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Quando prestazioni e ambiente vanno d'accordo

Il dipartimento R&D Pirelli leader nella ricerca di pneumatici ecocompatibili

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Quando prestazioni e ambiente vanno d'accordo

In un settore automobilistico che da qualche anno a questa parte è diventato sempre più competitivo, le case costruttrici di ogni componente possibile e immaginabile sono alla costante ricerca di soluzioni per migliorare l’efficienza, la sicurezza e le prestazioni.

Non molte parti di un veicolo sono essenziali per la sua integrità e le prestazioni complessive quanto i pneumatici. Il senso di equilibrio fra il motore, il telaio e l’elettronica – cioè quello che dà «carattere» all’auto – dipende infatti perlopiù da quell’unico elemento che è in contatto costante con la strada.

I produttori mondiali di pneumatici sono investiti di questa responsabilità, e Pirelli è in prima linea.

Coerentemente con gli obiettivi di green performance, dell’azienda, l’R&D Pirelli si è focalizzato su strutture, mescole e battistrada di nuova concezione per migliorare le prestazioni in frenata e, al tempo stesso, le prestazioni ambientali dei pneumatici nelle seguenti aree chiave:

* Minore resistenza al rotolamento e quindi riduzione delle emissioni di CO2
* Minore rumorosità con riduzione dell’inquinamento acustico
* Maggiore chilometraggio che si traduce nel prolungamento della durata dello pneumatico e un utilizzo più contenuto delle risorse
* Peso ridotto – minori quantità di materie prime necessarie per la produzione.
 
Efficienza energetica e normative UE
Un indicatore chiave delle prestazioni di un pneumatico è la resistenza al rotolamento, che dà una misura della sua efficienza energetica. Giudicare il successo dei programmi di ricerca delle case costruttrici in questo settore è sempre più facile, grazie a mezzi di volta in volta più sofisticati per testare i prodotti e alle normative recentemente introdotte in Europa per una maggiore trasparenza che aiuti i consumatori a confrontare i diversi prodotti.

Alessandro Ascanelli – responsabile della divisione Ricerca&Sviluppo di Pirelli nel segmento dei prodotti per auto – è orgoglioso di come nell’arco di sei anni, grazie al lavoro svolto dai tecnici dell’azienda italiana per ridurre la resistenza al rotolamento, i valori siano migliorati di circa il 50%. Questa tendenza, afferma, è «positiva per chi guida e anche per l’ambiente». 

Fino al 20 per cento del consumo totale di carburante di un’automobile è direttamente riconducibile ai pneumatici che monta. Nel caso di un veicolo equipaggiato con pneumatici di ultima generazione, più efficienti dal punto di vista energetico, il consumo può scendere dell’8-10 per cento rispetto all’uso con pneumatici di generazioni precedenti. E un consumo più contenuto, ovviamente, comporta dei vantaggi sia per chi guida sia per l’ambiente, grazie a una minore emissione di inquinanti. 

Cinturato ai vertici della classifica
Quando, nel 2012, l’UE ha lanciato il nuovo sistema di classificazione, pneumatici Pirelli come quelli della serie Cinturato P7 Blue (il cui nome riecheggia le origini legate alla Formula 1) hanno ricevuto la classificazione di eccellenza «AA» in base alle nuove regole di etichettatura. Questi pneumatici sono stati studiati proprio per garantire un chilometraggio più generoso, una minore resistenza al rotolamento e uno spazio di frenata ridotto sul bagnato. 


Pirelli svolge un’intensa attività di ricerca anche sulle diverse tipologie di terreni e condizioni di guida nei diversi paesi, oltre a valutare i fattori al di fuori del controllo di qualsiasi conducente, ossia l’aderenza e le prestazioni sull’asciutto e sul bagnato. 


L’anno scorso, i pneumatici della serie Cinturato P7 Blue sono stati giudicati i migliori per tutte le stagioni dalla rivista tedesca Auto Bild, che ne ha evidenziato i pregi: «…stabilità in curva e grande maneggevolezza sul bagnato. Ampi margini di sicurezza in caso di aquaplaning e risposta precisa dello sterzo con buona reattività sull’asciutto e sul bagnato».  


Un altro aspetto importante per gli automobilisti è la quantità di rumore che si genera con il rotolamento dei pneumatici e che contribuisce all’impronta ecologica complessiva del prodotto. Ovviamente, le prestazioni varieranno in funzione di altri fattori non legati ai pneumatici, come l’età e il peso del veicolo, il fondo stradale e addirittura lo stile di guida della persona al volante, mentre anche un semplice dettaglio come un gonfiaggio eccessivo o insufficiente può influire sulla resistenza al rotolamento e lo spazio di frenata.


Per creare da zero un nuovo pneumatico omologato e metterlo in produzione occorrono tre anni.


Prove, prove e ancora prove
Per Pirelli, i processi sono tutto. E la parola d’ordine è «rigore». Secondo una recente presentazione di Norbert Allgäuer-Wiederhold, responsabile del Tyre Campus di Pirelli in Germania, per creare da zero un nuovo pneumatico omologato e metterlo in produzione occorrono tre anni, con una media di 200 test in esterno e 400 in laboratorio, per un totale di oltre tre milioni di chilometri di prove su ogni genere di terreno e in ogni condizione.


Oltre all’incentivo creato dalle classifiche europee, la divisione Ricerca&Sviluppo di Pirelli si è prefissa obiettivi ambiziosi quanto al miglioramento delle prestazioni ambientali dei propri prodotti. Entro il 2020 l’azienda si è impegnata – rispetto alle medie corrispondenti del 2007 – a ridurre la resistenza al rotolamento media ponderata dei propri pneumatici del 40 per cento nei prodotti per automobili, del 20 per cento nei prodotti per mezzi pesanti e del 10 per cento nei prodotti per motociclette.


Pirelli presta anche grande attenzione alle quantità di energia richieste per la produzione dei pneumatici, oltre che all’inserimento di materiali riciclati nel processo di produzione. 


Entrambi questi aspetti contribuiranno all’impatto ambientale complessivo, ma quando si parla di pneumatici in quanto tali e di come devono svolgere il loro compito primario di mettere in movimento un veicolo, Ascanelli è certo che il lavoro svolto dal suo team continuerà a produrre risultati positivi, tanto per chi guida quanto per l’ambiente.


«Ci guadagnano tutti: l’automobilista, che paga e riceve in cambio un pneumatico di buona qualità e dalle elevate prestazioni, ma al tempo stesso ne trae vantaggio anche l’ambiente. E questo è uno schema vincente che cerchiamo sempre di riproporre».

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