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Nessun riposo per i tecnici F1® e SBK: i test continuano!

Non andare in pista non significa riposare! I tecnici e i gommisti del Motorsport continuano il loro lavoro anche durante la pausa dalle corse

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Nessun riposo per i tecnici F1® e SBK: i test continuano!

La campanella dell’ultimo giorno di scuola è suonata per prima nella Superbike. Il 18 ottobre, in Qatar, si è ufficialmente chiuso il 12° Campionato delle due gomme fornito esclusivamente da Pirelli.
Ai rallisti del WRC è toccato spegnere i motori della stagione 2015 quasi un mese dopo. Lo hanno fatto tra le colline del Galles, il 15 novembre.
Gli ultimi a rimanere tra i banchi di scuola, pardon, tra le griglie di partenza sono stati i piloti della Formula Uno. Il Gran Premio conclusivo del 2015 si è infatti combattuto il 29 novembre, tra le dune e i grattacieli di Abu Dhabi.

Il Motorsport può godersi, dunque, le sue meritate vacanze. È arrivata l’ora di spegnere tutti i motori; di accantonare le pistole dei pit stop; di riporre gli pneumatici nelle termocoperte; di rientrare tutti ai box per il “rifornimento” più lungo della stagione: quello dell’energia, in attesa di tornare a sgommare ancora sull’asfalto delle piste e dei tracciati di tutto il mondo.

O meglio, questo è ciò che la gente immagina.

Sembra di vederlo Giorgio Barbier, Direttore Attività Sportive Moto di Pirelli, placidamente in vacanza, su un campo da golf, la sua passione segreta, alla ricerca del colpo perfetto; o Mario Isola, racing manager Pirelli, intento a guidare un’ambulanza durante il suo turno da volontario. O ancora Max Damiani, capo degli ingegneri Pirelli F1®, tornare in famiglia e giocare con i figli. E che dire di Paul Hembery, Responsabile motorsport Pirelli, tutto impegnato a comperare fish and chips da cucinare a Milano e respirare così l’aria di casa?  Sembra vederli e così li si vede in un video girato per dare l’arrivederci alla prossima stagione, ma le cose non vanno esattamente così. 

We are never far from our tyres
In Pirelli non si è mai davvero lontani dalle gomme. Non sorprende dunque che, appena chiuso il Campionato Superbike, già dopo pochi giorni i tecnici Pirelli fossero in pista: dal 27 al 28 ottobre ad Aragòn (Spagna), dal 3 al 4 novembre a Jerez (Spagna), per poi tornare dal 16 al 17 novembre ancora ad Aragòn ed, infine, dal 23 al 27 novembre ancora a Jerez. A far cosa è chiaro: portare avanti i test privati, prima della sessione ufficiale di prove che si terrà a ridosso della prima gara del 2016, il 22 ed il 23 febbraio a Phillip Island.  

A genniao a casa, almeno, si dirà. Neanche. Nel primo mese dell’anno verranno effettuate altre tre giornate di test a Portimão (Portogallo) e ulteriori tre giorni sempre a Jerez, mentre a febbraio si tornerà ad Aragòn per una sessione di due giornate. 
Meno generosa di occasioni di prova – poiché testare è un opportunità per i gommisti, chiamati a sfide sempre più impegnative – è la Formula Uno da quando i regolamenti hanno ridotto, quasi eliminato, il numero di giorni di test.

Quando i box sono silenziosi i laboratori diventano protagonisti
Pirelli è riuscita, tuttavia, a ottenere una sessione extra per poter sviluppare in pista le coperture 2016. Il martedì successivo al Gran Premio di Abu Dhabi, quando ancora il podio era bagnato di acqua di rose (bevanda ammessa per sostituire lo champagne negli Emirati), la P lunga ha, infatti, organizzato la sessione di test più lunga della storia della F1®: 12 ore consecutive durante le quali i team hanno provato le diverse soluzioni per la prossima stagione, compresa la nuovissima “Ultrasoft”, che farà il suo debutto proprio nel 2016. 12 ore durante le quali i piloti hanno percorso ben 6020 km ed effettuato 1084 giri. 

Si può solo immaginare la mole di dati che gli ingegneri Pirelli hanno dovuto analizzare nei giorni successivi, per poter poi decidere quali tra le costruzioni e le mescole provate promuovere per il prossimo anno. 

E quando non si va in pista, ci sono i laboratori del Centro Ricerca e Sviluppo di Pirelli a tenere impegnati gli ingegneri Motorsport della P lunga. È nei laboratori di Milano che, ad esempio, gli pneumatici vengono sottoposti a prove durissime, per testarne integrità e consistenza: dall’alta velocità, che fa girare le coperture a 400km orari, all’MTS, che le sottopone, invece, ad angoli di camber estremi. Il tutto sotto gli occhi attenti degli uomini del Motorsport.

Altro che campi da golf allora: gli ingegneri Pirelli non si staccano mai dalle gomme.

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