un’anfora, in Israele uno strudel, in Cina un topolino, in Finlandia un gattino arrotolato.

Ormai, non è soltanto un simbolo commerciale, ma un’icona dei nostri tempi, la prova tangibile dei cambiamenti e di una rivoluzione che ha drasticamente azzerato i tempi e accorciato le distanze. Infatti, oltre che negli indirizzi di posta elettronica, adesso è fondamentale anche su Facebook e Twitter, i due principali social network dei giorni nostri.

Nel 2010, la @ si è guadagnata un posto d’onore nella collezione del Museo di Arte Moderna di New York (MoMA). Accanto a grandi artisti come Picasso, Cezanne, Warhol, Kandinskij e le loro opere d’arte di valore inestimabile, arriva la chiocciolina che cancella definitivamente la condizione che sia possibile entrare in possesso di un oggetto solo se fisicamente tangibile. Acquisita dal dipartimento di Architettura e Design del museo, è un’icona rappresentativa di una realtà che è cambiata, che ha portato nella contemporaneità un simbolo antico che assurge al ruolo di vera e propria opera d’arte.

Sorge però spontanea una domanda: la tecnologia ha davvero accorciato le distanze o ha creato un altro tipo di lontananza che, con l’avvento dei social network e l’uso smodato di una velocità di comunicazione non verbale ma scritta virtualmente, caratterizza inevitabilmente una società piena di tante persone che interagiscono senza parlare dal vivo?

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