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20 words for a new world:
Eroi

20 words for a new world: Eroi

Indossano realmente un mantello? Ovviamente no, ma da quando ho memoria i veri eroi emanano un’aura speciale... oppure hanno guidato alla vittoria migliaia di persone contro un terribile nemico. Il coronavirus ha cambiato tutto questo in un battito di ciglia Innanzitutto perché è un nemico estremamente pervasivo e allo stesso tempo minuscolo e invisibile a occhio nudo. Poi perché è sembrata mancare del tutto la leadership in ogni paese.

I nostri leader non sono stati condottieri valorosi e i loro bracci destri hanno mostrato timore ed esitazione. Ci ha deluso la loro mancanza di immaginazione. Non sono stati eroici ma insicuri.

Eppure abbiamo ancora bisogno di mettere qualcuno su un piedistallo. Senza eroi, durante le crisi ci sentiamo troppo vulnerabili. All’inizio sembrava giusto e appropriato consegnare il mantello da eroe ai medici e agli infermieri, in prima linea per salvare le vite degli altri mettendo a rischio la propria salute. Ma presto hanno voluto scollarsi di dosso questa etichetta: non volevano essere eroi. La loro non era magia, ma duro lavoro. Volevano che fosse riconosciuta la loro professionalità e la loro efficienza.

Va bene, chi altro c’è lì fuori? I commessi dei supermercati che scansionano la spesa dietro schermi di plexiglas mi sembrano piuttosto eroici. Devono fare i conti con gente scorbutica sopraffatta dall’ansia e dall’urgenza di questa situazione. Lo stesso vale per gli operatori ecologici e gli impiegati pubblici. Hanno indossato maschere e visiere e continuato come se nulla fosse. Almeno nella lista dei nostri problemi non ci sono i rifiuti.

Ma soprattutto, ho assistito alla generosità sorprendente di alcuni eroi invisibili ed è a loro che voglio dedicare queste parole. Sono presidente di una grande organizzazione benefica, BBC Children in Need, che ha promosso un evento televisivo di raccolta fondi proprio all’inizio della crisi da coronavirus. Abbiamo raccolto 80 milioni di sterline grazie alla generosità del governo britannico, di grandi aziende e persone comuni. I fondi raccolti andranno ai bambini e ai ragazzi spaventati, isolati e in lutto. Saranno di grande aiuto per quei giovani che non possono permettersi i dispositivi necessari a seguire le lezioni, serviranno a chi è a rischio di violenza domestica, a chi non ha una casa o è in grave difficoltà economica a causa di questa improvvisa recessione. Serviranno ad acquistare scarpe e vestiti agli adolescenti.

Uno dei miei compiti più graditi era ringraziare i singoli, sconosciuti cittadini che hanno dimostrato enorme generosità durante quella meravigliosa serata. Sono loro i miei eroi ed è stato un piacere contattarli uno a uno. Queste persone hanno inoltrato via messaggio i loro riferimenti bancari per donare anche decine di migliaia di sterline a bambini che non vedranno né conosceranno mai. Loro sono gli eccezionali supereroi a cui voglio rendere omaggio: grazie di cuore.

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