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20 words for a new world: Meditazione

20 words for a new world: Meditazione

La pandemia ci fatto capire cosa abbiamo già e cosa ci manca. Dopo sei mesi di lockdown, le restrizioni, la mancanza di informazioni, il senso di minaccia incombente hanno cominciato a farsi sentire. Non mi sentivo affatto bene. Poi mi sono resa conto che non stavo meditando. Mi sono avvicinata a questa pratica sette anni fa e da allora medito a fasi alterne. Determinata a stare meglio, ho cercato di nuovo la mia vecchia, fedele amica e mi sono sentita rinascere quasi subito.

Quand’ero più giovane avevo escluso completamente la meditazione tra le mie capacità. La mia mente era troppo attiva, troppo sovreccitata, non riuscivo a fermarmi per periodi lunghi. Come avrei potuto stare seduta in solitudine per chiarirmi le idee? Come molti, ero dipendente dall’attività incessante e dagli stimoli esterni costanti. Non avevo ancora imparato che appagamento e pace si possono raggiungere solo dall’interno.

Dopo la nascita del mio primo figlio, malgrado il naturale sfinimento, mi sono sentita felice come mai prima. Eppure la morsa della stanchezza legata alla mancanza di sonno era un dato di fatto. Decisa a trovare qualche tecnica per mitigare quella spossatezza, dopo qualche ricerca ho scoperto la meditazione trascendentale (MT). A differenza degli altri tipi di meditazione, la natura della MT mi è sembrata meno ostile perché non obbliga a “concentrarsi”, “focalizzarsi”, “svuotare la mente” Secondo diversi studi, la MT riduce ansia e stress e promuove felicità, salute, creatività e concentrazione. Mi aveva conquistato. In quel periodo felice (sebbene impegnativo dal punto di vista fisico e mentale) ho deciso di investire sul mio futuro, sviluppando strumenti utili per affrontare gli imprevisti della vita come, che so, una pandemia.

Allora mi sono iscritta a un corso. La prima parte mi è sembrata avvolta da un alone di mistero. L’incontro con l’insegnante di MT finisce con un mantra creato appositamente per te, che non puoi condividere con nessuno, nemmeno con i tuoi cari. Fin qui, decisamente misterioso. La parte successiva è molto meno clandestina: due giorni di meditazione guidata e workshop con un gruppo di altri principianti. Per trarre il massimo vantaggio da questa forma di meditazione bisogna praticarla due volte al giorno: 20 minuti di meditazione seguiti da 10 (piacevolissimi) minuti di riposo.

Devo essere onesta e ammettere che non sono riuscita quasi mai a meditare due volte al giorno. La meditazione per me è questione di alti e bassi, la riscopro in base al periodo e alla routine della mia vita. Ma sono sempre molto grata tutte le volte che decido di riprenderla.

La meditazione scuote in maniera profonda il mio inconscio regalandomi la pace immobile necessaria a ristabilire l’equilibrio che il nostro stile di vita vuole distruggere. È il percorso interno che ci guida verso quelle riserve utili a rispondere alle sfide della vita. Quelle che ci aspettiamo e quelle che non ci aspettiamo affatto.

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