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Safety First: gli ammortizzatori contano quanto le gomme

Se i pneumatici rappresentano l’unico punto di contatto fra auto e terreno, gli ammortizzatori sono gli unici elementi che le collegano all’auto. Tenerli in ordine significa garantirsi più sicurezza

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Safety First: gli ammortizzatori contano quanto le gomme

Freni, ammortizzatori e pneumatici: il triangolo della sicurezza per qualsiasi vettura. Sono i tre elementi che fanno parte della sottoscocca e aiutano a garantire stabilità, frenate e sterzate sicure. E guidare una vettura con ammortizzatori inefficienti è senza dubbio rischioso perché l’usura condiziona negativamente anche le prestazioni di altri elementi.

A cosa servono? Gli ammortizzatori sono un elemento di collegamento tra il veicolo e la ruota: garantiscono la stabilità del mezzo e aiutano ad assorbire gli urti in caso di strada dissestata. Quando sono scarichi e usurati, l’intero sistema del telaio, ne risente. L’importante è cogliere i sintomi che comunicano al conducente d’auto che è tempo di cambiarli.

Safety First: gli ammortizzatori contano quanto le gomme

Occhio ai segnali

Quando si avverte una sensibile vibrazione del volante, è molto probabile che l’ammortizzatore non sia in condizioni perfette. Le conseguenze sono che si riduce l’aderenza sulla strada, rendendo l’auto più leggera in velocità e pesante in manovra.

Altro segnale importante: se il veicolo ‘affonda’ in frenata, è facile che gli ammortizzatori abbiano problemi. Basta pensare che se sono scarichi del 50%, lo spazio di arresto in caso di frenate di emergenza aumenta di circa 2,6 metri.

Altri sintomi da non sottovalutare sono le perdite d’olio e la meno considerata sensibilità al vento laterale: quando gli ammortizzatori sono scarichi, il movimento è notevolmente accentuato da un lato. Infine, quando si guida in strade piene di curve, se l’auto si piega più del solito sul lato esterno e ondeggia ogni volta che si sterza, meglio raggiungere la prima officina e farli controllare.

Evitare buchi e impatti

Al di là della normale usura dovuta al tempo, la resistenza di un ammortizzatore si deve molto alla condotta di guida. Il primo, scontato, consiglio è evitare le buche. Ma va sottolineato che accorgendosi di una buca in arrivo, è consigliabile rallentare senza pestare i freni. Premendoli  mentre la ruota l’attraversa, si precarica inutilmente l’ammortizzatore che arriverà nella buca prima di assorbire il colpo più importante con un’escursione ridotta.

Sono sconsigliati, soprattutto  nella guida in città, i colpi trasversali da impatto, come la salita sui marciapiedi con lo spigolo vivo. In caso di urti da impatto o piccoli incidenti anche banali, c’è un elevato rischio di spostare i punti di supporto degli ammortizzatori. Se proprio si ha la necessità di superare un piccolo gradino, è meglio accostarsi lentamente con la ruota e poi avanzare.

Come influiscono sui pneumatici

L’efficienza degli ammortizzatori influisce naturalmente anche sulle gomme: se sono usurati, le seconde possono scalinarsi facilmente e diventare molto più rumorose. E sia la convergenza che la bilanciatura risultano diverse rispetto al bilanciamento ideale.

Ennesimo pericolo è l’aquaplaning: se si hanno ammortizzatori scarichi, aumenta almeno del 10% il rischio di slittamento. In definitiva, non è tanto una questione relativa alla comodità di marcia – che in parte si riduce – bensì alla decisa diminuzione della sicurezza.

Oltre ad un’ispezione visiva, è corretto far eseguire una diagnosi appena si avverte anche uno solo dei problemi citati. Presso un’officina specializzata, vanno svolti il test di sbalzamento, il controllo degli pneumatici in condizioni diverse e l’analisi dell’altezza della sospensione. Nel caso fosse necessario si deve procedere alla sostituzione degli ammortizzatori, naturalmente in coppia.

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