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Diventeremo tutti delle mangrovie, in una società OmO

Le mangrovie sono piante uniche al mondo, vivono in acqua salmastra, nel punto esatto in cui i fiumi si uniscono al mare. Crescono solo li: risulta un ambiente incomprensibile se lo si studia come “ambiente di acqua dolce” o di “acqua salata” ma risulta l’ambiente ideale per le mangrovie. L’analogia, veramente azzeccata, è di Luciano Floridi – professore di Filosofia ed Etica dell’informazione a Oxford. Il professor Floridi ha coniato un termine: onlife. Una nuova esistenza quindi nella quale la barriera tra vita reale e virtuale diventa…come l’acqua salmastra delle mangrovie, non esiste più. 

Diventeremo tutti delle mangrovie, in una società OmO

Ci stiamo dirigendo, quasi senza accorgerci, verso una società OmO, vale a dire una società dove “Off-line merge with On-line” secondo un’altra definizione di Kay-Fu Lee che è stato ceo responsabile di – tenetevi forte – di Apple, Microsoft e Google in Cina. Ha poi creato la sua società di venture capital specializzata in aziende hi-tech con alti investimenti in intelligenza artificiale. Kay-Fu Lee si occupa di intelligenza artificiale con la precisione di uno scienziato, la passione di un bambino e la lucidità di un uomo d’affari con una prospettiva globale e ho avuto la fortuna di incontrarlo agli incontri annuali del World Economic Forum a Davos nel 2018.

Tutti parlano di intelligenza artificiale (AI). Bisogna però riflettere su come AI sia arrivata a “ondate”. Due onde fanno già stabilmente parte della nostra vita quotidiana mentre due onde stanno per arrivare e ci cambieranno, per sempre: la razza umana – ne esiste una sola - non tornerà mai più indietro. Vediamo quindi quali sono le 4 ondate dell’AI secondo l’impostazione di Kai-Fu Lee che si possono trovare nel suo “AI Superpower: China, Silicon Valley and the New World Order”.

Prima onda: Internet AI 

La prima onda è l’uso personale che facciamo noi stessi di internet. È fallita la compagnia Thomas Cook, 9000 dipendenti. Perché? Perché non andiamo più in una agenzia di viaggi a prenotare le nostre vacanze, lo facciamo direttamente a casa nostra tramite internet. Per circa 60 anni il modo migliore per conoscere la nostra anima gemella è stato attraverso amici in comune oppure al lavoro o in vacanza. Dal 2017 la modalità più frequente per incontrare la nostra anima gemella è diventata “digitale”: circa il 20% delle coppie si è conosciuta così, attraverso app con cui veniamo in contatto con persone alla ricerca di partner. Il business cresce del 30% all’anno, al momento 2 miliardi di dollari, al punto che si parla di tinderizzazzione delle relazioni in cui, in pochi secondi, decidiamo se ci interessa o meno incontrare una persona. L’uso che facciamo quotidianamente di internet ci fa lasciare un digital footprint, una traccia digitale del nostro passaggio in rete. Lo sapevate che in media lasciamo tra le 4 e 6mila tracce digitali per anno? Questi dati sono poi utilizzati dalle aziende per creare algoritmi sempre più sofisticati e complessi. Ed il gioco continua. 

Seconda onda: Business AI

Vi è mai capitato di guardare un video su YouTube e poi accorgervi che ne avete visti 10 di fila quasi senza accorgevi? Oppure, dopo aver comperato un libro di storia, Amazon vi suggerisce altri libri simili? Avete visto un film su Netflix e lo stesso Netflix ve ne suggerisce altri con la dicitura “poiché avete visto 007, ecco a voi altri 20 film di spionaggio?”. Tra il 2011 e il 2012 internet ha perfezionato le “recommendation engines”, vale a dire gli algoritmi che sono appositamente tarati sulle nostre preferenze. La potenza di questo motore-algoritmo è legata ai dati che l’algoritmo ha a disposizione. Più dati possiede, più diventa potente e accurato. In altre parole, più adoperiamo internet, più l’algoritmo migliora la nostra conoscenza: quindi la qualità dei suggerimenti migliora. Suggerimenti o – a dirla tutta – vera manipolazione? La differenza la conosceva bene anche il ceo di Cambridge Analytica, Alexander Nix, che avendo a disposizione dati di circa 87 milioni di elettori negli Stati Uniti – ottenuti illegalmente tramite una Facebook a dir poco compiacente – ha influenzato pesantemente i risultati delle ultime elezioni negli Stati Uniti a favore di Donald Trump. La sua società diceva di avere 5mila dati per ogni elettore negli Stati Uniti. Gli algoritmi hanno creato 6 milioni di post su Facebook indirizzati solo verso elettori indecisi, spostandone quindi la scelta. Lo sa bene Hillary Clinton, che per 6 milioni di volte è stata chiamata “la corrotta Hillary”. Come abbiamo imparato da Puccini, “La calunnia è un venticello” che non si può fermare. Il gioco con le elezioni americane ha funzionato talmente bene che lo hanno ripetuto anche con il referendum sulla Brexit in Gran Bretagna. Poi lo hanno giustamente ma tardivamente fermato – con accuse di corruzione per Alexander Nix e la sua azienda – ma era troppo tardi. Due elezioni che hanno cambiato il corso della storia erano ormai passate.

Durante i giochi olimpici del 2016 in Brasile abbiamo letto dei report sulle gare olimpiche che erano pronti dopo 2 secondi dalla fine delle gare. Il reporter si chiama Jinri Toutiao, nome cinese che significa “notizie quotidiane”. Ovviamente si tratta di articoli scritti dalla AI. 

La prima onda è quindi legata all’uso – o l’abuso – che fanno le aziende per convincervi a fare, comperare, votare. Una forma sottile di manipolazione che sta modificando il nostro modo di pensare e di agire.

Queste due onde – Business and Internet – sono già arrivate e le conosciamo, stanno arrivando le prossime due. Tenetevi forte perché ci cambieranno la vita e cambieranno anche noi. 

Terza onda: Percezione AI

Partita di baseball in Sud Corea : pochi minuti prima dell’inizio della partita gli spettatori vedono volare nello stadio un drago alato che sputa fuoco mentre vola a pochi metri da loro. Molti si divertono, alcuni si spaventano, altri ridono nervosamente: l’immagine – un ologramma creato da un’azienda specializzata – fa una grande impressione, il video viene postato su YouTube e visualizzato milioni di volte. Altre industrie e settori stanno investendo cifre rilevanti per spingere i confini umani un po’ più in là, come l’industria della pornografia che prospera anche nell’America puritana di Trump. Mentre pochi anni fa si trattava in genere di esperienze per la vista, grazie alle applicazioni della realtà virtuale, i videogame del futuro riguarderanno anche gli altri sensi, come udito e capacità sensoriali.

Entriamo nel nostro supermercato: appena prendiamo il carrello udiremo una voce che ci dirà: “Bentornato Paolo”, perché i sensori nel carrello collegheranno le nostre impronte digitali. In quel momento il carrello si collegherà al frigorifero di casa nostra (internet of things) e ci farà sapere che il latte sta per finire e anche il gelato al cioccolato. Le nostre ultime analisi del sangue hanno però registrato un aumento del colesterolo e nel nostro telefono riceviamo un messaggio che sarebbe meglio comperare della frutta fresca invece del gelato. Siamo alla fine della nostra spesa e il carrello ci avverte che abbiamo comperato molte proteine ma non abbastanza fibre e vitamine. Paghiamo, ma nessuna cassiera in vista. “Arrivederci Paolo, ci vediamo presto” con la voce familiare che abbiamo scelto tra tantissime opzioni. Fantascienza? Ne riparliamo tra 5 anni.

La percezione di AI confonderà i confini tra mondo reale e mondo virtuale fino a quando, come le mangrovie, vivremo in un mondo dove non ci saranno più confini.

Quarta onda: AI autonoma

AI autonoma, vale a dire senza l’uomo che ne guida le funzioni, rappresenta il culmine delle altre 3 ondate. Le macchine non saranno solo in grado di capire il mondo che le circonda, ma ne daranno la forma e i contenuti. Riflettiamo un momento sulla differenza tra macchine “automatiche” e macchine “autonome”. Le macchine automatiche possono ripetere un’azione un numero infinito di volte, le macchine autonome possono decidere, nel momento in cui le dotiamo del potere di vedere, toccare, sentire: in altre parole possono pensare. Al momento, come scrive Kai-Fu Lee, la Cina ha preso il comando nel produrre droni sempre più sofisticati e intelligenti. Lo scorso 13 settembre: la più grande azienda al mondo produttrice di petrolio – la Aranco, in Arabia Saudita – viene attaccata da tre droni. Anche la guerra sta cambiando pelle, come descrive Paul Scharre nel libro “Army of none: autonomous weapon and the future of war”. Uno dei video più visti su YouTube nel 2018 è quella di un’anziana signora in una macchina a guida autonoma. La povera signora urla spaventata – il figlio seduto a fianco rimane più tranquillo. Nel vedere il video si sorride ma dobbiamo anche fermarci a riflettere. Cosa proviamo nel perdere il controllo di quelle attività che abbiamo gestito quotidianamente per decenni? Ogni anno perdono la vita in incidenti stradali circa 1.2 milioni di persone, un vero massacro. Con veicoli a guida autonoma il numero verrà ridotto del 90%. Si salveranno quindi un milione di vite umane. Altre domande affiorano nelle nostre menti. I lavori routinari stanno scomparendo e altri lavori vengono creati: abbiamo le capacità e skill che servono nella new economy?

Quattro ondate di AI che stanno rimodellando la nostra società, radicalmente diversa dalla precedente. Finiremo sommersi dalle onde o impareremo a gestirle per il bene dell’umanità? La risposta risiede nel nostro senso etico, nella bussola morale che ci guida nelle scelte che faremo, mi auguro da persone per-bene con senso di Responsabilità e Integrità.

La vera sfida, a pensarci bene, non è tecnologica ma morale: dipende solo da noi.

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