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A zigzag sul ghiaccio di Livigno con Ottavio Missoni jr, ospite d’eccezione della Lamborghini Winter Accademia 2018

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Galoppare in sella a una spartana enduro nel deserto torrido, senza nessuno a suggerirti quanto distante, e in quale esatta direzione, dondoli la fettuccia del traguardo. Oppure, cavalcare un Toro inferocito all’interno di un’arena neve & ghiaccio. Sfidando la sua furia, oltre che se stessi: se a fine giornata anche la “bestia” riconoscerà il torero e la sua superiorità, allora la missione potrà considerarsi a lieto fine. Non c’è che dire, a Ottavio Missoni jr le avventure piacciono. Meglio se a motore, meglio ancora con un set di gomme “ad hoc” a rotolare tutt’attorno a lui. Che le gomme siano quattro oppure due, in fondo non ha importanza. E a giudicare dal sorriso che tra una pausa e l’altra scolpisce il volto di questo ragazzone, due metri di passione per le moto e per le auto, un weekend a Livigno in compagnia degli istruttori della Lamborghini Winter Accademia (il progetto Lamborghini Squadra Corse di avviamento alla guida sportiva invernale) è quel che serve per nutrire il proprio spirito selvaggio. 

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“Ho maturato l’interesse per la velocità quando ero un bimbo. Guidavo la moto, ma salivo anche sul kart”, ricorda Ottavio jr, ultima generazione di una famiglia e di un’azienda, Missoni, che a buon diritto merita l’epiteto di “Lamborghini delle maison di moda”. “E se per me la moto è innanzitutto esplorazione, vedo invece l’auto soprattutto come uno speciale mezzo di condivisione”. La Winter Accademia insegna a non temere il freddo. E a governare la potenza di un V12 in qualsiasi situazione. In realtà, ai 700 cavalli e oltre di una Lamborghini Aventador, Ottavio Missoni già in passato aveva misurato la temperatura. Ma domare un Toro razza “Lambo” ad alta quota e su un ghiacciodromo, con la potenza bruta che combatte contro un grado di aderenza ultrasottile e un team di esperti che ti sprona a individuare il limite, quello no. Ed è tutt’altra cosa: “Guidare una supersportiva in condizioni tanto estreme è un’esperienza che mi era sconosciuta. Che dire? Tanto divertimento, tanta emozione, tanti consigli sulla tecnica invernale da tradurre anche nella guida di ogni giorno”. Già, perché se è vero che difficilmente si battezza una Huracàn quattro ruote motrici per scalare il Passo del Foscagno con il termometro sotto lo zero, è anche vero che sperimentare sulla pelle le reazioni di un’automobile high-performance anche su neve e ghiaccio vivo, e percepire il sopraffino lavoro di squadra che solo un treno di pneumatici ad alte prestazioni sa svolgere grazie al progresso tecnologico, è un esercizio che non può che incrementare le proprie abilità di “winter driver”. “Oltre al tempo trascorso al volante, sempre assistito da insegnanti di alto livello, ho trovato particolarmente utili anche le lezioni di teoria: distribuzione delle masse, ruolo delle gomme, gestione elettronica. E che suggestione, i turni di guida in notturna! Ho testimoniato quanto la Lamborghini Winter Accademia - esclama Missoni - sia un’esperienza semplicemente unica: professionale, adrenalinica, completa sotto ogni punto di vista”. 

Smiley faceQuando l’aderenza è precaria, o quasi inesistente come sul ghiaccio vivo, sono proprio gli pneumatici a fare la differenza tra una spettacolare sbandata a regola d’arte, e una imbarazzante digressione fuori traiettoria: “Alla Winter Accademia - spiega Ottavio - ho toccato con mano cosa significhi calzare gomme invernali ad alte prestazioni. È incredibile quanto un treno di pneumatici specifici influenzi in modo positivo lo stile di guida. Sia in termini di sicurezza, sia in ottica di guida sportiva. Controsterzare una Lamborghini Huracàn con gomme chiodate restituisce ovviamente una sensazione differente, rispetto a un esemplare sprovvisto di artigli. Tuttavia, anche senza chiodi un prodotto come le Pirelli Winter Sottozero si dimostra ultra-efficace, pure in contesti limite. Merito di un disegno del battistrada e di una mescola invernale frutto di studi scientifici molto all’avanguardia”.

In pista, scatenato. Su strada, morigerato: “Soprattutto mentre sono in sella alla mia moto, il traffico - confessa Ottavio - mi mette paura. Non rischio, vado piano. Anche perché spesso porto con me la mia fidanzata… Trattengo l’impeto di dare gas per quando sarò in gara”. E benché lui le consideri le sue “mascalzonate su due ruote”, rally raid come Gibraltar Race o Merzouga Rally proprio una passeggiata non le sono. “Non mi considero certo un pilota professionista. Tuttavia, adoro partecipare a corse a tappe alle quali prendono parte anche campioni blasonati. Confrontarmi con loro, e da loro imparare sempre qualcosa”. Proprio come alla Lamborghini Winter Academy, Ottavio ha perfezionato le sue “skills” di domatore di animali da competizione a 10 e 12 cilindri. “Oltre alle loro proprietà dinamiche, di ogni Lambo adoro anche lo stile, una combinazione di armonia e di audacia che nel mondo delle supercar trovo abbia pochi eguali”. Parola di Ottavio Missoni, un ragazzone che di design qualcosa mastica, Che dite?

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