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delle rivoluzioni

Trentacinque anni fa, AMG divenne ufficialmente costruttore di motori. E, assieme alla prima testata a quattro valvole, inventarono il segmento delle berline stradali da corsa

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Cosa c’è di più rivoluzionario che prendere un’auto progettata per il massimo comfort e farne una belva che si contende il tempo sul giro con blasonate sportive? Oggi è scontato pensare che un marchio come Mercedes-AMG possa avere delle versioni iper-prestazionali delle proprie auto, ma prima della nascita della divisione AMG nessuno aveva mai pensato di mettere il peperoncino sotto al cofano di berline tutte comfort o – ancora più incredibile – di station wagon nate per le famiglie. E, con Mercedes-AMG, Pirelli è fiera di vantare una partnership importante: è il marchio di pneumatici campione di omologazioni sulle vetture di Affalterbach. Afferma Claudio Zanardo, A.D. Pirelli Italia: “Pirelli ha nel DNA l’eccellenza e da sempre si associa ai migliori produttori di auto. Siamo fieri di essere i fornitori ufficiali della AMG Driving Academy e siamo pronti a far vivere le migliori prestazioni in pista con il nostro prodotto marcato per vetture Mercedes-AMG”.

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Due nomi, Hans Werner Aufrecht e Erhard Melcher, e la cittadina dove decisero di far rinascere la tradizione di Mercedes nel motorsport, Großaspach: presero le tre iniziali e nacque ufficialmente il marchio AMG (ma già cinque anni dopo si trasferirono nell’attuale sede ad Affalterbach). Il primo podio lo conquistarono con una Mercedes 300 SL preparata che si piazzò seconda alla 24 Ore di Spa-Francorchamps, competizione che ancora oggi è un banco di prova determinante per le auto derivate dalla serie. Dalle corse alle preparazioni per le vetture omologate il passo fu breve, così nacquero le prime Mercedes-AMG stradali, vetture capaci di mescolare il comfort tipico delle auto della Stella con le potenzialità di motori e assetti da corsa. Un mix quasi più americano che tedesco, dovuto alla scelta di puntare su motori generosissimi con cubature enormi, capaci di strappare l’asfalto sotto alle gomme.

La rivoluzione arrivò trentacinque anni fa, con un’innovazione che rese AMG un costruttore di motori, oltre che di auto: i due tecnici inventarono una testata a quattro valvole per cilindro che per prima venne montata su una vettura leggendaria, la 300 E della serie W124. Tale fu l’irruenza con cui quest’auto si impose nell’immaginario degli appassionati che si conquistò un soprannome rimasto nella storia, The Hammer. E – guarda caso – fu proprio negli Stati Uniti che se lo conquistò, lì dove hanno sempre amato i motori più irruenti e feroci, com’era il V8 da 5,5 litri che erogava 355 CV. Carrozzeria da berlina, con le sue quattro porte e un bel bagagliaio. Interni da viaggiatrice tedesca, con tutti i comfort a disposizione e selleria in profumata pelle nera. In tutto e per tutto una Mercedes, dunque, ma con un’anima da sportiva sotto al cofano e un assetto che cercava di contenere tutta quell’esuberanza. Un salotto da oltre 300 km/h.

Mercedes-AMG è sinonimo di passione artigianale, ancora oggi che da azienda autonoma è diventata un dipartimento interno a Mercedes. Con il marchio sportivo tedesco, Pirelli ha confermato ora il suo storico rapporto grazie alla partnership fresca di firma con la AMG Driving Academy Italia. “Quando due eccellenze quali Pirelli e Mercedes-AMG si incontrano, non può che essere un successo sia dal punto di vista tecnico sia emozionale, anche per le altissime prestazioni delle nostre vetture che necessitano una conseguente, sicura ed importante aderenza su tutti i tipi di fondo, combinata ad un elevato livello di comfort. La gamma Mercedes-AMG utilizzata nei nostri corsi spazia infatti dai 300 cavalli della A35 ai 639 della GT 63 Coupé 4”, dichiara Massimo Arduini, Presidente AMG Driving Academy Italia. Quest’anno, gli appassionati potranno prendere parte ad un calendario di corsi che si snoda su 8 tappe, dai ghiacci della pista invernale di Livigno ai principali autodromi italiani, dove le Mercedes-AMG possono sfoggiare i P Zero marcati M01, sigla che indica che quelle gomme sono state sviluppate appositamente per le vetture di Affalterbach. Per consentire loro di continuare a strappare l’asfalto sotto di esse.

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