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McLaren 600LT:
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Desidera correre, e correre forte. Lo testimoniano anche i pneumatici che McLaren ha scelto per lei

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LT è una sigla storica in casa McLaren. La prima ad adottarla è stata la F1 GTR “Longtail” (questo il significato), una vettura da corsa nata dalla leggendaria F1 stradale, utilizzando l’esperienza del team di Formula 1. Rispetto alla F1 GTR che già aveva vinto la 24 Ore di Le Mans del 1995, era stata alleggerita di 135 kg, raggiungendo l’incredibile peso di 915 kg. Il successo sui circuiti del campionato FIA GT furono tanti e immediati: cinque vittorie su undici gare e finì prima e seconda anche nella classe GT1 a Le Mans.

Da questo capolavoro di ingegneria nasce la sigla LT. “La LT non è solo un’auto velocissima in pista – spiega Chris Goodwing, responsabile test driver McLaren – ma è una vettura con cui su ogni tracciato si può spingere come con nessun’altra prima”. L’ultima nata di questa stirpe è la McLaren 600LT, quarto capitolo della storia LT, che si presenta sulla linea di partenza con 1.247 kg di peso a secco, spinti dai 600 CV del V8 biturbo da 3,8 litri. I numeri sensazionali si completano con un’accelerazione da 0 a 100 in 2,9 secondi, 328 km/h di velocità massima e la capacità di frenare da 200 a ferma in soli 117 metri. Aggrappata all’asfalto. Per raggiungere queste prestazioni, McLaren ha scelto i Pirelli P Zero Trofeo R, in una versione sviluppata appositamente per la 600LT. I Trofeo R sono pneumatici del catalogo Pirelli Motorsport, nati per il mercato del ricambio e pensati per quegli appassionati che amano sfogare la cavalleria fra i cordoli; per la prima volta, un’auto esce dalla linea di assemblaggio con queste gomme montate in primo equipaggiamento, ulteriore testimonianza dell’anima da corsa della McLaren 600LT.

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Per tenere fede alla stirpe LT, questa nuova McLaren utilizza fibra di carbonio e altri materiali leggeri ma non dimentica che il suo compito è quello di restare incollata a terra. La nuova aerodinamica, associata al fondo piatto in carbonio, garantisce 100 kg di carico sul posteriore a 250 km/h, il che consente di percorrere le curve a una velocità superiore anche a quella offerta dalla più potente 675LT. E ancora: l’altezza da terra è stata ridotta di 8mm mentre la carreggiata anteriore è più larga di 10mm, per aumentare la precisione alla guida. E per fermarsi? Un impianto frenante carboceramico che toglie 4kg dalla bilancia. Così, dai 200 km/h impiega solo 117 metri per fermarsi, giusto uno in più dell’estrema McLaren P1.

Un nome importante e numeri impressionanti per un nuovo, fondamentale capitolo nella storia McLaren e delle sue LT, che ancora mantengono quello spirito da corsa che è stato capace di riempire gli scaffali di Woking di trofei e stupendi ricordi.

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