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Motori, la potenza è una questione di cilindri

Vantaggi e svantaggi dell’evoluzione dei motori: le prestazioni sono legate al numero di cilindri e le preferenze cambiano per tipologia di auto nei diversi continenti

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Motori, la potenza è una questione di cilindri

In un’epoca in cui il downsizing – la riduzione della cilindrata per ottimizzare i consumi – è una filosofia di progettazione adottata da quasi tutti i costruttori, è sempre più raro vedere propulsori nuovi di grande cilindrata. Anche le sportive devono infatti fare i conti con le stringenti normative anti-inquinamento e quindi spesso le nuove generazioni di un modello offrono meno cilindri della versione che sostituiscono, compensando la scontata perdita di potenza con la sovralimentazione o magari adottando un V6.

Ma architetture a 8, 10 o 12 cilindri restano espressione massima della tecnologia per le prestazioni: infatti quando si progetta un motore di grande cilindrata, i frazionamenti preferiti sono proprio questi. Resta un caso isolato il W16 con 16 cilindri sviluppato dalla Bugatti per la Veyron e successivamente per la Chiron.

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Il re dei motori

Il 12 cilindri è tradizionalmente considerato il re dei motori. Il prestigio che questa architettura conferisce al progetto di una nuova auto va ad aggiungersi ai vantaggi – numerosi – che il V12 riesce a garantire. Rappresentano il vertice della gamma per marchi sportivi e di lusso e hanno sempre costituito un’elite a parte.

Si tratta per lo più di hypercar, Gran Turismo o ammiraglie di altissima gamma: Ferrari FF e F12, Rolls-Royce Ghost e Wraith, Bentley Continental e Flying Spur, Pagani, Lamborghini Aventador e Mercedes 65 AMG. Dal lato tecnico, l’architettura V12 conferisce un’esemplare dolcezza di funzionamento (come il 6 cilindri in linea, praticamente) e un ottimo bilanciamento, che si traduce nella quasi totale assenza di vibrazioni.

Inoltre permette di mantenere un regime di rotazione inferiore a parità di potenza, garantendo maggiore affidabilità. Gli svantaggi riguardano soprattutto la complessità della produzione e l’elevato costo, ma anche i consumi dovuti agli elevati attriti interni.

Lo svantaggio del 10 cilindri

L’architettura a 10 cilindri è la meno utilizzata nell’industria automobilistica, dato che per cilindrate elevate si preferisce adottare il V12. Negli anni recenti è stata scelta questa configurazione per equipaggiare la Bmw M5, la Lamborghini Gallardo,  l’Audi R8, la Dodge Viper e alcuni pick-up americani come il Ram SRT-10 e il Ford F-350.

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Lo svantaggio principale di questo propulsore è costituito dalla scarsa equilibratura, a causa delle consistenti vibrazioni che si generano soprattutto sul piano verticale. La soluzione adottata consiste nell’adozione di un controalbero per bilanciare il motore e l’adozione di un opportuno angolo di bancata (solitamente 72 gradi).

L’8 cilindri piace agli Usa

L’8 cilindri a V è ampiamente diffuso nell’attuale produzione automobilistica tra le supercar. E’ molto utilizzato per le sportive americane, dove identifica auto sportive di grossa cilindrata ed elevata potenza, come le muscle car. Famosi sono i V8 Hemi sviluppati da Dodge (dotati di camere emisferiche).

La configurazione del V8 permette di erogare con relativa facilità potenze fino a 600 Cv, pur mantenendo dimensioni compatte, che consentono di alloggiare il motore in cofani di auto “normali”. I consumi sono inferiori rispetto al V12 e possono essere ulteriormente ridotti con sistemi di disattivazione parziale, quando non è richiesta una potenza elevata.

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