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L'epoca
di Alice

In un mondo in cui le donne a volte si sentono in disparità, sta a noi provare ad incarnare la figura di Alice e creare le nostre storie, in grado di ispirare le generazioni future

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L'epoca
di Alice

Sono sicura che la maggior parte di voi ricorderà alcune delle più famose favole, storie e racconti per l'infanzia, di cui avrete letto il libro o guardato il film. Queste favole di solito raccontano di bellissime fanciulle sofferenti, di un farabutto dal quale devono essere salvate e di un corteggiatore (preferibilmente di grande fascino) che provvede, appunto, a salvare la sventurata. Da piccola non mi sono mai resa conto di quanto fossero irrealistici i personaggi femminili, come del resto lo erano il drago sputa fuoco e la zucca che si trasforma in una carrozza trainata da cavalli per portare la fanciulla al ballo. 

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“Alice nel paese delle meraviglie” è una delle poche favole che prende le distanze dall'archetipo della protagonista femminile romanzesca, e io ritengo, in tutta onestà, che al personaggio di Alice non siano mai stati riconosciuti i suoi meriti.

La favola di Alice è stata scritta nel 1865 da Lewis Carroll e narra del viaggio di una coraggiosa ragazzina che durante un sogno cade nella tana di un coniglio e deve affrontare numerosi ostacoli per poterne uscire sana e salva. Al posto di un giovane uomo sul cavallo bianco, Alice incontra un grosso Gatto del Chesire, che poi scompare, e che a onor del vero non le è neppure di grande aiuto, il Cappellaio Matto, che le fa perdere un sacco di tempo, e un bruco, il Brucaliffo, intento a fumare un narghilé. La storia non narra perciò di una fanciulla che deve essere salvata, ma di una giovane ribelle che segue la sua strada. Se la paragoniamo alle donne moderne, sono sicura che in ognuna di noi troveremo qualche tratto di Alice nel paese delle meraviglie.

L'epoca di Alice 02

Questa favola è stata scritta nell'epoca Vittoriana, quando i ruoli dei generi erano definiti molto chiaramente, ed ed è stata precursore, narrando le avventure di una ragazzina dal carattere indomito che parlava con la sua mente e seguiva il suo istinto, indipendentemente dalle conseguenze delle sue azioni. Lewis Carroll descrive Alice come “estremamente curiosa e con un forte desiderio di godersi la vita”, cercando di proporre una ragazzina non ancora consapevole delle aspettative della società in quanto donna. Alice non permette alle percezioni iniziali e ai giudizi erronei che la gente ha su di lei di definire ciò che lei realmente è, e a sua volta riesce a superare tutti gli ostacoli che incontra lungo la strada. 

Tuttavia, il fatto che Alice riesca ad entrare in questo mondo solamente in sogno potrebbe essere il modo con cui Carroll dichiara che comunque nell'epoca Vittoriana l'idea di una giovane donna che infrange tutte le norme e le aspettative sociali rimane irraggiungibile. Se analizziamo la Regina di Cuori, ad esempio, possiamo dedurre che, nell'ottica maschile, ella incarna il tipico personaggio della donna che raggiunge una posizione di potere. Arrivando ai giorni nostri, capiamo che stiamo mettendo in discussione questi ruoli del genere ormai obsoleti.

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L'epoca di Alice 03

Non siamo più soddisfatte dei ruoli che la società ci ha assegnato in passato e che eravamo tenute a osservare in quanto consuetudine diffusa ed "internalizzata": la donna che sta a casa, si occupa del marito-capo famiglia, nonché sostegno economico, o intenta a compiacere lo sguardo maschile. Non cerchiamo un uomo che ci salvi, ciò che vogliamo è essere trattate esattamente come la nostra controparte maschile, che invece è diventata un ostacolo. Indipendentemente dai progressi realizzati in questo ambito, le donne sono tuttora sottovalutate e non apprezzate, e ciò è dimostrato dal fatto che nel 2016 le donne percepiscono 80,5 centesimi, rispetto a 1 dollaro guadagnato dagli uomini, ricoprendo la medesima posizione lavorativa. 

Abbiamo un ideale di bellezza che è irrealistico quasi quanto il personaggio del coniglio che parla e indossa un completo da uomo, ovunque ci giriamo vediamo donne stupende, e queste sfide si moltiplicano se sei una donna di colore come me. Cosa farebbe Alice se fosse qui con noi oggi? Andrebbe avanti e lotterebbe con tutte le sue forze.

L'idea di Tim Walker per il Calendario 2018 è quella di presentare un adattamento di questa storia con personaggi esclusivamente di colore: questa idea ha un importante significato per me, che sono cresciuta in un mondo dove le favole con protagoniste di colore sono scarse, e men che meno con donne non bianche. Noi non eravamo né principesse, né belle addormentate, né fanciulle sofferenti: noi eravamo invisibili, perciò sta a noi scrivere le nostre storie ed essere l'Alice in un mondo che non voleva vederci o riconoscere la nostra forza e la nostra bellezza. 

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Alice nel paese delle meraviglie rappresenta una brillante prospettiva della capacità di una giovane donna che non permette ai giudizi erronei o alle aspettative su di lei di impedirle di rivelare il suo vero potenziale. Ciò che era accessibile solamente nei sogni, tuttavia, è la realtà della nostra generazione, con donne del calibro di Malala, Marley Dias, Hilary Clinton, e tante altre, in grado di ridefinire il significato dell'essere donna e il nostro posto nella società. 

In un mondo in cui le donne a volte si sentono in disparità, sta a noi provare ad incarnare la figura di Alice e creare le nostre storie, in grado di ispirare le generazioni future.


Di Leomie Anderson

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