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20 words for a new world: Libreria

20 words for a new world: Libreria

Ho chiesto a mia figlia quattordicenne: come e' andata la tua giornata? "Full of Zoom", mi rispose, esausta da 8 ore consecutive di lezioni via webinar.  Durante la cena mi ha chiesto: “Papà ma perché hanno tutti come background una libreria? La sua osservazione mi ha colpito anche perché' io stesso lavoro da casa da circa due anni e ho come background la mia amata libreria con più di tremila libri che considero come una coperta di Linus, li porto sempre con me. Come mai? Credo che il lock-down abbia infranto definitivamente  il confine "casa-ufficio" e quindi abbiamo dovuto aprire le nostre porte di casa a tanti perfetti sconosciuti. Mi è capitato di fare un webinar con sette Università indiane collegate, circa 3mila partecipanti. Mi sono chiesto ancora prima dell’argomento della presentazione cosa potessi condividere della mia vita privata. La libreria rimane quindi il miglior biglietto da visita, una specie di cravatta alla moda o di vestito elegante che riesce in qualche modo a salvaguardare la apparenze. Se scaviamo un po' più a fondo troviamo anche altri elementi. L’ufficio rimane un simbolo del potere molto evidente. Anche nei film la coreografia sottolinea la dimensione del potere, come aveva capito Charlie Chaplin nel celeberrimo film "Il Dittatore".

Bene: lavorare da casa ha spazzato via anche quella dimensione del potere: abbiamo visto le case dei potenti, i loro figli scorrazzare rumorosi e felici di avere mamme e papà finalmente a casa, alle volte i gatti o cani passare incuranti davanti alla loro telecamera. La libreria forse riesce a dare una parvenza di potere, di élite e di “darsi un tono" quando altri simboli del potere sono venuti a mancare. Attenzione però ai dettagli: come sono organizzate le librerie? Come ha notato mia figlia, alcune librerie sembrano spoglie, alcune hanno in mostra qualche vecchia enciclopedia ormai impolverata, altre sembrano riempite da oggetti o da cornici argentate ma da pochi libri, altre sono invece piene di libri, messi alla rinfusa, alcune organizzate in maniera ineccepibile, altre secondo il colore della copertina del libro, per me una specie di oltraggio alla vera natura del libro. Come si fa a mettere vicini un libro di filosofia e uno di giardinaggio solo perché hanno la copertina dello stesso colore? Come scrisse Cicerone: una casa senza libri è come un corpo senz'anima. Vedere i libri e le librerie dei nostri interlocutori penso abbia ridato un'anima alle nostre conversazioni digitali e a rendere piu’ umane le nostre conversazioni di giornate così full of Zoom. 

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