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i filtri dell’auto

Verificare da soli i diversi filtri è un’operazione semplice che ogni automobilista può fare nel proprio garage, fondamentale per la salute del motore e degli occupanti. E può far risparmiare anche carburante

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Tra le operazioni che la legge nella maggior parte dei paesi consente di effettuare senza ricorrere all’intervento di un’officina specializzata c’è la sostituzione dei filtri. Il plurale è d’obbligo, anche se si è portati a pensare che l’unico elemento da cambiare periodicamente sia solo quello inserito nell’airbox, che assicura l’afflusso di aria pulita al motore. 

In realtà ce ne sono anche altri, non meno importanti, partendo da quello antipolline, al quale spetta il compito di mantenere sano l’ambiente all’interno dell’abitacolo, oltre a quelli del carburante, benzina e gasolio, e a quello dell’olio.

Filtro aria, un gioco da ragazzi

Vale la pena di partire dall’operazione più semplice, che in molti casi può essere portata a termine senza utilizzare utensili, grazie anche alla posizione che di norma è raggiungibile facilmente. È infatti sufficiente sollevare il cofano per trovare la scatola filtro, ampia e nella parte alta del vano motore. Per aprirla basta fare scattare le mollette che tengono il coperchio, o in alternativa allentare poche viti, per trovarsi di fronte all’elemento filtrante. Può essere un pannello, oppure un cilindro, spesso realizzato con una particolare carta che non limita l’afflusso di aria all’impianto di alimentazione, ma allo stesso tempo riesce a trattenere le impurità.

I consumi si impennano

Se è sporco, e spesso lo è, non bisogna cedere alla tentazione di pulirlo con un getto di aria compressa, poiché i risultati non sarebbero quelli sperati. Si tratta di un controllo che deve essere effettuato ogni 10-15 mila km e non deve essere assolutamente sottovalutato. Un filtro sporco ha potere di fare aumentare i consumi di carburante, del 10-15 per cento, mentre se è strappato anche solo in un punto può lasciare aperta la strada alle impurità, che possono bloccare l’alimentazione. 

Il risparmio non paga

Per questo motivo non è il caso di risparmiare pochi euro. Il lavoro è semplice, richiede pochi minuti, ma bisogna fare attenzione a rimontare il tutto correttamente, posizionando filtro e coperchio in modo da sigillare il box, dopo avere pulito accuratamente il condotto di aspirazione, che in autunno si può riempire di foglie secche.

Non solo contro i pollini

Poi c’è il filtro del climatizzatore, comunemente chiamato antipolline, che tuttavia non ha solo il compito di prevenire le allergie primaverili, ha il potere di trattenere il particolato tutto l’anno. Un filtro ai carboni attivi sporco e intasato, inoltre, può creare problemi nelle giornate di pioggia: se il volume d’aria che lascia passare è insufficiente, diventa difficile disappannare i vetri. Quindi è meglio non trascurare questo elemento, e cambiarlo periodicamente, almeno una volta l’anno con basse percorrenze, ma anche ogni sei mesi se si percorrono  più di 60.000 km l’anno.

Un aiuto da tutorial

Se il filtro antipolline è posizionato in una zona facilmente raggiungibile attraverso il vano motore, l’operazione richiede solo pochi istanti. Tuttavia su molte auto recenti il poco spazio a disposizione ha imposto alloggiamenti più angusti, che richiedono fasi di avvicinamento al filtro più complesse. In molti casi, per esempio, bisogna rimuovere lo sportello del cassetto portaguanti. Per non avventurarsi in operazioni impegnative, è meglio informarsi prima, cercando un tutorial video specifico su internet.

Niente aria per il filtro diesel

Un discorso a parte deve essere riservato ai filtri carburante, poiché hanno caratteristiche e posizioni differenti in funzione del tipo di alimentazione e dell’età del veicolo. Il più facilmente raggiungibile è quello delle vetture con motore diesel, che le Case consigliano di cambiare ogni 40-60.000 km. Su alcuni modelli può essere protetto da un paraspruzzi, che deve essere rimosso per poter rimuovere la cartuccia. La sequenza in sé non è complessa, tuttavia bisogna fare attenzione a non lasciare entrare aria nel circuito di iniezione. A questo proposito la vaschetta del filtro non dovrà essere svuotata, ma restare piena di gasolio per tutta la durata dell’intervento.

Due soluzioni per i motori a benzina

Per quanto riguarda i motori a benzina, bisogna distinguere i più vecchi, a carburatore, da quelli a iniezione. Nel primo caso è molto semplice, perché il barilotto filtrante è collocato sul tubo che dal serbatoio raggiunge il carburatore. Basta separare le due porzioni della tubazione, togliere il vecchio filtro, inserire quello nuovo e serrare le due fascette per evitare perdite. I filtri dei motori a iniezione elettronica sono invece nascosti sotto la scocca, in prossimità del serbatoio, in una zona difficile da raggiungere senza un ponte sollevatore.

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