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Radio super star

La digital radio rinnova e rende più tecnologico il media più datato. Una qualità del suono migliore e un’offerta potenzialmente ampissima, dove c’è spazio anche per le nicchie, come con le radio libere

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Per decenni i film di fantascienza, o anche solo quelli ambientati nel futuro, non hanno fatto altro che mostrarci dove saremmo vissuti. Case bianchissime, piene di elettrodomestici parlanti, che si sintonizzano sui nostri desideri e sulle nostre abitudini, anticipandoli. Anno dopo anno le varie fiere del settore - da quelle dedicate alla tecnologia fino a quelle delle auto, passando per quelle d’arredamento - hanno intercettato queste fantasie letterarie e cinematografiche e le hanno rese poco alla volta realtà. A renderlo possibile non è quasi mai un’invenzione nuova, radicalmente differente rispetto a ciò che si poteva pensare possibile, ma la riedizione di ciò che abbiamo sempre utilizzato, però con nuove funzionalità. Con un cellulare abbiamo iniziato a essere connessi con il mondo intero, con quello che può essere considerato il figlio del walkman, l’Ipod, abbiamo portato con noi migliaia di brani in pochissimi grammi, catalogandoli semplicemente in album o creando playlist personalizzate. 

Lo stesso sta avvenendo con la radio. Il mass media più agé, che ha contribuito già agli inizi del secolo scorso a diffondere cultura, stili di vita, ma anche la propaganda, si rinnova completamente e abbandona l’analogico per passare al digitale, trasformandosi così in una digital radio. La radio Dab, digital audio broadcasting, come viene definita, è in realtà un progetto europeo che risale agli anni Ottanta. Poco più di 20 anni fa, nel 1995, Norvegia e Regno Unito attivarono i primi canali radio digitali Dab. Nel 2007 è poi nata l’evoluzione: il Dab+. Ed è con questo standard che oggi le emittenti trasmettono anche in Italia. La motivazione principale della nascita di questa tecnologia è essenzialmente la maggior praticità di trasmissione e la migliore qualità dell’audio e delle frequenze. A renderlo possibile è lo sfruttamento dell’Mpeg4 (Aac), con il risultato di avere una stessa qualità audio a un bitrate più basso. Più di mezzo miliardo di persone in tutto il mondo, ad oggi, sono in grado di ricevere oltre mille stazioni radio e servizi dati Dab ed è stato confermato l’utilizzo dello standard in tutta Europa, nell’Estremo Oriente e in Australia. Ma è proprio la Norvegia che lo scorso 11 gennaio, curiosamente alle 11 e 11 del mattino, ha detto addio alla radio analogica e alle sue emittenti in maniera definitiva con il “switch off”, ed è passata completamente agli standard digitali. La Norvegia è il primo paese al mondo ad effettuare lo "switch off" della radio FM, che è stato frutto di un notevolissimo impegno dello Stato e delle radio pubbliche, private e locali. Un lavoro lungo e complesso per consentire la copertura dell'intero territorio nazionale, operazione non semplice in un paese molto ostile dal punto di vista geografico. Per rendere il passaggio completo è stata necessaria anche la completa digitalizzazione delle autoradio: tutte le automobili vendute in Norvegia da qualche anno sono infatti dotate di impianto di ricezione Dab+, dal 2007 la tecnologia digitale più diffusa.

Nel complesso, la trasmissione Dab+ presenta numerosi vantaggi rispetto a quella analogica. A partire dalla qualità audio e dal numero dei canali, che può essere straordinariamente più ampio (la radio pubblica norvegese è passata da 5 canali in FM a 25 digitali), ma anche per la natura stessa della radio digitale, che può anche trasmettere testi e immagini e integrarsi con altri mezzi, scomparendo come oggetto a se stante e diventando semplicemente una funzione, quindi sempre più “gratis” e fruibile. Già oggi è così, la radio è infatti dentro agli smartphone, è nei televisori e nei computer, come in uno di quei film di fantascienza arriverà anche nei frigoriferi e perderà completamente quella caratteristica iconografia fatta di onde, antenne e rotelline per intercettare la banda, per diventare un vero e proprio flusso di bit, connessione e trasmissione digitale. Per questo la sua diffusione è andata di pari passo con lo sviluppo delle internet radio, che non hanno mai avuto bisogno di frequenze o di una banda dedicate, ma bastava una semplice connessione. Nel web infatti esistono un numero vastissimo di stazioni che si avvalgono unicamente della rete, senza rinunciare, come poteva essere con le emittenti delle radio libere degli anni Settanta, alla qualità e all’ampiezza del servizio. La differenza principale stavolta è che gli impianti trasmittenti per canale sono molto meno costosi di quelli analogici. 

Ascoltare musica, news, podcast, notizie specifiche di un settore di interesse, senza problemi di ricezione, senza perdere la trasmissione spostandosi da una stanza all’altra di casa a causa della debolezza del segnale, senza quindi avere mille dispositivi nelle stanze di casa e in ufficio. Per il segnale Dab basta una connessione e un solo ricevitore, ad esempio il telefono, e ha sempre una qualità del suono alta. Nella digital radio, infatti, c’è quasi una completa assenza di interferenze sul segnale e in auto il segnale Dab effettua una ricerca automatica della stazione in funzione della posizione dell’apparecchio ricevente. Inoltre la digital radio consente di far condividere a più segnali lo stesso canale, in modo da far condividere a più emittenti lo stesso mezzo trasmissivo senza interferenze. Per chi amasse comunque avere un dispositivo per le radio digitali ma che sia anche un oggetto di arredamento, quasi tutti i brand di hi-fi ed elettronica hanno disegnato apparecchi di design, spesso con delle linee un po’ retro’. È tutto digitale, ma lo stile è quello delle vecchie radio a transistor e si può quasi sempre collegare agli altri dispositivi mobili. Come questa, che si può collegare anche al proprio account Spotify ed è dotata di Bluetooth, ma con un layout che ricorda le prime radio a transistor.

Nel nostro Paese la copertura del segnale digitale non è ancora completa. In alcune aree del nord si è arrivati oltre il 90% e tutti i grandi network nazionali già trasmettono in Dab Italia e chi volesse abbandonare l’FM, soprattutto nelle grandi città, lo può fare. Ma in mobilità le difficoltà sono ancora molte ed è spesso più semplice utilizzare le radio in streaming, sfruttando le app degli smartphone, per ascoltare le radio senza interruzioni. Per quanto riguarda le vecchie frequenze in FM, in Norvegia l’idea è quella di un nuovo rinascimento delle radio "libere", per emittenti che si limitino a trasmettere in aree locali. È ancora molto presto per dire che i nuovi media hanno ucciso la radio, insomma.

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