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Pirelli Calendar 1985: Norman Parkinson scatta come in una sfilata di moda

La moda rappresenta il tema dominante del Calendario Pirelli 1985 e il celebre fotografo Norman Parkinson ci porta nel dietro le quinte di una sfilata con la sua serie di scatti glamour

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Pirelli Calendar 1985: Norman Parkinson scatta come in una sfilata di moda

Quando a Norman Parkinson, ex decano della fotografia di moda britannica, venne affidata la conduzione del Calendario Pirelli, aveva settant’anni, di cui oltre 50 passati dietro l’obiettivo. Serviva un nome leggendario della fotografia che prendesse in mano le redini dell’edizione di quell’anno, che segnava il ritorno del Calendario dopo una pausa di nove anni.

La pubblicazione del Calendario era stata interrotta nel 1975 per ragioni di austerità e riprese solo nel 1984 con una nuova edizione realizzata alle Bahamas dal fotografo tedesco Uwe Ommer. Ma fu quella del 1985 che Pirelli usò per celebrare il rilancio dei suoi Calendari sfruttando la pubblicità generata dal coinvolgimento di numerose modelle e di stilisti di spicco.

Il Calendario Pirelli 1985 fu realizzato dal fotografo britannico Norman Parkinson in un albergo di Edimburgo, in modo da sembrare il dietro le quinte di una sfilata di moda. La modella Iman (qui immortalata per il mese di febbraio) era una delle preferite di Parkinson e una volta lo paragonò a Fred Astaire per via del suo fascino, talento e leggerezza.


L’atmosfera del dietro le quinte

Parkinson introdusse solennità e teatralità in un Calendario che rappresentava tanto un evento quanto una pubblicazione, incentrandolo interamente sul tema della moda. Come elemento di novità, Martyn Walsh, direttore creativo di Pirelli, suggerì di incorporare una sfilata di moda con abiti che riprendevano il battistrada del pneumatico P6 come elemento decorativo.

Quattordici stilisti britannici furono invitati a creare abiti e accessori personalizzati da mettere all’asta di beneficenza organizzata in concomitanza con il lancio. Tra i design realizzati in esclusiva spiccavano gli abiti di seta di Zandra Rhodes e Gina Fratini, un capo in pelliccia di visone bianco, rat musqué tinto nero e volpe blu di Maxwell Croft, gioielli ispirati al battistrada dei pneumatici, creati da Butler & Wilson, scarpe con tacco alto di Manolo Blahnik, calze in nylon di Wolford e un cappello a falda larga in paglia nera e lamé argentato di John Boyd, con un bordo che riprendeva il motivo del battistrada del pneumatico. Tra gli altri stilisti che presero parte al progetto ricordiamo Bruce Oldfield, Jasper Conran, Caroline Charles e Yuki.

Il Calendario Pirelli 1985 fu realizzato dal fotografo britannico Norman Parkinson e aveva come tema “la moda”. Le modelle, inclusa Lena (qui immortalata per il mese di marzo), indossavano capi appositamente creati da stilisti britannici caratterizzati da motivi ispirati ai battistrada dei pneumatici, come questo vestito da sera in organza di seta di Gina Fratini.


Parkinson scattò le foto del Calendario in un albergo di Edimburgo. Le modelle Iman, Anna Andersen, Cecilia, Lena e Sherry vennero immortalate appoggiate alle colonne corinzie, in pose scherzose davanti agli specchi e nei vani delle porte, pettinate e truccate alla perfezione, come nel dietro le quinte di una sfilata di moda. Le immagini erano luminose, audaci e in pieno stile anni Ottanta. La copertina e la quarta di copertina, con Iman e Anna Andersen protagoniste, erano inquadrate in modo da sembrare copertine di riviste, con la scritta “PIRELLI” impressa in alto al posto della testata.

Alla serata inaugurale presero parte Parkinson e sua moglie Wenda, modella, oltre a numerose celebrità. Tra coloro che si aggiudicarono le creazioni di moda messe all’asta di beneficenza c’erano Julie Anne Rhodes (moglie di Nick Rhodes dei Duran Duran), Claire Stansfield (l’allora fidanzata di Simon Le Bon, cantante dei Duran Duran), la costumista Jackie Crier, Lady Rothermere, Paul Arden (allora direttore creativo di Saatchi & Saatchi) e l’imprenditore italiano Sandro Veronesi. In seguito, tutte queste personalità donarono le opere al Victoria and Albert Museum di Londra.

Anna Andersen fu una delle modelle immortalate dal fotografo britannico Norman Parkinson per il Calendario Pirelli 1985. Il maglione d’angora con motivi ispirati ai battistrada dei pneumatici da lei indossato era una creazione esclusiva della stilista britannica di maglieria Patricia Roberts. All’asta di beneficenza organizzata come parte del lancio del Calendario, fu venduto all’attrice e fotografa americana Koo Stark e fa ora parte della collezione permanente del Victoria and Albert Museum.


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Legami con la corte

Nato a Londra nel 1913, Parkinson iniziò la sua carriera a 18 anni come apprendista dei fotografi di corte Speaight and Sons. Lo studio si trovava in New Bond Street e aveva scattato le prime fotografie ufficiali della futura Regina Elisabetta II. Qualche anno dopo, Parkinson aprì un suo studio londinese vicino a Piccadilly e iniziò a lavorare per le riviste Harper’s Bazaar e The Bystander.

Dopo la guerra, fu impiegato da Vogue, dove lavorò come ritrattista e fotografo di moda per 15 anni, prima di trasferirsi a Tobago e prendersi una pausa dalla fotografia. Si dedicò all’allevamento di suini e avviò persino un’azienda di salsicce. Ma presto fece ritorno dietro l’obiettivo, lavorando per le riviste Queen e Town & Country e pubblicando diversi libri. La sua fu una carriera produttiva sotto ogni punto di vista.

Anche se immortalò alcuni dei più grandi nomi dei suoi tempi, tra cui Audrey Hepburn e i membri della famiglia reale britannica (nel 1969 fu il fotografo ufficiale in occasione dell’investitura del principe Carlo e del matrimonio della principessa Anna con il capitano Mark Phillips nel 1973), Parkinson era lui stesso una grande personalità. Perfino nel vero senso della parola,  visto che era alto 1,95 m.

Il suo vero nome era Ronald William Parkinson Smith. Ma assunse il suo nome d’arte in seguito a una partnership formata con Norman Kibblewhite, con il quale fondò The Norman Parkinson Studios. Quando le strade dei due si separarono, Parkinson mantenne la denominazione. Come ebbe a dire in seguito: “Non vedevo come si potesse gestire un’attività di fotografo di alto livello con il nome Smith”. Verosimilmente “Ronald” suscitava in lui una simile ambivalenza.

La sciarpa e il cappotto foderato di velluto con motivi ispirati ai battistrada dei pneumatici indossati dalla modella Anna Andersen nel Calendario Pirelli 1985, immortalati dal fotografo Norman Parkinson, erano creazioni di Jasper Conran e furono offerti all’asta di beneficenza organizzata in occasione del lancio del Calendario. Gli offerenti vincitori furono Simon Le Bon dei Duran Duran e Claire Stansfield, la modella/attrice sua fidanzata di allora.


Fotografo gentiluomo

Per la maggior parte della sua carriera, fu noto semplicemente come “Parks”. “Un fotografo gentiluomo di vecchio stampo”, lo definì una volta la modella texana Jerry Hall, con la quale collaborava spesso. Come riportato in un profilo del New Yorker del 1984, sfoggiava “grandi baffi candidi come la neve, stile ultimi giorni dell’Impero” e aveva l’aspetto di un colonnello britannico in pensione (Harry Yoxall, direttore generale di Vogue, una volta lo paragonò a un ufficiale dei lancieri del Bengala). Emblematico del suo stile eccentrico, mentre lavorava indossava anche un berretto nuziale del Kashmir e sembrava averne una scorta infinita, con uno nuovo che era solito collocare in cima al vecchio fino ad “assorbirne l’energia”.

Questi vezzi esteriori avevano uno scopo preciso. Lo aiutavano ad affascinare e disarmare i soggetti che ritraeva. Di sicuro era bravo a convincere le modelle a rischiare, sebbene formulasse le sue richieste sempre con il massimo garbo. “Chiedeva ‘ti dispiace fare questo, per favore’ e diceva ‘grazie mille’ alla fine”, raccontò Hall nel corso di un’intervista per la BBC nel 2013. “Ma era determinato a realizzare lo scatto”.

Il Calendario Pirelli 1985 fu realizzato dal fotografo britannico Norman Parkinson e presentava una collezione di capi appositamente creati con motivi ispirati ai battistrada dei pneumatici, incluso questo vestito di seta monospalla di Zandra Rhodes (indossato dalla modella Lena alla pagina di settembre).


“Cinquant’anni di amore, e rispetto, per le donne”

Parkinson era anche bravo ad adeguarsi ai tempi. Nel corso degli anni, fu un esponente del naturalismo en plein air, del lavoro in ambientazioni esotiche, della fotografia di moda “New Look” e dei ritratti dell’alta società. Le sue opere erano libere, argute e ricche di movimento. Iniziò usando pellicole in bianco e nero e in seguito si distinse per l’uso del colore.

Lo stesso anno del lancio del suo Calendario Pirelli, Parkinson pubblicò il suo terzo libro “Would You Let Your Daughter?” Fu anche l’ultimo, perché nel 1990 morì di emorragia cerebrale all’età di 76 anni. Definito come una “combinazione esclusiva di arte, sensualità e scenografia”, il libro presentava quelli che lui definiva i suoi “cinquant’anni di amore, e rispetto, per le donne”.

La modella Iman è immortalata nella copertina e all’interno del Calendario Pirelli 1985 realizzato dal fotografo britannico Norman Parkinson. Alla pagina del mese di novembre, sfoggia un capo di pelliccia Maxwell Croft con un audace motivo ispirato al battistrada di un pneumatico. Il capo venne offerto all’asta di beneficenza organizzata in occasione del lancio del Calendario e fa ora parte della collezione permanente del Victoria and Albert Museum.


Significativamente, riportava diverse immagini tratte dal Calendario Pirelli. Come l’autore dichiarò una volta: “Nutro un enorme rispetto per le donne, ed esiste un margine minimo all’interno del quale è possibile scattare foto di ragazze in abiti succinti in modo che mantengano la loro eleganza, la loro bellezza e il loro stile”.

Ed eleganza, bellezza e stile sembrano essere le parole chiave del Calendario 1985. Insieme, Pirelli e Parkinson misero in scena il meglio.

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