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20 words for a new world: Tuta

20 words for a new world: Jumpsuit

Michela, cara amica, è un’insegnante di educazione fisica. Quando andavo a trovarla la trovavo a casa vestita di tutto punto, tacchi a spillo, molto elegante. Le chiesi il perché. «Sono tutto il giorno tutti i giorni in tuta da ginnastica e quando arrivo a casa devo vestirmi in modo diverso», mi rispose. Lo abbiamo fatto anche noi, ricordo il rituale di mio padre che si toglieva la cravatta e dopo 20 minuti arrivava con il suo maglione marrone e una copia del Corriere: finalmente poteva leggere il giornale. Il cambio del vestito è quindi un rituale quotidiano che rappresenta la fine della giornata lavorativa per iniziare poche ore di vita personale, in famiglia.

E adesso? Anche in questo campo i confini si sono assottigliati al punto che alcune università americane hanno ritenuto opportuno far sottoscrivere un codice di comportamento ai propri studenti. Non si fa lezione in costume da bagno e per cortesia mettetevi almeno i pantaloni. La maglietta del concerto rock, che mai avremmo adoperato in una riunione di lavoro, è diventata un cimelio da mostrare, le cravatte le abbiamo messe in soffitta e una camicia ben stirata è proprio il massimo che ci sentiamo di fare.

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